28 dic 2014




Razionale/Istintivo



Trovo che sia una tale falsità che le persone (io stesso) vogliano vedere tutto con il controllo della ragione. Oggi un litigio pazzesco ha scoperchiato due argomenti di cui si parla decisamente poco. Si litiga (generalmente?) perchè si scopre di non aver considerato certe cose che ad un tratto ti trovi di fronte come una vecchia grande stanza disordinatissima e scassata che avevi dimenticato....
Questa razionalizzazione per via metaforica è altrettanto facile, perchè è facile farla a distanza di qualche ora. Ed è anche "ridicolo" generalizzare.
Tra un pò mi ritroverò con gli stessi argomenti in carne ed ossa che  pensavo di aver superato e smaltito in queste ore.
Il punto è che quando mi incazzo non voglio certo interpretare la parte del ragionevole che si ferma, si siede e affronta la questione. Perchè devo guardare la situazione dall'alto e comprenderla al meglio? Perchè proprio in quel momento? Se sono incazzato, lo sono... e basta. Questa cosa del raffreddare il momento con la ragione è pura ipocrisia. È una considerazione che sto facendo da solo e non c'entra niente con il litigio nello specifico.
Per ragionarci su ci sono le ore successive.
Fermarsi in corsa servirebbe a non schiantarsi ma io non ho di certo raggiunto una velocità pericolosissima. Anzi per due volte ho ingoiato la rabbia per non parlare troppo. Questo è usare la ragione. Ma fare la persona comprensiva è ipocrisia perchè punta a mostrarsi "superiori", comprensivi, tolleranti.. cosa che dà molto fastidio.
Un litigio serve, ci si incazza, perchè deve essere subito del tutto smorzato dal "calma e gesso"?

un oceano di istintività con poche punte rocciose di ragione.
molti scrittori e non solo avranno usato parole "migliori" di queste, ma non me ne frega. ci manca solo che mi metta a cercare o ricordare qualche bella frase per identificare la mia (in)consapevolezza.

consola pensare che fondamentalmente siamo tutti così? (così come?.. )
eh, la consolazione..!

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le colpe ad un tratto escono fuori e vengono scaricate.
io ho fatto il massimo, tu sei stato incerto...
io non ho colpe, tu avresti potuto...

"fatto il massimo", ah! che persona perfetta! che persona compiuta! non un'ombra, non un piccolo non-detto che ha fatto comodo! E poi basta sfiorare quella certezza che si scatena un vortice di stronzate.

Si sente in colpa e anche profondamente.

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La colpa! che bell'argomento.

ho preso il problema dal punto sbagliato, non vedo abbastanza l'irrazionalità.
...ma poi non è vero.

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Io sono apposto e tu no. Una roccia.
In genere è questo.

15 dic 2014

I have to believe in a world outside my own mind. I have to believe that my actions still have meaning, even if I can’t remember them. I have to believe that when my eyes are closed, the world’s still there. Do I believe the world’s still there? Is it still out there?… Yeah. We all need mirrors to remind ourselves who we are. I’m no different.

Memento - Christopher Nolan (2000)

1 dic 2014

a partire dagli sguardi del Capitano Willard di Apocalypse Now

Calma piatta. Attenzione ad ogni minimo movimento. Un enorme serpente che nessuno vede ci avvolge nelle sue spire, ci attende e ci controlla da vicino. Si gocciola dal sudore, spinti lentamente verso un confronto ineludibile con la verità. Smarriti nell'assistere alla Volontà che si compie e nel conciliare quello che è dentro con quello che è attorno, la superficie caotica dell'apparenza con il buio immobile dell'essere. Testimoni ma anche agenti dell'irreale. Parole che si realizzano in un corpo, da macellare in un atto rituale. Porre fine alle contraddizioni? "Persino la giungla lo voleva morto...".











28 ott 2014

organizzato, solido, efficiente: il modello Italia

Gli arrestati, secondo quanto si è saputo, avevano contatti con esponenti del
  • mondo politico,    (olèè!)
  • istituzionale,               (olèèèèè!)
  • imprenditoriale       (olèèèaèaèa!)
  • bancario     (e qua mi hanno sorpreso)
da cui ottenevano 
  • vantaggi, 
  • notizie riservate 
  • finanziamenti. 
In particolare avevano rapporti con 
  • un agente di polizia penitenziaria, 
  • un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, 
  • un imprenditore immobiliare, attivo anche nel mondo bancario 
  • consiglieri comunali di Comuni nel Milanese.

È amara la riflessione che il procuratore aggiunto, Ilda Boccassini, ha consegnato ai giornalisti, durante la conferenza stampa in cui sono stati illustrati i risultati del blitz: «dopo Infinito (la maxi-inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia), nulla è cambiato: questa è la riflessione che dobbiamo fare. Evidentemente, come ha detto la Cassazione proprio in relazione al processo Infinito, dalla ‘ndrangheta si può uscire solo in due modi, o con la morte o diventando collaboratori e dandosi allo Stato». Boccassini ha affermato che l’operazione di oggi «conferma quanto ormai sancito dalla Cassazione con la sentenza Infinito e cioè l’esistenza delle «locali» in Lombardia che hanno un capillare controllo del territorio».

(dal corriere della sera)

14 ott 2014

"Se mi becco l'Ebola resto qui, mi faccio curare qui". Gino Strada è da qualche giorno in Sierra Leone per l'epidemia di Ebola. Il fondatore di Emergency, 66 anni, parla in un'intervista al Corriere della Sera: "E' un lavoro massacrante", quello che stanno facendo i medici di Emergency nel paese africano: "nelle tute protettive arrivi ai 55-60 gradi, dopo mezz'ora hai perso due chili. Qui - ammonisce - c'è bisogno di infermieri e anche di medici. Una quindicina di persone in Italia sono pronte a partire domattina".
Ma non partono perché "In Italia il governo può decidere di cambiare la Costituzione o di mandare armi a curdi ma non di emanare un decreto, un foglietto, un sms in cui si dice: gli operatori che lavorano in strutture pubbliche o convenzionate possono andare in Africa per l'emergenza Ebola senza che questo debba interferire su contributi, assicurazioni, pensioni e tutto il resto. L'abbiamo fatto per lo tsunami e i terremoti. Ebola no perché è l'epidemia dei poveracci? Se c'è un'emergenza internazionale come dice l'Oms chi deve rispondere se non il personale internazionale?".

contina su huffington post

Quando sentii del virus ebola molti anni fa, mi veniva un certo incubo ad occhi aperti al solo pensare cosa sarebbe significato se si fosse diffusa in Europa o altrove. L'orrore era finire in un contenitore di plastica in una stanza iper protetta in preda a un dolore pazzesco circondato solo da persone in tuta senza nessun contatto normale. Una morte atroce.
L'altro incubo è il contatto con una cubomedusa, o meglio vespa di mare: tre minuti massimo e sei morto. Se dovesse diffondersi più del dovuto nei mari (ma dovrebbero raggiungere temperature tropicali..e la Terra si sta riscaldando!!), sarebbe la fine del genere umano :O

Ma giusto per smorzare quest'escalation (che peraltro non c'entra niente con Gino Strada), meglio ricordarmi che giovedì esce Il Giovane Favoloso. 


13 ott 2014

"I grandi litigano, i bambini muoiono"

Ho ritrovato un numero di agosto di D, il magazine di repubblica del sabato, da cui ho fotografato due pagine più immagini con il diario di uno specializzando in anestesia italiano di 34 anni che ha lavorato per diversi mesi in Afghanistan a salvare senza sosta vite di bambini coinvolti nell'esplosione delle bombe.
Poichè il blog deficita di contributi, ma è sempre aperto, tanto vale dare spazio a qualcosa di importante come questa esperienza allucinante e reale, soprattutto perchè non è scritta da un giornalista e fornisce un punto di vista diretto che non è la solita immagine dei telegiornali (quei servizi di 3 minuti di immagini montate e con commenti che non danno l'idea della guerra e delle persone che la subiscono).






23 set 2014

"Tv Buddha", di Nam June Paik

(esiste in diverse versioni)
al Museo Madre di Napoli


La prima interpretazione è stata quella del resistere alla doppia tentazione della televisione: la telecamera fissa sul Buddha e l'immagine registrata posta di fronte come uno specchio. Imperturbabile lui, rompipalle lei. A seguire mi è parso di intuire che le cose fossero più complesse, ma al momento non sapevo dire quanto.
La statua sta guardando lo schermo? No. Gli occhi sono socchiusi verso il basso. Ma "sa" che lì c'è la sua immagine? Una statua può mai essere cosciente? Certamente no ed è un errore pensarla vivente. Il punto allora è che sono posti di fronte la calma meditativa e l'invadenza visiva; ma mi risulta invadente solo perchè dall'altro lato c'è uno stato di concentrazione che non va disturbato, oppure sarebbe in ogni caso invadente?
Se ci fosse stato uno specchio non sarebbe stata la stessa cosa perchè con la videocamera c'è proprio un dito che punta fisso indicando e colpendo. E poi la tv è (sempre) piuttosto ignorante e manipolatoria. Dunque, da un lato il "bene" e dall'altro il "male". Embè, questa è una interpretazione morale... moralista.. o no?
Il divino e il corruttore. E in più, la videocamera inquadra anche l'ambiente attorno al Buddha e perciò anche lo spettatore dell'opera che può far parte senza accorgersene dell'immagine televisiva. Se resto dietro al Buddha ne faccio parte, se mi sposto dietro al televisore ne sono così esterno che alla videocamera sono adesso del tutto indifferente (ma, di nuovo, ritorno ad antropomorfizzare... anche se non è del tutto sbagliato). Ciò che detiene l'orientamento dell'interpretazione è allora la televisione, e la presenza della meditazione non può che rendere l'opera pendente quasi tutta verso il mezzo invece che sul manufatto. Peraltro, della meditazione è fornita una figura, cioè "l'aspetto esteriore di una cosa" o meglio "la rappresentazione simbolica", e il video sta registrando e trasmettendo (anzi, è registrazione e trasmissione) la presenza di questo simbolo: sia l'uno che l'altro sono due mediatori, ma quello televisivo è un mezzo che fa da mediatore (o almeno così cercherebbe) anche dell'altro.... Insomma è un casino che risolvo dicendo che è tutta una riflessione sul vedere. E anzi direi meglio del vedere attraverso il mezzo televisivo.

Leggendo in giro si parla della "capacità del teleschermo di mesmerizzare l'essere umano e oscurare qualsiasi illuminazione religiosa e filosofica" (devo ricordarmi che "mesmerizzare" sta per "ipnotizzare").

ma anche (da qui)

"Tv-Buddha è un esempio dell'approccio artistico alla televisione, per quanto condensi anche una componente chiave in tutte le produzioni multimediali digitali. Tale elemento chiave è un desiderio o sforzo di riprodurre qualcosa del mondo fisico, come la statua di Buddha, e dimostrare il riflesso interiorizzato che la creazione richiede. In altre parole, come Nam June Paik padroneggia la tecnologia necessaria per visualizzare l'immagine del Buddha in televisione, egli definisce anche il modo in cui l'immagine dovrebbe essere interpretata. Attraverso i media digitali, il Buddha, e l'umanità in generale, vede un riflesso di sè stesso filtrato attraverso il posizionamento e la stilizzazione dei diversi elementi del lavoro."

e ancora  (da qui)

"In questo loop a circuito chiuso, il Buddha è seduto di fronte alla propria immagine proiettata, non consentendo la sua trascendenza dalla propria fisicità. Invece egli è colto nella sua riflessione, destinata a rimanere sulla superficie della realtà. Il teorico dei media Marshall McLuhan affermò nel suo libro seminale del 1964 "Gli strumenti del comunicare":
E’ l’ininterrotta ricezione della nostra tecnologia nell’uso quotidiano che, nel rapporto con queste immagini di noi stessi, ci pone nella posizione narcisistica della coscienza subliminale e del torpore.

 in più  (da fucinemute)

Oltre alla ripetizione, emerge anche una grande attenzione alla decostruzione in chiave ironica del medium televisivo in base ai propri contenuti; è il caso di TV Buddha, opera realizzata in differenti versioni fin dalla metà degli anni Settanta, come è il caso della videoinstallazione del 1976, presentata alla Kunsthalle di Brema.
La presenza della statua di Buddha rinvia alla dimensione spirituale orientale, (che alla fine degli anni Sessanta era molto in voga negli ambienti della cultura alternativa, così come molte altre teorie religiose e filosofiche orientali), che rappresenta anche il background di provenienza di Paik, mentre la televisione è la rappresentazione di una illuminazione che non ha nulla di trascendente, ma che anzi si pone davanti allo spettatore con la propria versione del reale visibile e accessibile tramite la sola accensione elettronica.



E duqnue l'immagine televisiva sembrerebbe in questo un'interiorizzazione ma è solo manipolazione.La tv mesmerizza, ho incollato più su. Andando a cercare l'origine di questa parola, leggo da Treccani che


Mesmerismo:
Teoria elaborata dal medico ted. Franz Anton Mesmer (1734-1815), il quale suppose la presenza, nei minerali e negli esseri viventi, di un «magnetismo vitale» che riteneva potesse essere usato, da individui che ne fossero eccezionalmente dotati, a fini terapeutici; tale ipotesi esercitò un certo influsso sulla filosofia naturale del Romanticismo e costituì un tentativo di spiegazione del fenomeno dell’ipnosi. 


Ipnosi e magnetismo... Paik poneva sopra o di fronte i suoi televisori proprio un magnete per alterarne l'immagine.. facendo fisicamente ciò che è proprio della televisione, il disturbare pesantemente un "segnale" che è quello della percezione della realtà.






Sempre da FucineMute

"
Paik rileva la possibilità di manipolare gli schermi televisivi tramite l’applicazione di magneti. L’immagine televisiva interessa Paik in maniera marginale, poiché ciò lo colpisce maggiormente è l’idea di disturbo, nonché la componente elettronica del mezzo, la modalità di funzionamento. Non tanto cosa si vede, quindi, ma come si fa a realizzarlo. La padronanza tecnica del mezzo diventa per Paik un passaggio necessario, perciò egli inizia a condurre esperimenti con l’ausilio di un ingegnere di elettronica, Shuya Abe; l’azione espressiva passa quindi, come con la musica, tramite la manipolazione elettronica dell’oggetto. Così come le campionature trasformano la registrazione sonora, Paik sente la necessità di trasformare la immagine visiva attraverso il disturbo della frequenza e della composizione."

Ci sarebbe da conoscerlo tutto Nam June Paik, anche per la sua affinità con John Cage, la cui filosofia sulla musica aleatoria lo ispirò in modo determinante.

 
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Bonus:

la statua del Buddha aveva la mano sinistra in grembo (gesto della meditazione) e quella destra in basso posata sul ginocchio, cioè la combinazione di questi due gesti simbolici (mudra):


Dhyana MudraThe gesture of meditation.

 
Earth Witness MudraThe gesture of "earth witness," which the Buddha is said to have made at the time of his Enlightenment.