Ma da un pezzo ormai sto a pagina 307! Ben cento pagine da sintetizzare che però voglio solo scorrere per lunghi passi (non è cosa andarsi a rileggere...).
"Michael Pemulis, che di certo non è un cretino, prende da Latinate Inman Square di Cambrige un autobus [...]. Questo per escludere anche la più remota possibilità di essere seguito." Il Dmz viene anche definito Madame Psychosis e Pemulis (l'organizzatissimo) non fa affari con quelli dell'Ennet House.
"Tennis e il prodigio selvatico", una cartuccia scritta da Mario Incandenza e narrata da Hal (anche se vedo più probabile il contrario), parla di come si può riuscire ad essere un prodigio selvatico, il che significa saper tenere lo strumento (racchetta) e non essere più consapevoli del maneggiare una palla, ma anche come sudare, sopravvivere ad una proiezione di James O., provare a imparare da chiunque, essere Studioso del Gioco e così via.
C'è poi tutto un pezzo costituito dai messaggi inviati dai pazienti della Ennet House alla Dott.ssa Patricia Montesian, spassosi per quanto sono comici e disperati insieme. Ma sempre di quella comicità-ironia più di testa che di pancia (forse questo andrebbe detto a chi non conosce Wallace). Per dire: nella quarta di copertina scrivono che verremo intossicati con la sua comicità, del tipo però che fa sorridere in certi rari punti con storie aneddotiche e poi lungo tutto il romanzo con uno stile distaccato e tante altre cose insieme che mi è impossibile descrivere adesso qui.
"Bene, bene. Bene. Nient'altro che bene. proprio nessun problema. Sono felice di essere qui. Mi sento meglio. Dormo meglio. Mi piace il mangiare. In una parola, non potrebbe andare meglio. I denti? Digrigno i denti? È un tic. Un modo per rinforzare la mascella. Un'espressione del fatto che sto bene. Idem per la cosa della palpebra."
Madame Psychosis. Chi è Madame Psychosis? (spoilerissimo eh!) Una ragazza magra," molto bella", che si copre il volto con un velo nero, veste una gonna brasiliana, dei sandali, conduce un programma sulla radio del Mit molto avanguardistico costituito da un monologo lungo un'ora (
"frutto di libera associazione e nello stesso tempo complessamente strutturato, che presenta una certa analogia con gli incubi"), preceduto da cinque minuti di vuoto delle trasmissioni, che nemmeno lo studente ingegnere che le prepara lo studio vede mai se non di spalle e in ombra e dietro un paravento che lei stessa porta da casa, il cui monologo non ha un soggetto costante ma in cui si possono trovare somiglianze con il cinema di certi registi come Bunuel, Dalì, Peckinpah, Tarantino, De Palma e soprattutto (per me) Tarkovskij, Antonioni, Ozu, Bresson (pag. 221). In una delle puntate elenca malattie rare che possono affligere una minoranza di individui, e lei parla a questi individui invitandoli ad "amare ciò che nascondete dentro", "c'è scritto Progresso non Perfezione". Bella questa descrizione:
"L'immagine alla quale la lettura dà forma è una cosa pesante che oscilla lentamente alla fine di una lunga corda". Madame Psychosis è stata la musa di James O. Incandenza, ha avuto una relazione con Orin, ha provato a suicidarsi alla festa di Molly Notkin. Si chiama Joelle Van Dyne (pag. 261-287 con particolare attenzione alla pag. 272)
"Uno dei miti più pericolosi è quello secondo il quale chi sta per suicidarsi diventa sempre positivo e generoso e altruista. La verità è che le ore prima del suicidio sono fatte di enorme presunzione ed egocentrismo."
"Joelle Van Dyne è dolorosamente viva e ingabbiata" / "Le persone in gabbia e i futuri suicidi hanno molta difficoltà a immaginare che a qualcuno possa importare davvero tanto di qualcosa" / "La differenza tra suicidio e omicidio consiste solo nel dove credi di vedere la porta per uscire dalla gabbia" / "
Il volto del profondo era il titolo che aveva suggerito per l'ultima cartuccia di Jim che non aveva mai visto, ma lui l'aveva giudicato troppo pretenzioso e aveva scelto invece quella citazione dalla scena del cimitero di Amleto, quella col teschio, e le era venuto da ridere ripensando alla pretenziosità. Lo sguardo spaventato di Jim alla sua risata è in assoluto l'ultima espressione di quell'uomo che lei si ricordi" (->p. 285)
Cosa si scopre alla Ennet House, un bel pò di verità come ad esempio che "la solitudine non è una funzione dell'isolamento" o che "per qualche perversa ragione è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo". Tiny Ewell è molto interessato ai tatuaggi come espressione dell'irrevocabilità.
Il penultimo "paragrafo" (lo chiamo così ma in un altro post ho iniziato a definirlo semplicemente pezzo) di queste 100 pagine circa è una descrizione accurata (potrebbe non esserlo? no) della zona di Einfeld, microcosmo chiuso in se stesso di tutto il romanzo e parte attiva delle varie vicende, che viene presentata così (la riporto perchè sintetizza tutto ciò che questa zona rappresenta nel libro):
Einfeld Ma è una delle piccole strane cose che dànno l'idea di cosa sia l'area metropolitana di Boston, perchè è una cittadella composta quasi interamente da edifici dove si praticano attività mediche, industriali e spirituali.
Dispiace parlarne in fondo al post dove non arriverei nemmeno io se volessi rileggere tutto, ma ero quasi sul punto di non farlo affatto. Dispiace perchè è un bel pezzo. In sintesi (perchè qui si fa tutto così, o almeno si cerca di fare):
- è la telefonata di Orin ad Hal mentre il primo è in una vasca idromassaggio e il secondo è intento a far arrivare nel cesto posto ad una certa distanza dal letto dove è seduto le unghie dei piedi che si sta tagliando
- non tutte le unghie entrano nel cesto e quando avviene diventa motivo per scoprirne la magia: perchè va e viene e cosa fare per tenerla costante. E infatti Infinite Jest è l'esperienza che si vuol tenere costante, di cui si vuol possedere il segreto, che si vuol esercitare al di sopra di tutto il resto.
- "Poooronto"
- "Ehi, Hallie? Penso di essere seguito"
- Orin vuole sapere di più del suicidio di Lui in Persona
- Hal racconta del trauma e della terapia del dolore e del rapporto comico con il terapeuta, della sfida che ingaggia con lui.
- L'autorità, l'assenza di sentimenti, la repressione del dolore.