“Si può avere coscienza del nulla ma non se ne possono trarre tutte le
conseguenze. E’ ovvio che se si ha coscienza del nulla è assurdo
scrivere un libro, anzi è ridicolo. Perché scrivere, e per chi? Ma ci
sono necessità interiori che sfuggono a questa visione, sono di
tutt’altra natura, più intime, più misteriose, irrazionali. La coscienza
del nulla spinta all’estremo non è compatibile con niente, con nessun
gesto; l’idea di fedeltà, di autenticità e via dicendo: tutto va a farsi
benedire. Ma c’è ugualmente questa vitalità misteriosa che ci spinge a
fare qualcosa. E forse la vita è proprio questo, senza volere usare
paroloni, il fare cose alle quali si aderisce senza crederci. Sì, è
suppergiù questo”
(Emil Cioran da Un Apolide Metafisico via nazioneindiana.com)
A razionalizzare troppo, si, si finisce sempre male. Tutti gli eccessi hanno questa "tendenza".
Questa citazione del pensiero di Cioran è rivelatrice proprio della consapevolezza che per quanto si scavi nel farsi domande sul nulla, sull'insignificanza dell'esistenza (non è da tutti, per fortuna della nostra salute mentale), alla fine se non ti suicidi è perchè c'è una piccola ma resistente spinta interiore che ti dice che faresti una fesseria. Se lo dice Cioran (e mi pare di aver capito che nei suoi libri pochissime volte, se non proprio due-tre volte, ha affermato esplicitamente qualcosa di così positivo sulla vita) c'è da crederci. Era un malato d'insonnia che elaborò un pensiero filosofico del tutto distruttivo dello stare al mondo. Nell'utilissimo pezzo su nazioneindiana.com si dice "Il
weltschmerz, l’irredimibile dolore del mondo, è il centro
della sua riflessione filosofica, e solo la musica, a tratti, è capace
di fargli intravedere una speranza di salvezza, un barlume di
significato e trascendenza." È molto indicativo di come un tipo totalmente disperato e contro Dio, abbia un anelito (molto nascosto, qualcuno dice del tutto assente invece) di trascendenza.
Non penso ci siano altri filosofi così radicali come Cioran. È da tener presente. Scrive degli aforismi affascinanti, ma il problema è che demoliscono ogni certezza, e leggerne troppi fa davvero male perchè più che "aiutare a vivere", aiutano quel tanto per non suicidarsi; e non riesco a credere che una persona possa ritenere per tutta la vita gli uomini
sprofondati in un baratro mediocre da cui non possono tirarsi fuori.
Ma non ce l'ha mai avuta una donna quest'uomo?