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3 lug 2012

if you walk with Jesus he's gonna save your soul you gotta keep the devil way down in the hole

Da martedì 10 aprile (subito dopo Pasqua) a lunedì 2 luglio sono state trasmesse per la prima volta su un canale in chiaro, Rai4, dal lunedì al venerdì verso le 14.00-14.30 le 60 puntate delle 5 stagioni da 10 episodi di 1 ora ciascuno di The Wire. La migliore serie tv mai realizzata? È un prodotto televisivo che non assomiglia a nessun altro. E non lo dico perchè ne ho visti di tutti i tipi (perchè non è così, ovviamente) ma perchè l'impressione è proprio che The Wire come Lost o meglio di Lost è riuscita a scardinare i clichè dei prodotti televisivi. Sinteticamente, The Wire è letteratura. Prima di tutto non è un poliziesco ma il vasto racconto di una città americana, Baltimora, dal piccolo spacciatore di 10 anni all'angolo della strada passando per i vari "soldati", il boss e il suo braccio destro, i killer, il fornitore della droga di primo e secondo livello (diciamo così..), i portuali che la fanno scendere dalle navi, i polizziotti-detective-tenenti-sergenti-commissari-vice comandante e comandante, i professori, le classi per alunni speciali, i barboni e i non esattamente barboni, i tossici, l'informatore, il palazzinaro, fino al sindaco uscente e il candidato sindaco e il suo entourage che lavora per le elezioni. Non ce la faccio a riassumere una serie tv tanto articolata e complessa, di una complessità che ad un certo punto ha bisogno di una seconda visione. Come ho letto da badtv.it, secondo un'analisi della rivista Prospect Magazine un episodio di The Wire è caratterizzato da 21 storyline contro le 4 di una serie inglese come Life on Mars. È tutto dire. Questa serie mostra quanto sia difficile incastrare una criminalità che diventa sempre più aggressiva e senza codici morali, in più all'interno di un commissariato e un sistema politico che non riesce a fare di più di quanto vorrebbe (nel migliore dei casi), o che è costretto a fare di meno contro la criminalità perchè non può economicamente permetterselo (il peggiore dei casi). Alla fine sono sempre gli interessi politici a prevalere; e per far agire in primo piano il sistema della legalità i pochi sono costretti a mentire rischiando tutto quello che hanno. Non c'è una stagione più bella, ma la quinta è proprio quella che porta a maturazione tutto il discorso messo su dal creatore David Simon, ad indicare che per smuovere una città come Baltimora serve un piano folle e geniale contro ogni interesse di parte. Questo è quello che ho da dire. Altri (come una manciata di università americane) sanno scendere più in profondità (anzi è lo stesso David Simon che lo fa prima di tutti) e parlano di critica al capitalismo.

The Wire mi ha sorpreso molto perchè non ci sono personaggi che spiccano su altri (l'unico è la città di Baltimora), perchè non ci sono climax anche nelle scene più importanti dove di regola il climax ci starebbe tutto, perchè la recitazione è naturalissima, perchè ogni personaggio è sempre da solo nella città, perchè i dialoghi sono magnifici, perchè ci sono personaggi che si salvano dalla strada e altri pur avendoci provato non ce l'hanno fatta, perchè i personaggi vanno per conto loro comparendo e scomparendo, perchè non c'è realmente un caso per ogni stagione, perchè lavorare dalla parte della polizia è difficile, perchè mostra come il sistema scolastico non ce la fa da solo a recuperare i ragazzi dalla strada, perchè in sostanza è girato quasi come un documentario di Frederick Wiseman e dunque alla fine delle 5 stagioni hai un efficacissimo e illuminante quadro di insieme su come funziona una città.