Razionale/Istintivo
Trovo che sia una tale falsità che le persone (io stesso) vogliano vedere tutto con il controllo della ragione. Oggi un litigio pazzesco ha scoperchiato due argomenti di cui si parla decisamente poco. Si litiga (generalmente?) perchè si scopre di non aver considerato certe cose che ad un tratto ti trovi di fronte come una vecchia grande stanza disordinatissima e scassata che avevi dimenticato....
Questa razionalizzazione per via metaforica è altrettanto facile, perchè è facile farla a distanza di qualche ora. Ed è anche "ridicolo" generalizzare.
Tra un pò mi ritroverò con gli stessi argomenti in carne ed ossa che pensavo di aver superato e smaltito in queste ore.
Il punto è che quando mi incazzo non voglio certo interpretare la parte del ragionevole che si ferma, si siede e affronta la questione. Perchè devo guardare la situazione dall'alto e comprenderla al meglio? Perchè proprio in quel momento? Se sono incazzato, lo sono... e basta. Questa cosa del raffreddare il momento con la ragione è pura ipocrisia. È una considerazione che sto facendo da solo e non c'entra niente con il litigio nello specifico.
Per ragionarci su ci sono le ore successive.
Fermarsi in corsa servirebbe a non schiantarsi ma io non ho di certo raggiunto una velocità pericolosissima. Anzi per due volte ho ingoiato la rabbia per non parlare troppo. Questo è usare la ragione. Ma fare la persona comprensiva è ipocrisia perchè punta a mostrarsi "superiori", comprensivi, tolleranti.. cosa che dà molto fastidio.
Un litigio serve, ci si incazza, perchè deve essere subito del tutto smorzato dal "calma e gesso"?
un oceano di istintività con poche punte rocciose di ragione.
molti scrittori e non solo avranno usato parole "migliori" di queste, ma non me ne frega. ci manca solo che mi metta a cercare o ricordare qualche bella frase per identificare la mia (in)consapevolezza.
consola pensare che fondamentalmente siamo tutti così? (così come?.. )
eh, la consolazione..!
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le colpe ad un tratto escono fuori e vengono scaricate.
io ho fatto il massimo, tu sei stato incerto...
io non ho colpe, tu avresti potuto...
"fatto il massimo", ah! che persona perfetta! che persona compiuta! non un'ombra, non un piccolo non-detto che ha fatto comodo! E poi basta sfiorare quella certezza che si scatena un vortice di stronzate.
Si sente in colpa e anche profondamente.
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La colpa! che bell'argomento.
ho preso il problema dal punto sbagliato, non vedo abbastanza l'irrazionalità.
...ma poi non è vero.
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Io sono apposto e tu no. Una roccia.
In genere è questo.














