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23 mar 2014

Il conformismo e l'eccezione


Carlo Rubbia | Il mondo è stato cambiato dall'eccezione, non dalla media.

Dario Cresto-Dina | Sta dicendo che siamo troppi in copia conforme e così tremebondi o prudenti da non riuscire a pensare che il progresso di domani non sia altro che l'assurdo di oggi?

Carlo Rubbia | Dal giorno in cui siamo scesi dall'albero sono vissuti sulla Terra appena settanta miliardi di uomini e nel corso della mia breve esistenza la popolazione si è moltiplicata per tre. Oggi siamo sette miliardi, in un solo spazio-tempo rappresentiamo il dieci per cento dell'intera umanità transitata sul nostro pianeta. Sette miliardi di persone connesse ventiquattrore su ventiquattro, un affollamento che contribuisce al conformismo e che limita l'affermarsi della differenza, dove il genio rischia di passare per un pazzo e consumarsi inutilmente come tale. Ma non era una pazzia l'uomo che vola di Leonardo o la conquista della Luna preconizzata da Von Braun?




(da un'intervista su Repubblica a Carlo Rubbia: fisico premio Nobel nel 1984 insieme a Simon van der Meer per la scoperta della massa dei bosoni intermedi W e Z° che conferma definitivamente l'unificazione teorica delle forze elettromagnetiche e di quelle nucleari deboli, descritta dal cosiddetto standard model. In pratica la sua attività di ricerca si è rivolta allo studio delle particelle elementari e in particolare allo studio delle interazioni deboli. È senatore a vita dall'agosto 2013.)

15 feb 2014

l'armonia delle virgole






 Ballare, volare, amarsi. Siamo sempre lì :)

3 feb 2014

trasparenza e informazione

Oltre il voto, i cittadini possono esercitare un controllo efficace sul governo soltanto se sono ben informati. Questo è il motivo per il quale le leggi per la trasparenza sono così importanti.
È ovvio che i politici preferiscano lavorare in segreto, senza controlli. Ma nessuno assumerebbe un lavoratore permettendogli di lavorare senza informare il suo datore di lavoro su cosa sta facendo. Gli uomini politici lavorano per la cittadinanza, che ha il diritto di sapere ciò che le persone che con loro hanno preso un impegno stanno facendo. I cittadini hanno il diritto di sapere come si spende il loro denaro e chi sono i consulenti interpellati per l'elaborazione delle linee politiche.

Le mie ricerche si sono concentrate sulle conseguenze delle asimmetrie nell'informazione sul funzionamento dell'economia.


(Joseph E. Stiglitz - Nobel per l'economia, è stato vicepresidente della Banca mondiale)


Essere ben informati: la vera rivoluzione.

20 dic 2013



21 lug 2013




Non ho seguito i tuffi, ma chissà perchè sul blog c'era bisogno di una foto come questa. Donne, impegno & fatica, corpi, sport, acqua, libertà, belle soddisfazioni.
(per la cronaca: argento Cagnotto-Dallapè 3 metri sincro mondiali di Barcellona)

24 giu 2013

poveri e contenti

46 miliardi di euro: evasione IVA 2011

545 miliardi di euro (1/4 del PIL e 1/5 del Debito Pubblico): le somme che Equitalia deve ancora riscuotere dal 2000 

Negli ultimi 12 anni l'amministrazione ha incassato solo l' 11,6% dei ruoli emessi, cioè 69 miliardi su 596.

"Se il fisco riuscisse a recuperare i crediti, il debito pubblico scenderebbe di un quarto. Si tratta infatti di una cifra rilevante pari a una ventina di manovre economiche. A rivelarlo è stato il presidente di Equitalia, la società di riscossione, Attilio Befera."
(continua su iltempo.it)

25 gen 2013

nuovi oggetti, molto più che oggetti

Cosa significa il termine Spime?
Il termine Spime deriva da un concetto proposto da Bruce Sterling, scrittore di fantascienza e collaboratore di Wired. Spime è un neologismo nato dalla contrazione delle parole space e time e descrive una nuova categoria di oggetti che sanno dove e quando sono (GPS), misurano qualcosa sull'ambiente che gli sta attorno (sensore), lo comunicano alla nuvola di Internet (comunicazione) oppure lo memorizzano in attesa di essere collegati (memoria). La legge di Moore fa sì che sia oggi possibile realizzare oggetti simili per poche decine di dollari. Costo che è destinato ulteriormente a diminuire nei prossimi anni. Queste dinamiche ci proiettano verso un mondo di calcolo distribuito dove decine di miliardi di oggetti saranno in grado di raccogliere e comunicare dati sul mondo che ci circonda.
(qui)

20 lug 2012

riguardo le armi in America



I don't know what futuristic utopia
you live in, but the world I live in...

  
A bitch need a gun.

  
You can't get around the fact...

  
... that people who carry guns

  
... tend to get shot
more than people who don't.

  
And you can't get around the fact...

  
that if I go down in the laundry room
in my building at midnight enough times

  
I might get my ass raped.

  
Don't do your laundry at midnight.

  
Fuck that! I wanna do my laundry
whenever the fuck I wanna do my laundry.

  
There are other things
you can carry other than a gun.

  
Pepper spray.

  
But if a motherfucker try to rape me,
I don't wanna give him a skin rash.

  
I wanna shut that nigga down.

  
How about a knife at least?

  
You know what happens to
motherfuckers carrying knives?

  
They get shot.

  
Look...

  
If I ever become a famous actress

  
I won't carry a gun.

  
I'll hire me a do-dirt-nigga
and he'll carry the gun.

  
And when shit goes down,
I'll sit back and laugh.

  
But until that day...

  
It's Wild West motherfucker.

9 ott 2010

Di più e ancora di più. È anche questo che mi serve, nelle giuste dosi da elaborare, nei momenti giusti, ma è questo. Parlo di cose come le mostre e tutto ciò che mi riporta a contatto con la bellezza oltre la generale banalità quotidiana. Per la precisione penso al PAN di Napoli e la mostra di foto della World Press Photo edizione 2010, per la prima volta nella mia città e a quanto pare per altri due anni ancora. Bene. Il fotogiornalismo non mi è mai interessato quanto stasera, ho capito meglio quanto siano importanti queste narrazioni immediate, folgoranti, di realtà che non giungono così vive da quest'altra parte del mondo, cioè quella di chi è fortunato a non subirle ma solo a vederne la testimonianza. Come si fa ad esempio a dire che in Madagascar le persone muoiono di fame? Costruisci un reportage, selezioni 6 foto di piccolo formato attraverso cui formi l'immagine di un divoramento che avviene in appena due ore: un elefante abbattuto viene aperto e tagliato in pezzi di carne da portare a casa. Nella prima foto c'è l'elefante morto disteso, nell'ultima che riporta la didascalia "tre giorni dopo" non c'è più alcuna carcassa, nè resti di altro tipo. In mezzo tanta gente che lacera la carne rossa e altra che aspetta o vede seduta al di sopra di un dosso. [qui]

E un orrore come la lapidazione di un uomo accusato di adulterio?
Ma l'orrore è vederlo per metà ficcato nella terra mentre vede a sua volta un tizio che sta sistemando il luogo dell'esecuzione. Mezzo morto, mezzo seppellito, lì a pensare gli ultimi pensieri di chissà quale tipo.. [qui]

Ce n'erano tante di bellissime (manco a dirlo) ad esempio questa inclusa nel reportage dall'Iran (sulle proteste nella notte della popolazione contro i brogli delle ultime elezioni) del vincitore l'italiano Pietro Masturzo; o quella di una donna trascinata via dalla scena dell'esplosione di una macchina bomba a Kabul che mi colpisce per il suo volto terrorizzato, per il probabile figlio alla sua sinistra che l'aiuta a fuggire. Vederla nelle sue dimensioni ha provocato un suo impatto.

Un'altra donna ma giapponese pressata sulle porte della metropolitana di Tokyo: il vapore sul vetro e i suoi occhi chiusi, la vicinanza della macchina fotografica al momento dello scatto me la fa sentire più che vicina. La didascalia dice che questa è la fine che fanno ogni giorno 8.38 milioni di passeggeri. Una foto alla portata di tutti in realtà, ma tant'è.. qualcuno l'ha fatta e io l'ho vista a mezzo metro dal mio naso.



Altre: la macellazione della carne in Umbria (questa di tre pecore che si affacciano nel mattatoio per ritrovare due loro conoscenze appese e scuoiate; la testa di toro tenuta per le corna da un uomo senza testa); un fiume blu elettrico formatosi nella frattura di un ghiacciaio che permette a due kayak di misurare con un radar il loro scioglimento; un fotografo cinese che denuncia vari casi di cronaca facendosi ritrarre nudo nei luoghi in cui sono avvenuti mentre fa delle flessioni. Di sicuro il reportage più singolare.



27 mar 2010

Ieri sera tra le 19.00/19.30 sono stato in P.zza Dante per sentire e dare un'occhiata alla festa di chiusura della campagna elettorale del movimento di beppegrillo. Ero lì curioso di sapere cosa succede in una di queste cose organizzate dalla politica, o meglio da cittadini insoddisfatti che si organizzano in una forma non rassegnata di politica, o meglio ancora (perchè non era cmq una manifestazione del cosidetto popolo viola) un cosa che nasce dalla foga di un comico che si è inventato un nuovo lavoro. Lasciamo stare quest'ultima definizione perchè beppegrillo io non l'ho visto e non mi interessava sentirlo, piuttosto mi sono messo nella folla della piazza per vedere chi ci va a queste presentazioni e come si tengono insieme per essere ottimisti sul loro futuro. Insomma come parlano delle soluzioni in cui credono.
È il primo evento politico di questo tipo che vedo (fisicamente, di persona..) e anche se sono stato lì per poco (ma poi quanto avrei dovuto restarci?) mi è sembrato molto ben organizzato. Appassionato, più che altro. Sotto al palco c'era della calca composta ed entusiasta con i propri applausi e a pochi passi da loro c'erano tutti gli altri, cioè non molti altri: p.zza dante è immensa, la riempiono davvero in pochi, e questa festa occupava liberamente giusto lo spazio tra il palazzo del Convitto Nazionale e la stazione della metro. Si stava insomma larghissimi. Famiglie? No. Gruppetti di studenti del tipo alternativo, signorotti del luogo (quelli con le mani unite dietro la schiena), signore che facevano il volantinaggio con entusiasmo saltellante e ragazzi dall'aria indaffarata. Il palco illuminato solo da una serie di luci calde direzionate verso il bordo, era animato da due vispi presentatori, direi anche brillanti, che facevano avvicendare i vari candidati del movimento in una brevissima esposizione delle loro intenzioni, principi, di dati (ad esempio sull'acqua), sul lavoro, accennando alla loro organizzazione nata sul web, etc.. Un minuto e mezzo circa per non so quante persone che si presentavano e parlavano al pubblico in modo molto chiaro, sintetico, di aspetti sempre diversi della candidatura. Comunicazione efficace cioè non dispersiva, niente affatto noiosa, e i presentatori non avevano problemi a troncare il discorso di uno per farne salire un altro. Di sicuro l'aspetto migliore di questo evento. Nessuna vena polemica, nessuna pesantezza retorica, nessuna asprezza: c'era insomma dell'intento costruttivo.
Di tutto questo non ho cmq tenuto conto che è un fare politica che cerca di portare avanti soluzioni (purtroppo) fuori da una loro reale attuazione, cioè hanno la forma delle cose immaginabili e la forza civile delle belle e giuste cose dette da chi non ha potere. Resta cmq, ed è questo che volevo sentire stando lì in mezzo, un bel momento di aggregazione, di collettività che può procurare un buon senso di identità, quella di chi è drammaticamente scontento di ciò che la politica fa della loro città e in generale delle loro possibilità di vivere meglio. La gente era lì per fornirsi quel minimo di speranza per una visione diversa della cose, non di certo perchè crede davvero e completamente in quella visione (o forse si?). Un popolo ancora senza Re, ma cmq un popolo che lo vuole e lo fa sapere (prima di tutto a se stesso).

Di tutt'altro tipo è un'altra serie di impressioni. Queste persone sono simpatiche, sono attive, si fanno coinvolgere, aiutano a mandare avanti una baracca itinerante: un palco, gente che fa spettacolo, che suona e che inventa canzoni (sul candidato alla regione), seduti sotto una statua, un'illuminazione non tanto forte, movimenti dietro al palco, transenne, un banchettino per dare informazioni, la voce amplificata che sbatte sulla facciata dei palazzi di fronte, etc.. Persone che in fondo giocano in una piazza. Sono persone che non conosco.