Si tratta di parlare di un rapporto più che di un romanzo. E soprattutto (taglio corto) di un rapporto di incomprensione.
7 mesi e 18 giorni per finirlo (vedi il tag sulla lettura del libro). Perchè così tanto? Ne avevo preventivati 4 di mesi ma poi mi sono ritrovato ad alternare almeno cinque libri alla sua lettura e anche a interromperla talvolta per più di una settimana quasi due; ho anche iniziato a rileggere circa duecento pagine quando ero a poco più della metà e cmq ho (quasi) sempre fatto un sunto ogni cento. La rilettura. Ecco. Ne ho tratto molto giovamento, molta scorrevolezza, molto più piacere tanto da farmi pensare che potrei rivalutarlo un pò meglio se un giorno ci ritornassi su. Perchè la difficoltà maggiore che ho avuto è stata quella di affrontare una scrittura nel peggiore dei casi immobile, ossessiva, complessivamente malata, e nel migliore dei casi limpida, scorrevole e colloquiale come mai prima d'ora. Ricordo con molto piacere tutta la parte in cui si descrivono gli incontri degli Alcolisti Anonimi, a cui sembra di aver assistito seduti in fondo alla sala facendone però parte attiva, cioè ascoltando realmente insieme a Don Gately con empatia le storie che le persone raccontavano. E questo è un grosso pregio che si estende a tutto il nucleo narrativo che riguarda la casa di recupero Ennet House, come anche alla storia singola e "autonoma" del travestito Povero Tony. Il nucleo che riguarda invece la Enfield Tennis Accademy mi ha scassato i coglioni, mi ha in gran parte (per dirla non volgarmente) tediato pesantemente come se mi fossi fatto disegnare consapevolmente sulla pelle un tatuaggio che proprio non mi piace ma che per un motivo imprecisato ho dovuto fare. La visione del mondo scolastico tennistico con gli allenamenti, i pranzi, le cene, i dialoghi e non mi ricordo cos'altro, è insignificante (per dirla con una parola). O almeno è banale come lo è la quotidianeità. Ma il modo in cui queste quotidianeità vengono messe su carta è estenuante perchè è solo un grandissimo accumulo di descrizioni dettagliate, come ad esempio l'episodio in cui Hal sta aspettando fuori dall'ufficio della madre e di Charles Tavis per poter parlare con lui del guaio dell'Eschaton: quello che avverrà non è detto, ma questa attesa in cui Hal è seduto insieme a Pemulis è resa con la descrizione di qualsiasi cosa ci sia in quella sala d'aspetto, di cui si rende conto, per dire, anche della posizione del più piccolo pezzetto di polvere. Ciò che per chiunque costituirebbe l'intervallo di tempo di una decina di minuti o di una mezz'ora passata a rimescolare i propri pensieri fatti di tensione, speranze, ricordi o altro, qui diventa l'immobilità di una persona che come un faro potentissimo scannerizza lo spazio che lo circonda senza che ci sia un "normale" flusso di pensieri ma solo di pura osservazione. Questo per me significa essere malati. A cosa serve tutta questa ricchezza di dettagli...? Significa dominare lo spazio? Significa ricreare perfettamente nel lettore un ambiente in modo perfettamente asettico e freddo? La freddezza è di sicuro la cifra di tutto il romanzo. Una distanza dall'umano, aliena in un mondo alieno. Altrove ho letto che Infinite Jest è un romanzo intriso di tristezza; altri commenti al libro migliori di quello che sto scrivendo parlano di solitudine. Oppure c'è questa frase che dice "DFW riesce a descrivere situazioni reali e surreali con una tale accuratezza e profondità da farti provare fisicamente ciò di cui parla e ti dà sempre quella sensazione di profondità e leggerezza insieme, come due cose inseparabili." Ed è un giudizio che per me vale solo per la parte alla Ennet House e non per l'accademia del tennis (anche se non avrei mai scritto le parole "profondità e leggerezza insieme").
E poi l'idea di un mondo sponsorizzato, di un continente americano ricostituito politicamente per affrontare il problema dell'immondizia (uno Stato intero destinato ad essere discarica di qualsiasi cosa, con cannoni che sparano potentissimi le scorie in questo territorio inaccessibile..... un'idea visivamente grandiosa ma narrativamente disturbante), e poi dei terroristi sulla sedia a rotelle: a pensarci fa ridere, ma ad averci a che fare sembra più di stare in un incubo grottesco e inquietante che altro.
È un libro che ho amato e odiato, ma giunto alla conclusione posso solo dire di aver odiato. L'impressione è ogni sua frase (lunghissima) possa proseguire in tantissime altre prendendo tutte le possibili direzioni e dunque non finendo mai. Sembra che DFW abbia creato un universo in espansione.
Infinite Jest è un libro sulla DIPENDENZA. Stop. C'è altro ma fondamentalmente è questo. Mi ha intossicato e solo talvolta liberato, ma una libertà molto condizionata. È difficile, complesso, ma non per questo (e invece speravo avvenisse il contrario) ne resto affascinato, ne sono anzi ingarbugliato. Non c'è una trama e questo non conta granchè; ma non c'è neanche un procedere. È tutta un insieme di momenti di più o meno breve durata, episodi riassumibili in due parole due. Come ad esempio quando Ortho Stice resta con la fronte attaccata alla finestra. Un episodio comico (diluito per decine di pagine però) ma anche esemplare della tristezza di un personaggio. Eppure cosa accade? Succede che Hal lo trova in quella bizzarra posizione e decide di aiutarlo a staccarsi andando a chiamare due addetti alla pulizia: tutto questo è affrontato in pagine e pagine e pagine di non so cosa. Cioè alla fine mi resta nella memoria solo questa sintesi e nient'altro. E allora resto deluso, anzi disarmato. Tanta scrittura prodigiosa per ricreare attimi di tempo. Mi sento oppresso al solo pensarci. Ci sto male solo a pensarci.
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29 mag 2011
27 mag 2011
IJ || 1100
"Dopo che Remy Marathe e Ossowiecke, e anche Balbalis, riferirono tutti di non aver trovato traccia di questa attrice velata, M. Fortier e Marathe decisero di mettere in atto la più drastica delle operazioni per l'individuazione del Master dell'Intrattenimento. Cioè acquisire membri diretti della famiglia dell'auteur, forse in pubblico". A questo proposito intendono sostituire i giocatori juniores del Quebec che sfideranno quelli dell' Eta in una delle prossime partite. Ridacchio.
In un sogno di Don Gately Joelle è la Morte. "La Morte dice che questa donna che ti uccide è sempre tua madre nella tua vita successiva".
Hal si sveglia di notte. Alcune cose a cui pensa. (raccontato in 1a persona).
Alcune pagine su Don.
Hal (sempre di notte) trova Ortho Stice con la fronte attaccata ad una finestra.
Molte pagine su Don.
Hal disteso sulla moquette in una sala proiezioni. Vede tutto orizzontale. "Dedicare la propria vita a qualcosa, tuffarvisi dentro" (p. 1081).
Arriva Pemulis.
Diverse altre pagine su Don.
In un sogno di Don Gately Joelle è la Morte. "La Morte dice che questa donna che ti uccide è sempre tua madre nella tua vita successiva".
Hal si sveglia di notte. Alcune cose a cui pensa. (raccontato in 1a persona).
Alcune pagine su Don.
Hal (sempre di notte) trova Ortho Stice con la fronte attaccata ad una finestra.
Molte pagine su Don.
Hal disteso sulla moquette in una sala proiezioni. Vede tutto orizzontale. "Dedicare la propria vita a qualcosa, tuffarvisi dentro" (p. 1081).
Arriva Pemulis.
Diverse altre pagine su Don.
25 mag 2011
IJ || 1015
Marathe è nell'ufficio di Pat Montesian. Vede che in un armadietto conservano delle cartucce, tra queste ce n'è una con uno smile e inizia a pensare di far intervenire il BSS o Fortier degli Afr. A quanto pare esiste anche una cartuccia antidoto anti-samizdat. Si viene a sapere che alcuni residenti vengono mandati a lavorare anche alla Eta (Enfield Tennis Academy).
Mario è nella stanza di Schtitt, addormentato su una sedia e con un cd di opera lirica ad altissimo volume, insieme alla sua bolex, o meglio vestito della sua bolex che tiene in testa. Esce nei corridoi e incontra una certa Felicity Zweig che scappa e poi LaMont Chu che si presta a un piccolo intervento molto apprezzato da Mario davanti alla videocamera; vuole sapere qualche notizia di hal e l'Eschaton, ma Mario non risponde perchè molto concentrato sulla ripresa. Infine entra nell'ufficio della Mami e qui le chiede come si capisce quando qualcuno è triste: belle le 5 pagine circa spese per definirla (persone che hanno paura delle emozioni, che hanno apura di vivere... molto bello). Ma Mario non risponde mai se si tratta di se stesso o no. Tutti cmq cercano Hal e si preoccupano di lui.
Dialogo tra Hal e Mario sui modi di mentire, su Pemulis. "Boo, credo di non credere più ai mostri tipo le facce sul apvimento o i neonati selvatici o i vampiri o quella roba lì. A diciassette anni penso di credere che i soli veri mostri sono quesi bugiardi che no si riesce a smascherare. Quelli che non si tradiscono mai".
Dialogo Marathe-Kate Gompert sui problemi del primo. Non so quanto stia fingendo Marathe, sta di fatto che qui raccotna tuta la storia con la moglie, di come l'ha conosciuta e lei gli ha salvato la vita salvando lui la vita a lei (nel senso che lui stava per suicidarsi). E Kate Gompert è molto empatica. La storia cmq è tragica e ironica allo stesso tempo, anche se il lato ironico francamente lo avverto pochissimo... cioè Wallace racconta di una storia di amore e salvezza tra un disabile senza gambe sulla sedia a rotelle e una donna senza cranio e con migliaia di altri problemi che la costringono a sopravvivere in un ospedale con un cuore artificiale esterno. Per altro lei è pure in coma adesso. Tant'è che la Gompert chiede "E questo è amore? È come se fossi stato incatenato a lei. È come se la depressione clinica fosse la canna di una pistola che ti spingeva verso l'altare".
Ma infatti Marathe la racconta vera ma non tutta... ma non posso riportare tutte le frasi del libro... cmq ce n'è una simpatica di Gompert a pag. 938.
Hal continua a parlare a Mario delle bugie di Pemulis.
Fa un pò il punto dei personaggi: Mario si comporta come la madre, non vuole offendere nessuno e dunque assorbe i problemi mostrando sempre un sorriso non affrontando alla fine nessun problema. Hal qualche dubbio ce l'ha. Orin invece è naturalmente e ridicolmente bugiardo.
Hal è preoccupato che la madre venga a sapere dell'analisi delle urine.
Hal fa visita alla Ennet per chiedere info su un incontro di Anonimi. E qui c'è la sua descrizione fisica (pag. 944).
A pag. c'è una nota ad uno spazio vuoto, è la 324 che rimanda ad un episodio con Pemulis, Freer e Postalweight negli spogliatoi ed è un casino ora riassumere. (si dice tra le tante cose che Pemulis ha usato il segreto di Avil per ottenere i 30 giorni, almeno questo è quello che mi è sembrato di capire).
946-955: domande a Molly Notkin (l'amica di Joelle) che rivela un bel pò di roba sulla cartuccia Infinite Jest (assafà, per la prima volta!!!). E qui si rivela addirittura che il vero nome di Madame Psychosis è Lucille Duquette, o meglio Molly Notkin sta mentendo, e che la Madame è stata davvero sfregiata, e anche qui mi sa che mente.
nota 332: John Wayne sbrocca alla grande.
Hal prende la macchina e va ad uno degli incontri su una guida datagli alla Ennet e che poi si rivelerà vecchia di due anni. Cmq qui assisterà alla penosa terapia di un certo Kevin (in realtà fratello di Marlon Bain) insieme ad un altro e ad uno strano terapista svedese. Orsacchiotti. "Prima d'ora Hal non aveva mai visto nessuno piangere a fontana nel vero senso della parola".
Con "il soffitto respirava" inizia la lunghissima storia di Don Gately nel reparto di traumatologia. In sintesi: è muto, ha le allucinazioni, verranno a trovarlo diverse persone, vedrà uno spettro che è quello di Jim Incandenza (che gli racconta di aver invetato uno spettacolo per far uscire un ragazzo dalla chiusura in sè - p.1009)) , non saprà mai che giorno è, sapremo di tutta la sua storia di scagnozzo fino ad oggi, combatterà con i denti per poter restare lontano da qualsiasi narcotico.
Mario è nella stanza di Schtitt, addormentato su una sedia e con un cd di opera lirica ad altissimo volume, insieme alla sua bolex, o meglio vestito della sua bolex che tiene in testa. Esce nei corridoi e incontra una certa Felicity Zweig che scappa e poi LaMont Chu che si presta a un piccolo intervento molto apprezzato da Mario davanti alla videocamera; vuole sapere qualche notizia di hal e l'Eschaton, ma Mario non risponde perchè molto concentrato sulla ripresa. Infine entra nell'ufficio della Mami e qui le chiede come si capisce quando qualcuno è triste: belle le 5 pagine circa spese per definirla (persone che hanno paura delle emozioni, che hanno apura di vivere... molto bello). Ma Mario non risponde mai se si tratta di se stesso o no. Tutti cmq cercano Hal e si preoccupano di lui.
Dialogo tra Hal e Mario sui modi di mentire, su Pemulis. "Boo, credo di non credere più ai mostri tipo le facce sul apvimento o i neonati selvatici o i vampiri o quella roba lì. A diciassette anni penso di credere che i soli veri mostri sono quesi bugiardi che no si riesce a smascherare. Quelli che non si tradiscono mai".
Dialogo Marathe-Kate Gompert sui problemi del primo. Non so quanto stia fingendo Marathe, sta di fatto che qui raccotna tuta la storia con la moglie, di come l'ha conosciuta e lei gli ha salvato la vita salvando lui la vita a lei (nel senso che lui stava per suicidarsi). E Kate Gompert è molto empatica. La storia cmq è tragica e ironica allo stesso tempo, anche se il lato ironico francamente lo avverto pochissimo... cioè Wallace racconta di una storia di amore e salvezza tra un disabile senza gambe sulla sedia a rotelle e una donna senza cranio e con migliaia di altri problemi che la costringono a sopravvivere in un ospedale con un cuore artificiale esterno. Per altro lei è pure in coma adesso. Tant'è che la Gompert chiede "E questo è amore? È come se fossi stato incatenato a lei. È come se la depressione clinica fosse la canna di una pistola che ti spingeva verso l'altare".
Ma infatti Marathe la racconta vera ma non tutta... ma non posso riportare tutte le frasi del libro... cmq ce n'è una simpatica di Gompert a pag. 938.
Hal continua a parlare a Mario delle bugie di Pemulis.
Fa un pò il punto dei personaggi: Mario si comporta come la madre, non vuole offendere nessuno e dunque assorbe i problemi mostrando sempre un sorriso non affrontando alla fine nessun problema. Hal qualche dubbio ce l'ha. Orin invece è naturalmente e ridicolmente bugiardo.
Hal è preoccupato che la madre venga a sapere dell'analisi delle urine.
Hal fa visita alla Ennet per chiedere info su un incontro di Anonimi. E qui c'è la sua descrizione fisica (pag. 944).
A pag. c'è una nota ad uno spazio vuoto, è la 324 che rimanda ad un episodio con Pemulis, Freer e Postalweight negli spogliatoi ed è un casino ora riassumere. (si dice tra le tante cose che Pemulis ha usato il segreto di Avil per ottenere i 30 giorni, almeno questo è quello che mi è sembrato di capire).
946-955: domande a Molly Notkin (l'amica di Joelle) che rivela un bel pò di roba sulla cartuccia Infinite Jest (assafà, per la prima volta!!!). E qui si rivela addirittura che il vero nome di Madame Psychosis è Lucille Duquette, o meglio Molly Notkin sta mentendo, e che la Madame è stata davvero sfregiata, e anche qui mi sa che mente.
nota 332: John Wayne sbrocca alla grande.
Hal prende la macchina e va ad uno degli incontri su una guida datagli alla Ennet e che poi si rivelerà vecchia di due anni. Cmq qui assisterà alla penosa terapia di un certo Kevin (in realtà fratello di Marlon Bain) insieme ad un altro e ad uno strano terapista svedese. Orsacchiotti. "Prima d'ora Hal non aveva mai visto nessuno piangere a fontana nel vero senso della parola".
Con "il soffitto respirava" inizia la lunghissima storia di Don Gately nel reparto di traumatologia. In sintesi: è muto, ha le allucinazioni, verranno a trovarlo diverse persone, vedrà uno spettro che è quello di Jim Incandenza (che gli racconta di aver invetato uno spettacolo per far uscire un ragazzo dalla chiusura in sè - p.1009)) , non saprà mai che giorno è, sapremo di tutta la sua storia di scagnozzo fino ad oggi, combatterà con i denti per poter restare lontano da qualsiasi narcotico.
17 mag 2011
IJ || 898
I ragazzini dell'ETA vivono una piccola avventura in una delle gallerie della struttura, a 26 metri sotto il campo da Show: qui devono per punizione perlustrare la zona per poi riferire il percorso che alcuni tecnici dovranno fare per trasportare nelle gallerie parti del Polmone che verrà eretto a breve. I ragazzi qui seguiranno la pista di una puzza particolarmente intensa e scopriranno che è dovuta ad un panino con carne lasciato in un piccolo frigorifero da chissà quanto tempo. Non male il pezzo, simpatica soprattutto la parte finale con i dialoghi.
La prorettrice Poutrincourt e Steeply parlano sugli spalti, mentre Hal e Stice continuano a giocare, dell'educazione dei ragazzi, su come vengono preparati per affrontare la fatica, la pressione, la paura che cresce inevitabilmente con l'età. Poi DeLint parla di come ogni ragazzo è bravo a modo suo e questo non può che annoiarmi.
"Trascendere il successo" una volta che si è diventati ciò che si desiderava essere. Il compito degli istruttori e dell'ETA è "indicare una strada tra l'aver bisogno del successo e farsi gioco del sucesso".
Matty Pemulis (il fratello di Mike) e suo padre violento: lui (Matty) "poteva fare tutto ma non doveva farlo (il padre) sentire uno qualsiasi". È seduto in una tavola calda e vede passare Povero Tony che si appresta a compiere uno scippo.
Hal cerca una spiegazione da deLint sul motivo di quella partita con Stice. Ma non so se gli viene fornita, mi pare di no. Cmq dopo va nella Sala Proiezioni 6, si sceglie una cartuccia, per la precisione "Fai ciao ciao al burocrate", e se la vede.
Povero Tony Krause viene rimesso in sesto in un'ambulanza (ma non mi ricordo cos'è successo prima...) e si dirige verso il negozio degli Antitoi. Pensa di scippare due ragazze che gli camminano davanti che sono Kate Gompert e Ruth Van Cleve.
Kate Gompert e la sua depressione. Pezzo fondamentale di tutto il libro ovviamente, lo trovi a pag 830-837. Si parla di anedonia e del suo estremo la depressione involutiva o disforia unipolare o depressione psicotica. Si racconta dell'uomo che costruiva i trenini. Da rileggere e rileggere.
Alcuni pezzettini verso p. 839-840.
Hal è ancora in sala proiezioni 6 e vede insieme ad alcune ragazze che passavano di lì "Blood Sister: una suosa tosta".
--- La prima apparizione di Joelle Van D. in un progetto di Incandenza è "Educazione civica a bassa temperatura" -----
Joelle va ad uno degli incontri Ca e ci riporta il racconto di un uomo di colore sulla dipendenza: "in poche parole era la familiare situazione di avere i soldi in tasca e nessuna difesa contro il desiderio." Ogni tanto pensa a Don Gately ricoverato e prende in considerazione la possibilità di mostrargli la faccia.
La Gompert e la Van Cleve vengono scippate da Tony Krause. Clang!
Lenz a sua volta scippa due donne cinesi e viene inseguito duramente, ma riesce a scampar loro.
Poi c'è la fuga di Tony Krause.
Fortier degli Afr USA cerca la cartuccia nel negozio degli Antitoi.
Lenz e Povero Tony si scontrano in un vicolo a pag. 876.
Marathe si infiltra velato :D alla Ennet alle prese con un tossico paranoico.
Joelle è ospite a cena a casa degli Incandenza. Ottimo pezzo per saperne di più su questa "triste" famiglia.
La prorettrice Poutrincourt e Steeply parlano sugli spalti, mentre Hal e Stice continuano a giocare, dell'educazione dei ragazzi, su come vengono preparati per affrontare la fatica, la pressione, la paura che cresce inevitabilmente con l'età. Poi DeLint parla di come ogni ragazzo è bravo a modo suo e questo non può che annoiarmi.
"Trascendere il successo" una volta che si è diventati ciò che si desiderava essere. Il compito degli istruttori e dell'ETA è "indicare una strada tra l'aver bisogno del successo e farsi gioco del sucesso".
Matty Pemulis (il fratello di Mike) e suo padre violento: lui (Matty) "poteva fare tutto ma non doveva farlo (il padre) sentire uno qualsiasi". È seduto in una tavola calda e vede passare Povero Tony che si appresta a compiere uno scippo.
Hal cerca una spiegazione da deLint sul motivo di quella partita con Stice. Ma non so se gli viene fornita, mi pare di no. Cmq dopo va nella Sala Proiezioni 6, si sceglie una cartuccia, per la precisione "Fai ciao ciao al burocrate", e se la vede.
Povero Tony Krause viene rimesso in sesto in un'ambulanza (ma non mi ricordo cos'è successo prima...) e si dirige verso il negozio degli Antitoi. Pensa di scippare due ragazze che gli camminano davanti che sono Kate Gompert e Ruth Van Cleve.
Kate Gompert e la sua depressione. Pezzo fondamentale di tutto il libro ovviamente, lo trovi a pag 830-837. Si parla di anedonia e del suo estremo la depressione involutiva o disforia unipolare o depressione psicotica. Si racconta dell'uomo che costruiva i trenini. Da rileggere e rileggere.
Alcuni pezzettini verso p. 839-840.
Hal è ancora in sala proiezioni 6 e vede insieme ad alcune ragazze che passavano di lì "Blood Sister: una suosa tosta".
--- La prima apparizione di Joelle Van D. in un progetto di Incandenza è "Educazione civica a bassa temperatura" -----
Joelle va ad uno degli incontri Ca e ci riporta il racconto di un uomo di colore sulla dipendenza: "in poche parole era la familiare situazione di avere i soldi in tasca e nessuna difesa contro il desiderio." Ogni tanto pensa a Don Gately ricoverato e prende in considerazione la possibilità di mostrargli la faccia.
La Gompert e la Van Cleve vengono scippate da Tony Krause. Clang!
Lenz a sua volta scippa due donne cinesi e viene inseguito duramente, ma riesce a scampar loro.
Poi c'è la fuga di Tony Krause.
Fortier degli Afr USA cerca la cartuccia nel negozio degli Antitoi.
Lenz e Povero Tony si scontrano in un vicolo a pag. 876.
Marathe si infiltra velato :D alla Ennet alle prese con un tossico paranoico.
Joelle è ospite a cena a casa degli Incandenza. Ottimo pezzo per saperne di più su questa "triste" famiglia.
14 mag 2011
IJ || 797
Mario compie 19 anni. Soffre di insonnia da quando non c'è più Madame Psychosis e di disautonomia familiare che non gli permette di sentire il dolore. Veniamo a sapere che conosce la direttrice Pat Montesian, anche lei disabile, che l'ha invitato a fare visita alla Ennet. Lui sta facendo un giro serale da quelle parti e per caso sente provenire da lì la registrazione di una puntata del programma di Madame Psychosis. È ragazzo molto sensibile. Questo episodio avviene nello stesso momento in cui Don Gately sta iniziando ad occuparsi dello spostamento delle auto di fronte alla Ennet.
Che significa per Don Gately occuparsi dei residenti della Ennet House. Significherebbe non essere sempre amico di queste persone, ma lui finisce sempre per esserlo in una certa tollerante e solidale misura. Pensa che il suo polpettone abbia un ammiratore (prepara anche il pranzo per tutti). C'è un bel paragrafo a pag. 714 che spiega cosa succede tra i residenti di solito e qual è l'umore di Gately.
"Orin riesce solo a dare piacere, mai a riceverne". Parliamo del sesso con la manicurista che lui denomina "Soggetto". Qualcuno bussa alla porta, chi è? Un disabile su sedia a rotelle che vuole fare domande per un sondaggio. Simpatica la scenetta perchè Orin pensa di essere di fronte ad un fan molto timido che ha trovato la scusa del sondaggio per ottenere da lui un autografo. "Orin resistette al desiderio di appoggiare la mano sull'arco del cranio del disabile". Gli chiede cosa gli manca e lui risponde il vedere e rivedere sempre le stesse cose in tv, quando si era obbligati alla ripetizione, quando la familiarità con i prodotti veniva inflitta.
Da pag. 720 a 742 c'è un pezzone storico da rileggere in rappresentanza di tutto il libro. Don Gately ha a che fare con il coprifuoco delle 23.30, lo spostamento delle auto dei residenti da un marciapiade all'altro delle oo.oo e un casino pazzesco successo mentre cercava di coordinare il tutto con tre tizi che volevano uccidere Lenz, che un'oretta prima aveva sgozzato un loro cane (sotto gli occhi distanti di un incredulo Bruce Green). E alla fine di tutto questo il delirio si impossessa dei residenti, Gately cerca di calmare la situazione ma i tizi sono imbestialiti con delle pistole, e succede che c'è un corpo a corpo violentissimo (descritto cioè benissimo) in cui Gately viene poi sparato ad una spalla. Joelle Van Dyne accorre alla fine in suo aiuto e lì si capisce che tra i due c'è dell'affetto.
Gli spect-ops sono eventi che attirano l'attenzione delle persone che si fermano per strada per guardare: opportunità di essere spettatore dal vivo.
I ragazzi dell'ETA sono nella sala pranzo e ad un tratto uno di loro tira fuori il sospetto secondo cui il latte che viene dato è liofilizzato. Poi si parla di altre cose che non ricordo (na mazzata rileggerselo anche a pezzetti).
Il padre di Steeply e M.A.S.H. Un caso di pazzia e ipnosi da tv.
Steeply è all'ETA e insieme a Shtitt guarda la partita Hal-Stice e viene informato sull'educazione che viene data ai ragazzi: "l'essere osservati non conta mai".
La nota #269, lunghissima, è la risposta di un amico di Orin su Orin alle domande fatte da Steeply tramite una lettera: Orin è un bugiardo stranamente stupido; l' episodio del trascinamento del cane; "non ci fu nessuna punizione e il bombardamento di amore e sostegno aumentò", c'è un giudizio sul comportamento amorevole di Avril nonostante tutto nei confronti del figlio.
Che significa per Don Gately occuparsi dei residenti della Ennet House. Significherebbe non essere sempre amico di queste persone, ma lui finisce sempre per esserlo in una certa tollerante e solidale misura. Pensa che il suo polpettone abbia un ammiratore (prepara anche il pranzo per tutti). C'è un bel paragrafo a pag. 714 che spiega cosa succede tra i residenti di solito e qual è l'umore di Gately.
"Orin riesce solo a dare piacere, mai a riceverne". Parliamo del sesso con la manicurista che lui denomina "Soggetto". Qualcuno bussa alla porta, chi è? Un disabile su sedia a rotelle che vuole fare domande per un sondaggio. Simpatica la scenetta perchè Orin pensa di essere di fronte ad un fan molto timido che ha trovato la scusa del sondaggio per ottenere da lui un autografo. "Orin resistette al desiderio di appoggiare la mano sull'arco del cranio del disabile". Gli chiede cosa gli manca e lui risponde il vedere e rivedere sempre le stesse cose in tv, quando si era obbligati alla ripetizione, quando la familiarità con i prodotti veniva inflitta.
Da pag. 720 a 742 c'è un pezzone storico da rileggere in rappresentanza di tutto il libro. Don Gately ha a che fare con il coprifuoco delle 23.30, lo spostamento delle auto dei residenti da un marciapiade all'altro delle oo.oo e un casino pazzesco successo mentre cercava di coordinare il tutto con tre tizi che volevano uccidere Lenz, che un'oretta prima aveva sgozzato un loro cane (sotto gli occhi distanti di un incredulo Bruce Green). E alla fine di tutto questo il delirio si impossessa dei residenti, Gately cerca di calmare la situazione ma i tizi sono imbestialiti con delle pistole, e succede che c'è un corpo a corpo violentissimo (descritto cioè benissimo) in cui Gately viene poi sparato ad una spalla. Joelle Van Dyne accorre alla fine in suo aiuto e lì si capisce che tra i due c'è dell'affetto.
Gli spect-ops sono eventi che attirano l'attenzione delle persone che si fermano per strada per guardare: opportunità di essere spettatore dal vivo.
I ragazzi dell'ETA sono nella sala pranzo e ad un tratto uno di loro tira fuori il sospetto secondo cui il latte che viene dato è liofilizzato. Poi si parla di altre cose che non ricordo (na mazzata rileggerselo anche a pezzetti).
Il padre di Steeply e M.A.S.H. Un caso di pazzia e ipnosi da tv.
Steeply è all'ETA e insieme a Shtitt guarda la partita Hal-Stice e viene informato sull'educazione che viene data ai ragazzi: "l'essere osservati non conta mai".
La nota #269, lunghissima, è la risposta di un amico di Orin su Orin alle domande fatte da Steeply tramite una lettera: Orin è un bugiardo stranamente stupido; l' episodio del trascinamento del cane; "non ci fu nessuna punizione e il bombardamento di amore e sostegno aumentò", c'è un giudizio sul comportamento amorevole di Avril nonostante tutto nei confronti del figlio.
18 apr 2011
IJ || 706
Un altro giro di pagine.
Ken Erdedy e Kate Gompert vengono accompagnati da Johnette Foltz ad un incontro dei Narcotisti Anonimi e qui Ken inizia ad avere problemi con il momento dell'abbraccio collettivo a fine discussione con un certo grosso Roy Tony, il quale gli fa capire che manco a lui va giù il fatto di dover abbracciare qualcuno, che lui proprio non ce l'ha la faccia di quello che va in giro a farlo, eppure lo fa perchè deve; Ken indietreggia, è a disagio con la sua presa di posizione, e quando alla fine arriva quasi ad essere picchiato, lo abbraccia e tutto finisce lì.
Siamo all'interno della Ennet stavolta, e qui troviamo a discutere da bravi amici due pezzi grossi di questo libro: Don Gately e Joelle Van Dyne. Lui le sta raccontando la storia di un ragazzo ne uccide un altro in un bar perchè è stato preso in giro in presenza della sua ragazza, quando la serie di fattarielli senza senso arriva alla domanda sul perchè Joelle porta il velo. Lei fa di tutto per ingarbugliare la spiegazione, dicendo infine che è per nascondere la vergogna di vergognarsi della sua deformità (che poi rivela essere la sua bellezza). E a questa risposta Gately risponde con un condivisibile "ma ci faccia il piacere!". Il pezzo è memorabile perchè tra i due c'è dialogo puro e limpido come raramente si trova in questo romanzo e perchè grazie ad esso vediamo in atto il carattere di Don Gately: un tipo diretto, sincero, amichevole, tranquillo, ragionevole. E Joelle è una simpatica, indifesa complessata.
Randy Lenz è apparentemente uno pulito. Cioè i test li fa ed esce sempre tutto in regola, solo che quando si trova da solo, in certi momenti, non può non farsi una tirata perchè, come dice lui, aiuta a restare sobri. Randy Lenz è un pazzo. È l'unico che dopo gli incontri se ne torna all'Ennet da solo a piedi (seguendo sempre la direnzione Nord) semplicemente perchè deve sfogarsi. Tutto iniziò con l'aver ucciso dei ratti buttandoli addosso un pezzo di cemento. È il senso di soddisfazione che lo muove, lui è contento quando uccide. Poi passò ai gatti che faceva entrare in una busta di plastica resistente offrendo loro del cibo per farli poi morire soffocati dopo aver visto la busta agitarsi e formare varie interessanti forme astratte. Infine arrivò ai cani. Li sgozzava con un coltellaccio. Figlio di una donna obesa dalla quale non riuscì ad ereditare la grossa somma di risarcimento che la madre ottenne per aver subito un danno fisico e psicologico durante un viaggio su un autobus col bagno, Randy Lenz continua i suoi sgozzamenti finchè un altro della Ennet non inizia a trovarlo simpatico e perciò a seguirlo nei suoi rientri a piedi. Bruce Green, figlio di un ex istruttore di aerobica e con una madre stroncata da un infarto nel Natale di tanti anni prima, è un tipo quieto e piuttosto silenzioso che riesce ad intendersela con Randy Lenz. L'unico ostacolo tra i due è l'obbietivo di quelle serate, di cui Lenz non vuol parlare: gli piace, ma proprio per questo non sa come cacciarlo via. Una delle sere cmq i due si perderanno di vista ma quando Bruce Green casualmente lo ritroverà in una strada dove stanno dando una fastidiosa festa hawaiana, lo vedrà sgozzare un cane.
Steeply (il travestito) e Marathe parlano delle vittime sacrificali dell'Intrattenimento e dei miti all'origine del concetto di Intrattenimento (l'odalisca che trasforma in diamante chi la vede, la donna ricoperta di capelli), poi delle ambigue e molto confuse posizioni di spionaggio dell'uno e dell'altro.
Hal e Michael Pemulis sono nella sala d'attesa degli uffici della direzione perchè devono essere ricevuti da Charles Tavis sul casino combinato con l'Eschaton. Ci sono talmente tante cose da riportare che non si può liquidare tutto con due parole, ma cmq si fa prima a leggere le tante pagine dedicate tra le quali le più importanti riguardano Avril Incandenza e lo zio C.T. (fratello adottivo di Avril), il Duo della Compulsione. Riassumere tutto ciò non ha senso (e forse non lo ha nemmeno il farlo di tutto il libro, anzi levo il "forse", non ce l'ha, ma lo faccio per tenere a mente) perchè in questo pezzo, e come anche in altri ambientati all'Enfield, tutto è statico, anche il tempo, ma non lo spazio in cui si svolge, perchè esso diventa più "visibile" man mano che si prosegue. È uno spazio mentale, di continui pensieri e descrizioni che una mente elabora, "su cosa?" mi chiederei. Sul nulla, rispondo.
Un giorno prima Pemulis sorprende Avril e John Wayne nell'ufficio di C.T. mentre giocano al giocatore di football e alla majorette.
Orin fa sesso con una manicurista. Poi si scoprirà che è una che lo sta controllando.
Idris Arslanian il pakistano e Michael Pemulis si incontrano in un corridoio della Enfield: il primo ha una benda davanti agli occhi per abituarsi a giocare come il ragazzino non vedente appena entrato in Accademia, il secondo lo sfotticchia un pò per poi tenerlo in pugno con la spiegazione di come funziona il ciclo delle scorie nella Concavità invece di accompagnarlo al più vicino bagno.
Ken Erdedy e Kate Gompert vengono accompagnati da Johnette Foltz ad un incontro dei Narcotisti Anonimi e qui Ken inizia ad avere problemi con il momento dell'abbraccio collettivo a fine discussione con un certo grosso Roy Tony, il quale gli fa capire che manco a lui va giù il fatto di dover abbracciare qualcuno, che lui proprio non ce l'ha la faccia di quello che va in giro a farlo, eppure lo fa perchè deve; Ken indietreggia, è a disagio con la sua presa di posizione, e quando alla fine arriva quasi ad essere picchiato, lo abbraccia e tutto finisce lì.
Siamo all'interno della Ennet stavolta, e qui troviamo a discutere da bravi amici due pezzi grossi di questo libro: Don Gately e Joelle Van Dyne. Lui le sta raccontando la storia di un ragazzo ne uccide un altro in un bar perchè è stato preso in giro in presenza della sua ragazza, quando la serie di fattarielli senza senso arriva alla domanda sul perchè Joelle porta il velo. Lei fa di tutto per ingarbugliare la spiegazione, dicendo infine che è per nascondere la vergogna di vergognarsi della sua deformità (che poi rivela essere la sua bellezza). E a questa risposta Gately risponde con un condivisibile "ma ci faccia il piacere!". Il pezzo è memorabile perchè tra i due c'è dialogo puro e limpido come raramente si trova in questo romanzo e perchè grazie ad esso vediamo in atto il carattere di Don Gately: un tipo diretto, sincero, amichevole, tranquillo, ragionevole. E Joelle è una simpatica, indifesa complessata.
Randy Lenz è apparentemente uno pulito. Cioè i test li fa ed esce sempre tutto in regola, solo che quando si trova da solo, in certi momenti, non può non farsi una tirata perchè, come dice lui, aiuta a restare sobri. Randy Lenz è un pazzo. È l'unico che dopo gli incontri se ne torna all'Ennet da solo a piedi (seguendo sempre la direnzione Nord) semplicemente perchè deve sfogarsi. Tutto iniziò con l'aver ucciso dei ratti buttandoli addosso un pezzo di cemento. È il senso di soddisfazione che lo muove, lui è contento quando uccide. Poi passò ai gatti che faceva entrare in una busta di plastica resistente offrendo loro del cibo per farli poi morire soffocati dopo aver visto la busta agitarsi e formare varie interessanti forme astratte. Infine arrivò ai cani. Li sgozzava con un coltellaccio. Figlio di una donna obesa dalla quale non riuscì ad ereditare la grossa somma di risarcimento che la madre ottenne per aver subito un danno fisico e psicologico durante un viaggio su un autobus col bagno, Randy Lenz continua i suoi sgozzamenti finchè un altro della Ennet non inizia a trovarlo simpatico e perciò a seguirlo nei suoi rientri a piedi. Bruce Green, figlio di un ex istruttore di aerobica e con una madre stroncata da un infarto nel Natale di tanti anni prima, è un tipo quieto e piuttosto silenzioso che riesce ad intendersela con Randy Lenz. L'unico ostacolo tra i due è l'obbietivo di quelle serate, di cui Lenz non vuol parlare: gli piace, ma proprio per questo non sa come cacciarlo via. Una delle sere cmq i due si perderanno di vista ma quando Bruce Green casualmente lo ritroverà in una strada dove stanno dando una fastidiosa festa hawaiana, lo vedrà sgozzare un cane.
Steeply (il travestito) e Marathe parlano delle vittime sacrificali dell'Intrattenimento e dei miti all'origine del concetto di Intrattenimento (l'odalisca che trasforma in diamante chi la vede, la donna ricoperta di capelli), poi delle ambigue e molto confuse posizioni di spionaggio dell'uno e dell'altro.
Hal e Michael Pemulis sono nella sala d'attesa degli uffici della direzione perchè devono essere ricevuti da Charles Tavis sul casino combinato con l'Eschaton. Ci sono talmente tante cose da riportare che non si può liquidare tutto con due parole, ma cmq si fa prima a leggere le tante pagine dedicate tra le quali le più importanti riguardano Avril Incandenza e lo zio C.T. (fratello adottivo di Avril), il Duo della Compulsione. Riassumere tutto ciò non ha senso (e forse non lo ha nemmeno il farlo di tutto il libro, anzi levo il "forse", non ce l'ha, ma lo faccio per tenere a mente) perchè in questo pezzo, e come anche in altri ambientati all'Enfield, tutto è statico, anche il tempo, ma non lo spazio in cui si svolge, perchè esso diventa più "visibile" man mano che si prosegue. È uno spazio mentale, di continui pensieri e descrizioni che una mente elabora, "su cosa?" mi chiederei. Sul nulla, rispondo.
Un giorno prima Pemulis sorprende Avril e John Wayne nell'ufficio di C.T. mentre giocano al giocatore di football e alla majorette.
Orin fa sesso con una manicurista. Poi si scoprirà che è una che lo sta controllando.
Idris Arslanian il pakistano e Michael Pemulis si incontrano in un corridoio della Enfield: il primo ha una benda davanti agli occhi per abituarsi a giocare come il ragazzino non vedente appena entrato in Accademia, il secondo lo sfotticchia un pò per poi tenerlo in pugno con la spiegazione di come funziona il ciclo delle scorie nella Concavità invece di accompagnarlo al più vicino bagno.
15 apr 2011
IJ || 602
Sin dall'inizio o quasi ho accompagnato la lettura di infinite jest con altri libri più sottili perchè non avevo e non ho nessuna fretta di finirlo e allo stesso tempo ho voglia di non aspettare per leggere altri titoli e autori. Purtroppo è successo di aver dato più tempo ai secondi che al primo, e così mi ritrovo ancora a metà mattone. Da alcuni giorni però l'ho ripreso tra le mani e sono ritornato alle pagine già lette sia con l'intenzione sia di ricordarmi il punto dove ero rimasto, che di impararlo a memoria a suon di 100 pagine alla volta. Dunque quello che segue è una sintesi migliore degli esigui eventi che accadono in questa enciclopedia scritta da un uomo a cui piaceva osservare ogni minimo dettaglio e riportarlo quasi freddamente su carta (ma in un modo che ora mi sembra ancora più magistrale).
(quello che segue) è avvenuto tra la pagina 502 e la 602.
Il dialogo tra Remy Marathe (l'agente degli AFR sulla sedia a rotelle) e M. Hugh Steeply (l'agente travestito dei BSS) prosegue di notte sull'affioramento nel buio più totale e nel modo più grottesco immaginabile e nel modo anche più incomprensibile. Parlano di libertà di scelta, di cosa succede se viene violentata da uno stimolo tanto potente da assufare subito chi ne viene in contatto. Come si posiziona questo stimolo, l' Intrattenimento, in rapporto alla libertà? Gli individui hanno scelto di vederlo o non c'è stata scelta? Uno di loro due (francamente non solo non mi ricordo, ma non ho neanche capito chi dei due visto che il dialogo è del tutto dispersivo, nel senso che le due voci si confondono in alcuni punti tanto da farmi incazzare) chiede all'altro perchè tanto odio assoluto nel voler diffondere questo Intrattenimento tra la popolazione.
Come si tiene in piedi la società? Come si evita la violenza di tutti contro tutti per accaparrarsi qualcosa che ci dia soddisfazione? Con la gratificazione rimandata. I bambini vengono educati a bilanciare il perseguimento a breve a e a lungo termine di ciò che desiderano. "Il sistema educativo cmq non insegna cosa desiderare ma insegna a essere liberi, a fare scelte sensate sul piacere e il momento giusto di conseguirlo". Ma il prezzo della libertà di scelta è che "non tutti imparano da bambini come bilanciare i propri interessi".
E allora, chiede Marathe (e qui ne sono sicuro che è la sua voce), perchè loro della BSS temono la diffusione dell'Intrattenimento se credono nella libertà di scelta?
Poi si parla di un vecchio esperimento, il terminale-p, cioè un elettrodo sottile come un capello inserito nel cervello per stimolare un piacere che porta alla morte, un precursore dell' Intrattenimento provato su animali e volontari. Un ultimo paragrafo infine sulla ricerca della cartuccia master dell'Intrattenimento e un riferimento al "regista" James O. Incandenza.
Cosa succede intanto all'ETA (Enfield Tennis Accademy)?
Ricordate la storia di Eric Clipperton, il ragazzo che vinceva i tornei minacciando di usare la pistola che portava sempre con sè? Beh, si fa saltare il cervello durante una partita dopo aver ottenuto tutte le sue vittorie. La morale è che nessuno deve lamentarsi troppo per qualcosa che riguarda il tennis o per altre difficoltà e piuttosto deve tener duro e lavorare duro ogni giorno perchè è l'unica via per il successo, non quel fanatismo assassino che si è raccontato. Ma c'è un'altra storia ed è quella del ragazzino di Fresno che dopo i festeggiamenti per aver vinto un campionato, tornò a casa e bevve un bicchiere di Nesquik che conteneva però anche del cianuro: morì lui e di conseguenza tutta la sua famiglia. Morale: bisogna essere preparati anche a ciò che viene con il raggiungimento di uno scopo, bisogna saper rimanere in cima alla classifica senza "dar di fuori".
Intanto si rivela il perchè del Tempo Sponsorizzato: "è stato una risposta-ricavo di fronte ai costi esorbitanti della Riconfigurazione degli Stati Uniti".
Allenamenti all'alba. Dopo alcune pagine descrittive di questi allenamenti si parla del non lamentarsi, dell'adattarsi (ma non c'è niente da adattarsi, dice dopo Schtitt). "Il mondo dentro di te ti sola dal freddo del mondo di fuori, vince il vento, protegge il giocatore, se vuoi rimanere te stesso devi stare dentro di te".
La storia di Jim e di suo padre non so come catalogarla. Il precedente pezzo narrato in prima persona risale a pag.186 dove mi sa che c'è lo stesso Jim, che dovrebbe essere il Lui in Persona versione pischello. Qui si narra dell'aiuto che dà ai suoi genitori per mettere a posto una rete del letto matrimoniale che scricchiola fastidiosamente. È lunghissimo e non serve riassumere tutto, basti dire che il rapporto tra il ragazzino e i genitori è freddissimo perchè tutto narrato con una sorta di approccio scientifico (ironico si direbbe, ma a me non ha impressionato) ai movimenti, alle percezioni, ai pensieri. E poi il padre si sente male, cade e vomita nella polvere e lui non lo tocca nemmeno, ma scappa nella sua stanza buttandosi sul letto.
Benvenuti all'Ennet House. Continuate a fare la conoscenza di quel gran personaggio che è Don Gately. Oltre al suo impiego all'Ennet House sappiate che svolge anche un lavoro al Ricovero per i senzatetto Shuttuck dove va per cinque mattine a settimana per pulire i bagni sporchissimi di qualsiasi prodotto umano. Ma a parte questo, ciò che mi interessa di più è il suo percorso personale per la sobrietà. Lui ad esempio dice di non avere ancora una comprensione di Dio. Agli incontri gli insegnano che è bene pregare insieme e pregare anche da soli pensando ad un Potere Superiore, ma per lui è difficilissimo.
"C'è una cosa che gli Aa sembrano omettere di menzionare [...] omettono di dirti che il modo per migliorare e stare meglio passa attraverso il dolore". "Entrare in Contatto con i Tuoi Sentimenti è un'altra frase fatta che finisce per mascherare qualcosa di orribilmente profondo e reale".
Don Gately aveva una madre alcolista che veniva picchiata da un ex poliziotto quando lui aveva undici anni e veniva chiamato dagli amichetti (e poi dalla madre) Bimmy o Bim, che sta per Big Indestructible Moron (= estone) per via della sua testa sproporzionata. Entra in contatto con questi ricordi (come si sul dire agli incontri) mentre va allo Shuttuck.
Buon segno di miglioramento per Don Gately è il poter guidare la macchina della direttrice Pat Montesian per andare a fare la spesa settimanale. Accuse a suo carico: assegni a vuoto e truffa, dani volontari alla proprietà, due guide per ubriachezza, falsa accusa per atti osceni in luogo pubblico, scasso e violazione di domicilio, detenzione volontaria di demerol, una storia in una casa di Brookline. Pat Montesian, anche lei una che mostra sul fisico alcune sofferenze (problema alla gamba destra, parte destra della faccia tirata, infarto), gli concede la sua stima.
Don Gately è alto 188 cm e pesa 128 kg ed è anche chef della Ennet House.
Una sera le due residenti nuove, Amy J. e Joelle Van D. , vogliono qualcos'altro da mangiare e così Don esce con la macchina per andare a comprare questo qualcosa; tutta la tratta in auto è una scusa per collegarsi ad un altro evento, cioè l'uccisione del fratello Antitoi nell'omonimo negozio di vetri e cianfrusaglie da parte di una folta rappresentanza dei terroristi dell'AFR. Bisogna dire che anche i due fratelli (corpulenti) del negozio erano dei terroristi (ma non AFR) molto presumibilmente in possesso del tutto casuale della famosa cartuccia master dell'Intrattenimento. Narrato come un ralenti.
(quello che segue) è avvenuto tra la pagina 502 e la 602.
Il dialogo tra Remy Marathe (l'agente degli AFR sulla sedia a rotelle) e M. Hugh Steeply (l'agente travestito dei BSS) prosegue di notte sull'affioramento nel buio più totale e nel modo più grottesco immaginabile e nel modo anche più incomprensibile. Parlano di libertà di scelta, di cosa succede se viene violentata da uno stimolo tanto potente da assufare subito chi ne viene in contatto. Come si posiziona questo stimolo, l' Intrattenimento, in rapporto alla libertà? Gli individui hanno scelto di vederlo o non c'è stata scelta? Uno di loro due (francamente non solo non mi ricordo, ma non ho neanche capito chi dei due visto che il dialogo è del tutto dispersivo, nel senso che le due voci si confondono in alcuni punti tanto da farmi incazzare) chiede all'altro perchè tanto odio assoluto nel voler diffondere questo Intrattenimento tra la popolazione.
Come si tiene in piedi la società? Come si evita la violenza di tutti contro tutti per accaparrarsi qualcosa che ci dia soddisfazione? Con la gratificazione rimandata. I bambini vengono educati a bilanciare il perseguimento a breve a e a lungo termine di ciò che desiderano. "Il sistema educativo cmq non insegna cosa desiderare ma insegna a essere liberi, a fare scelte sensate sul piacere e il momento giusto di conseguirlo". Ma il prezzo della libertà di scelta è che "non tutti imparano da bambini come bilanciare i propri interessi".
E allora, chiede Marathe (e qui ne sono sicuro che è la sua voce), perchè loro della BSS temono la diffusione dell'Intrattenimento se credono nella libertà di scelta?
Poi si parla di un vecchio esperimento, il terminale-p, cioè un elettrodo sottile come un capello inserito nel cervello per stimolare un piacere che porta alla morte, un precursore dell' Intrattenimento provato su animali e volontari. Un ultimo paragrafo infine sulla ricerca della cartuccia master dell'Intrattenimento e un riferimento al "regista" James O. Incandenza.
Cosa succede intanto all'ETA (Enfield Tennis Accademy)?
Ricordate la storia di Eric Clipperton, il ragazzo che vinceva i tornei minacciando di usare la pistola che portava sempre con sè? Beh, si fa saltare il cervello durante una partita dopo aver ottenuto tutte le sue vittorie. La morale è che nessuno deve lamentarsi troppo per qualcosa che riguarda il tennis o per altre difficoltà e piuttosto deve tener duro e lavorare duro ogni giorno perchè è l'unica via per il successo, non quel fanatismo assassino che si è raccontato. Ma c'è un'altra storia ed è quella del ragazzino di Fresno che dopo i festeggiamenti per aver vinto un campionato, tornò a casa e bevve un bicchiere di Nesquik che conteneva però anche del cianuro: morì lui e di conseguenza tutta la sua famiglia. Morale: bisogna essere preparati anche a ciò che viene con il raggiungimento di uno scopo, bisogna saper rimanere in cima alla classifica senza "dar di fuori".
Intanto si rivela il perchè del Tempo Sponsorizzato: "è stato una risposta-ricavo di fronte ai costi esorbitanti della Riconfigurazione degli Stati Uniti".
Allenamenti all'alba. Dopo alcune pagine descrittive di questi allenamenti si parla del non lamentarsi, dell'adattarsi (ma non c'è niente da adattarsi, dice dopo Schtitt). "Il mondo dentro di te ti sola dal freddo del mondo di fuori, vince il vento, protegge il giocatore, se vuoi rimanere te stesso devi stare dentro di te".
La storia di Jim e di suo padre non so come catalogarla. Il precedente pezzo narrato in prima persona risale a pag.186 dove mi sa che c'è lo stesso Jim, che dovrebbe essere il Lui in Persona versione pischello. Qui si narra dell'aiuto che dà ai suoi genitori per mettere a posto una rete del letto matrimoniale che scricchiola fastidiosamente. È lunghissimo e non serve riassumere tutto, basti dire che il rapporto tra il ragazzino e i genitori è freddissimo perchè tutto narrato con una sorta di approccio scientifico (ironico si direbbe, ma a me non ha impressionato) ai movimenti, alle percezioni, ai pensieri. E poi il padre si sente male, cade e vomita nella polvere e lui non lo tocca nemmeno, ma scappa nella sua stanza buttandosi sul letto.
Benvenuti all'Ennet House. Continuate a fare la conoscenza di quel gran personaggio che è Don Gately. Oltre al suo impiego all'Ennet House sappiate che svolge anche un lavoro al Ricovero per i senzatetto Shuttuck dove va per cinque mattine a settimana per pulire i bagni sporchissimi di qualsiasi prodotto umano. Ma a parte questo, ciò che mi interessa di più è il suo percorso personale per la sobrietà. Lui ad esempio dice di non avere ancora una comprensione di Dio. Agli incontri gli insegnano che è bene pregare insieme e pregare anche da soli pensando ad un Potere Superiore, ma per lui è difficilissimo.
"C'è una cosa che gli Aa sembrano omettere di menzionare [...] omettono di dirti che il modo per migliorare e stare meglio passa attraverso il dolore". "Entrare in Contatto con i Tuoi Sentimenti è un'altra frase fatta che finisce per mascherare qualcosa di orribilmente profondo e reale".
Don Gately aveva una madre alcolista che veniva picchiata da un ex poliziotto quando lui aveva undici anni e veniva chiamato dagli amichetti (e poi dalla madre) Bimmy o Bim, che sta per Big Indestructible Moron (= estone) per via della sua testa sproporzionata. Entra in contatto con questi ricordi (come si sul dire agli incontri) mentre va allo Shuttuck.
Buon segno di miglioramento per Don Gately è il poter guidare la macchina della direttrice Pat Montesian per andare a fare la spesa settimanale. Accuse a suo carico: assegni a vuoto e truffa, dani volontari alla proprietà, due guide per ubriachezza, falsa accusa per atti osceni in luogo pubblico, scasso e violazione di domicilio, detenzione volontaria di demerol, una storia in una casa di Brookline. Pat Montesian, anche lei una che mostra sul fisico alcune sofferenze (problema alla gamba destra, parte destra della faccia tirata, infarto), gli concede la sua stima.
Don Gately è alto 188 cm e pesa 128 kg ed è anche chef della Ennet House.
Una sera le due residenti nuove, Amy J. e Joelle Van D. , vogliono qualcos'altro da mangiare e così Don esce con la macchina per andare a comprare questo qualcosa; tutta la tratta in auto è una scusa per collegarsi ad un altro evento, cioè l'uccisione del fratello Antitoi nell'omonimo negozio di vetri e cianfrusaglie da parte di una folta rappresentanza dei terroristi dell'AFR. Bisogna dire che anche i due fratelli (corpulenti) del negozio erano dei terroristi (ma non AFR) molto presumibilmente in possesso del tutto casuale della famosa cartuccia master dell'Intrattenimento. Narrato come un ralenti.
12 dic 2010
IJ || 502
Ci sono un bel pò di cose da dire. Prima di tutto sono andato avanti nella lettura senza fermarmi ogni cento pagine per darne qui una sintesi, e ciò è avvenuto perchè ci sono andato lento, la foga del primo mese l'ho persa assumendo forse più correttamente un ritmo normale. Seconda cosa il romanzo diverse volte non mi ha dato niente, cioè solo un mucchio di parole senza uno scopo. Un mucchio di parole.. E un autore che parla da solo. L'ho immaginato mentre scriveva per il semplice gusto di divertirsi con se stesso (poi spiegherò in che punto).
E ancora non so cosa sia questo libro. Non ha una "trama", non ha nulla di quello che ho letto finora, ha più il fascino di qualcosa che è piacevole consultare... ma su questo penso che ci ritornerò una volta arrivato all'ultima pagina. Ed è così diverso dagli altri due che ho letto di Wallace, "La ragazza dai capelli strani" e "Tennis, Tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)".
Vabbè, veniamo al dunque.
______
"Il gioco delicato, effettato, cerebrale di Hal non è cambiato, ma quest'anno è come se gli fossero cresciuti gli artigli. In campo non sembra più fragile o assente, e ora batte le palle negli angoli senza neanche pensarci. I suoi Errori non Forzati non arrivano all'un per cento."
A parte un piccolo paragrafo (non solo questo qui sopra) sul gioco di Hal, c'è un lungo parlare di John Wayne che non è l'attore ma il campione dell'Eta, il miglior rappresentante al raduno annuale tra le due accademie di Enfield (Boston) e Port Washington. Poi si parla anche di Schacht, il ragazzo col morbo di crohn e un serio problema al ginocchio, di come Hal lo stimi segretamente. E io penso che questa mole di informazione su questi personaggi sarebbe più semplice da assumere con dei dialoghi piuttosto che con la descrizione di "cosa pensa ics" e "cosa fa ipsilon". C'è un pezzettino che dovrei citare e riguarda il tennis agonistico come "spirituale anzichè mentale" (è la filosofia di Schtitt), ma non lo faccio e rimando direttamente a pag. 321.
Da 322 a 335 c'è questo pezzo ambientato alla Ennet House che è complessamente straordinario. Equivale in pratica ad una lentissima panoramica effettuata su un certo numero (7 o 8) di pazienti e non (perchè Don Gately ormai lavora lì) che sono seduti o sdraiati in una stanza a far niente. Viene presentato ognuno di loro... e dovrei un giorno ritornarci su per dire qualcosa in più. Cmq pare ci sia una macchia strana sul soffitto.
"John Wayne e Hal Incandenza persero nei singoli un totale di appena cinque game in due." Questo è il breve ritorno in accademia. Non ho sottolineato niente.
Orin Incandenza. La sua storia. Abbastanza interessante. È il più grande dei fratelli Incandenza e quello che ha conosciuto la Più Bella Ragazza Di Tutti I Tempi. Ma prima di questo bisogna dire che il suo talento non è nel tennis ma nel football dove ha subito eccelso diventando un campione. Charles Tavis (il fratellastro della Mami) è stato il collegamento tra la Enfield e la Boston University per farlo accedere, e la majorette Joelle Van Dyne (dalla "bellezza atteonizzante") il motivo per cui abbandonò la palla piccola per la palla ovale (subito dopo averne calciata una in modo pazzesco). Da qui in poi il pezzo diventa rilevante e non solo perchè si parla della coppia ma anche per la connotazione mistico-astratta che prende il football nella descrizione e nell'osservazione di Joelle del suo giocatore preferito attraverso i video che rallentano le azioni.
"Povero Tony Krause ebbe un attacco sulla metropolitana" è un racconto straziante, tragicomico, orrido, pieno di falsa compassione, che prosegue addirittura da pag. 160 (e siamo a pag. 359). Il povero tony è in astinenza: "Passò un sacco di tempo morboso a cercare di capire da dove venisse tutta quella merda se non beveva che Codinex Plus. Poi a un certo punto capì: il tempo era diventato la merda stessa; Povero Tony si era trasformato in una clessidra; ora il tempo passava attraverso di lui". Molto bello.
Sto cercando di capire di cosa parla il pezzo seguente. Di politica a quanto pare, frammista a risultati di partite. Mmm.. mettere ordine. Dunque c'è la nota #110 che è lunghissima e spiega attraverso una telefonata tra Orin e Hal il separatismo quebechiano, o meglio cosa dire alla giornalista di Moment, come Orin deve affrontare le sue domande. Mi rompo di andarmi a rileggere la nota.. palle. Cmq quello che c'è da ricordare lo ricordo. Come tutte le note lunghe e dialoganti anche questa non manca di essere messa tra le più simpatiche anche se complessa.
Mario Incandenza è un deforme. Non so quante pagine gli sono dedicate per dire che nulla nel suo corpo è apposto. "Parlando di bradipedonismo, i piedi di Mario non erano tanto a zoccolo quanto cubici". "E in segreto, Hal, suo fratello minore ed esteriormente molto più apprezzato, quasi idealizza Mario. A parte le questioni sul tema di Dio, Hal crede che Mario sia un miracolo (semi)ambulante". "È stato Mario, non Avril, a procurare a Hal i primi volumi dell'Oed integrale quando Hal veniva ancora sbatacchiato per capire quanto danno emotivo aveva avuto".
Steeply e Marathe continuano a parlare di notte, nel deserto. Queste pagine de 380 a 385 sono essenziali in quanto i due parlano della cartuccia, del piano, della libertà di scegliere. Ed è un pezzo importante che non ho mancato di sottolinerare più e più e più volte. Un giorno dovrò scrivere un post su di esso.
Allora.. dunque.. Da pag 385 a pag 411 si può fare un salto lunghissimo senza farsi alcuno scrupolo di coscienza. Andate tranquilli, proseguite leggeri nel lungo viaggio di Infinite Jest, queste pagine ho provato a leggerle io per voi e vi assicuro che saltarle e sapere che possono benissimo non esistere vi daranno sollievo per quello che dopo. Non fate come me che mi sono intossicato non poco. Saltate allegramente questa enorme stronzata scritta da David Foster Wallace che va sotto il racconto del gioco di Eschaton. È solo una cosa di 15 pagine che Wallace ha voluto scrivere per se stesso e per prendere per il culo il lettore. Perciò affanculo vacci tu (purtroppo non può più sentirmi).
"Gli Aa di Boston sono diversi da tutti gli altri Aa del pianeta." E qua invece David Foster Wallace ci regala un capolavoro di ben 39 pagine. Grazie, caro! Perchè è bene leggerlo? Per il semplice motivo per cui si descrive un incontro degli Alcolisti Anonimi di Boston, di come funzionano, e soprattutto perchè funzionano così bene, perchè devi frequentarli assolutamente.
E ancora non so cosa sia questo libro. Non ha una "trama", non ha nulla di quello che ho letto finora, ha più il fascino di qualcosa che è piacevole consultare... ma su questo penso che ci ritornerò una volta arrivato all'ultima pagina. Ed è così diverso dagli altri due che ho letto di Wallace, "La ragazza dai capelli strani" e "Tennis, Tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)".
Vabbè, veniamo al dunque.
______
"Il gioco delicato, effettato, cerebrale di Hal non è cambiato, ma quest'anno è come se gli fossero cresciuti gli artigli. In campo non sembra più fragile o assente, e ora batte le palle negli angoli senza neanche pensarci. I suoi Errori non Forzati non arrivano all'un per cento."
A parte un piccolo paragrafo (non solo questo qui sopra) sul gioco di Hal, c'è un lungo parlare di John Wayne che non è l'attore ma il campione dell'Eta, il miglior rappresentante al raduno annuale tra le due accademie di Enfield (Boston) e Port Washington. Poi si parla anche di Schacht, il ragazzo col morbo di crohn e un serio problema al ginocchio, di come Hal lo stimi segretamente. E io penso che questa mole di informazione su questi personaggi sarebbe più semplice da assumere con dei dialoghi piuttosto che con la descrizione di "cosa pensa ics" e "cosa fa ipsilon". C'è un pezzettino che dovrei citare e riguarda il tennis agonistico come "spirituale anzichè mentale" (è la filosofia di Schtitt), ma non lo faccio e rimando direttamente a pag. 321.
Da 322 a 335 c'è questo pezzo ambientato alla Ennet House che è complessamente straordinario. Equivale in pratica ad una lentissima panoramica effettuata su un certo numero (7 o 8) di pazienti e non (perchè Don Gately ormai lavora lì) che sono seduti o sdraiati in una stanza a far niente. Viene presentato ognuno di loro... e dovrei un giorno ritornarci su per dire qualcosa in più. Cmq pare ci sia una macchia strana sul soffitto.
"John Wayne e Hal Incandenza persero nei singoli un totale di appena cinque game in due." Questo è il breve ritorno in accademia. Non ho sottolineato niente.
Orin Incandenza. La sua storia. Abbastanza interessante. È il più grande dei fratelli Incandenza e quello che ha conosciuto la Più Bella Ragazza Di Tutti I Tempi. Ma prima di questo bisogna dire che il suo talento non è nel tennis ma nel football dove ha subito eccelso diventando un campione. Charles Tavis (il fratellastro della Mami) è stato il collegamento tra la Enfield e la Boston University per farlo accedere, e la majorette Joelle Van Dyne (dalla "bellezza atteonizzante") il motivo per cui abbandonò la palla piccola per la palla ovale (subito dopo averne calciata una in modo pazzesco). Da qui in poi il pezzo diventa rilevante e non solo perchè si parla della coppia ma anche per la connotazione mistico-astratta che prende il football nella descrizione e nell'osservazione di Joelle del suo giocatore preferito attraverso i video che rallentano le azioni.
"Povero Tony Krause ebbe un attacco sulla metropolitana" è un racconto straziante, tragicomico, orrido, pieno di falsa compassione, che prosegue addirittura da pag. 160 (e siamo a pag. 359). Il povero tony è in astinenza: "Passò un sacco di tempo morboso a cercare di capire da dove venisse tutta quella merda se non beveva che Codinex Plus. Poi a un certo punto capì: il tempo era diventato la merda stessa; Povero Tony si era trasformato in una clessidra; ora il tempo passava attraverso di lui". Molto bello.
Sto cercando di capire di cosa parla il pezzo seguente. Di politica a quanto pare, frammista a risultati di partite. Mmm.. mettere ordine. Dunque c'è la nota #110 che è lunghissima e spiega attraverso una telefonata tra Orin e Hal il separatismo quebechiano, o meglio cosa dire alla giornalista di Moment, come Orin deve affrontare le sue domande. Mi rompo di andarmi a rileggere la nota.. palle. Cmq quello che c'è da ricordare lo ricordo. Come tutte le note lunghe e dialoganti anche questa non manca di essere messa tra le più simpatiche anche se complessa.
Mario Incandenza è un deforme. Non so quante pagine gli sono dedicate per dire che nulla nel suo corpo è apposto. "Parlando di bradipedonismo, i piedi di Mario non erano tanto a zoccolo quanto cubici". "E in segreto, Hal, suo fratello minore ed esteriormente molto più apprezzato, quasi idealizza Mario. A parte le questioni sul tema di Dio, Hal crede che Mario sia un miracolo (semi)ambulante". "È stato Mario, non Avril, a procurare a Hal i primi volumi dell'Oed integrale quando Hal veniva ancora sbatacchiato per capire quanto danno emotivo aveva avuto".
Steeply e Marathe continuano a parlare di notte, nel deserto. Queste pagine de 380 a 385 sono essenziali in quanto i due parlano della cartuccia, del piano, della libertà di scegliere. Ed è un pezzo importante che non ho mancato di sottolinerare più e più e più volte. Un giorno dovrò scrivere un post su di esso.
Allora.. dunque.. Da pag 385 a pag 411 si può fare un salto lunghissimo senza farsi alcuno scrupolo di coscienza. Andate tranquilli, proseguite leggeri nel lungo viaggio di Infinite Jest, queste pagine ho provato a leggerle io per voi e vi assicuro che saltarle e sapere che possono benissimo non esistere vi daranno sollievo per quello che dopo. Non fate come me che mi sono intossicato non poco. Saltate allegramente questa enorme stronzata scritta da David Foster Wallace che va sotto il racconto del gioco di Eschaton. È solo una cosa di 15 pagine che Wallace ha voluto scrivere per se stesso e per prendere per il culo il lettore. Perciò affanculo vacci tu (purtroppo non può più sentirmi).
"Gli Aa di Boston sono diversi da tutti gli altri Aa del pianeta." E qua invece David Foster Wallace ci regala un capolavoro di ben 39 pagine. Grazie, caro! Perchè è bene leggerlo? Per il semplice motivo per cui si descrive un incontro degli Alcolisti Anonimi di Boston, di come funzionano, e soprattutto perchè funzionano così bene, perchè devi frequentarli assolutamente.
13 nov 2010
Leggere Infinite Jest è come stringere la mano di una persona per trenta secondi circa (che è tantissimo). La mano di David Foster Wallace forse, ma anche un'altra. Talvolta è come abbracciare questa persona. E nonostante questo, quasi tutte le parti in cui si ritorna sull'Enfield Tennis Accademy, soprattutto sulle partite e i vari tecnicismi di quello sport, mi sono noiose. DFW è piacevolmente ossessionato dal tennis... sempre più spesso solo ossessionato.
7 nov 2010
IJ || 307
Ma da un pezzo ormai sto a pagina 307! Ben cento pagine da sintetizzare che però voglio solo scorrere per lunghi passi (non è cosa andarsi a rileggere...).
"Michael Pemulis, che di certo non è un cretino, prende da Latinate Inman Square di Cambrige un autobus [...]. Questo per escludere anche la più remota possibilità di essere seguito." Il Dmz viene anche definito Madame Psychosis e Pemulis (l'organizzatissimo) non fa affari con quelli dell'Ennet House.
"Tennis e il prodigio selvatico", una cartuccia scritta da Mario Incandenza e narrata da Hal (anche se vedo più probabile il contrario), parla di come si può riuscire ad essere un prodigio selvatico, il che significa saper tenere lo strumento (racchetta) e non essere più consapevoli del maneggiare una palla, ma anche come sudare, sopravvivere ad una proiezione di James O., provare a imparare da chiunque, essere Studioso del Gioco e così via.
C'è poi tutto un pezzo costituito dai messaggi inviati dai pazienti della Ennet House alla Dott.ssa Patricia Montesian, spassosi per quanto sono comici e disperati insieme. Ma sempre di quella comicità-ironia più di testa che di pancia (forse questo andrebbe detto a chi non conosce Wallace). Per dire: nella quarta di copertina scrivono che verremo intossicati con la sua comicità, del tipo però che fa sorridere in certi rari punti con storie aneddotiche e poi lungo tutto il romanzo con uno stile distaccato e tante altre cose insieme che mi è impossibile descrivere adesso qui.
Madame Psychosis. Chi è Madame Psychosis? (spoilerissimo eh!) Una ragazza magra," molto bella", che si copre il volto con un velo nero, veste una gonna brasiliana, dei sandali, conduce un programma sulla radio del Mit molto avanguardistico costituito da un monologo lungo un'ora ("frutto di libera associazione e nello stesso tempo complessamente strutturato, che presenta una certa analogia con gli incubi"), preceduto da cinque minuti di vuoto delle trasmissioni, che nemmeno lo studente ingegnere che le prepara lo studio vede mai se non di spalle e in ombra e dietro un paravento che lei stessa porta da casa, il cui monologo non ha un soggetto costante ma in cui si possono trovare somiglianze con il cinema di certi registi come Bunuel, Dalì, Peckinpah, Tarantino, De Palma e soprattutto (per me) Tarkovskij, Antonioni, Ozu, Bresson (pag. 221). In una delle puntate elenca malattie rare che possono affligere una minoranza di individui, e lei parla a questi individui invitandoli ad "amare ciò che nascondete dentro", "c'è scritto Progresso non Perfezione". Bella questa descrizione: "L'immagine alla quale la lettura dà forma è una cosa pesante che oscilla lentamente alla fine di una lunga corda". Madame Psychosis è stata la musa di James O. Incandenza, ha avuto una relazione con Orin, ha provato a suicidarsi alla festa di Molly Notkin. Si chiama Joelle Van Dyne (pag. 261-287 con particolare attenzione alla pag. 272)
Cosa si scopre alla Ennet House, un bel pò di verità come ad esempio che "la solitudine non è una funzione dell'isolamento" o che "per qualche perversa ragione è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo". Tiny Ewell è molto interessato ai tatuaggi come espressione dell'irrevocabilità.
Il penultimo "paragrafo" (lo chiamo così ma in un altro post ho iniziato a definirlo semplicemente pezzo) di queste 100 pagine circa è una descrizione accurata (potrebbe non esserlo? no) della zona di Einfeld, microcosmo chiuso in se stesso di tutto il romanzo e parte attiva delle varie vicende, che viene presentata così (la riporto perchè sintetizza tutto ciò che questa zona rappresenta nel libro):
"Michael Pemulis, che di certo non è un cretino, prende da Latinate Inman Square di Cambrige un autobus [...]. Questo per escludere anche la più remota possibilità di essere seguito." Il Dmz viene anche definito Madame Psychosis e Pemulis (l'organizzatissimo) non fa affari con quelli dell'Ennet House.
"Tennis e il prodigio selvatico", una cartuccia scritta da Mario Incandenza e narrata da Hal (anche se vedo più probabile il contrario), parla di come si può riuscire ad essere un prodigio selvatico, il che significa saper tenere lo strumento (racchetta) e non essere più consapevoli del maneggiare una palla, ma anche come sudare, sopravvivere ad una proiezione di James O., provare a imparare da chiunque, essere Studioso del Gioco e così via.
C'è poi tutto un pezzo costituito dai messaggi inviati dai pazienti della Ennet House alla Dott.ssa Patricia Montesian, spassosi per quanto sono comici e disperati insieme. Ma sempre di quella comicità-ironia più di testa che di pancia (forse questo andrebbe detto a chi non conosce Wallace). Per dire: nella quarta di copertina scrivono che verremo intossicati con la sua comicità, del tipo però che fa sorridere in certi rari punti con storie aneddotiche e poi lungo tutto il romanzo con uno stile distaccato e tante altre cose insieme che mi è impossibile descrivere adesso qui.
"Bene, bene. Bene. Nient'altro che bene. proprio nessun problema. Sono felice di essere qui. Mi sento meglio. Dormo meglio. Mi piace il mangiare. In una parola, non potrebbe andare meglio. I denti? Digrigno i denti? È un tic. Un modo per rinforzare la mascella. Un'espressione del fatto che sto bene. Idem per la cosa della palpebra."
Madame Psychosis. Chi è Madame Psychosis? (spoilerissimo eh!) Una ragazza magra," molto bella", che si copre il volto con un velo nero, veste una gonna brasiliana, dei sandali, conduce un programma sulla radio del Mit molto avanguardistico costituito da un monologo lungo un'ora ("frutto di libera associazione e nello stesso tempo complessamente strutturato, che presenta una certa analogia con gli incubi"), preceduto da cinque minuti di vuoto delle trasmissioni, che nemmeno lo studente ingegnere che le prepara lo studio vede mai se non di spalle e in ombra e dietro un paravento che lei stessa porta da casa, il cui monologo non ha un soggetto costante ma in cui si possono trovare somiglianze con il cinema di certi registi come Bunuel, Dalì, Peckinpah, Tarantino, De Palma e soprattutto (per me) Tarkovskij, Antonioni, Ozu, Bresson (pag. 221). In una delle puntate elenca malattie rare che possono affligere una minoranza di individui, e lei parla a questi individui invitandoli ad "amare ciò che nascondete dentro", "c'è scritto Progresso non Perfezione". Bella questa descrizione: "L'immagine alla quale la lettura dà forma è una cosa pesante che oscilla lentamente alla fine di una lunga corda". Madame Psychosis è stata la musa di James O. Incandenza, ha avuto una relazione con Orin, ha provato a suicidarsi alla festa di Molly Notkin. Si chiama Joelle Van Dyne (pag. 261-287 con particolare attenzione alla pag. 272)
"Uno dei miti più pericolosi è quello secondo il quale chi sta per suicidarsi diventa sempre positivo e generoso e altruista. La verità è che le ore prima del suicidio sono fatte di enorme presunzione ed egocentrismo.""Joelle Van Dyne è dolorosamente viva e ingabbiata" / "Le persone in gabbia e i futuri suicidi hanno molta difficoltà a immaginare che a qualcuno possa importare davvero tanto di qualcosa" / "La differenza tra suicidio e omicidio consiste solo nel dove credi di vedere la porta per uscire dalla gabbia" / "Il volto del profondo era il titolo che aveva suggerito per l'ultima cartuccia di Jim che non aveva mai visto, ma lui l'aveva giudicato troppo pretenzioso e aveva scelto invece quella citazione dalla scena del cimitero di Amleto, quella col teschio, e le era venuto da ridere ripensando alla pretenziosità. Lo sguardo spaventato di Jim alla sua risata è in assoluto l'ultima espressione di quell'uomo che lei si ricordi" (->p. 285)
Cosa si scopre alla Ennet House, un bel pò di verità come ad esempio che "la solitudine non è una funzione dell'isolamento" o che "per qualche perversa ragione è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo". Tiny Ewell è molto interessato ai tatuaggi come espressione dell'irrevocabilità.
Il penultimo "paragrafo" (lo chiamo così ma in un altro post ho iniziato a definirlo semplicemente pezzo) di queste 100 pagine circa è una descrizione accurata (potrebbe non esserlo? no) della zona di Einfeld, microcosmo chiuso in se stesso di tutto il romanzo e parte attiva delle varie vicende, che viene presentata così (la riporto perchè sintetizza tutto ciò che questa zona rappresenta nel libro):
Einfeld Ma è una delle piccole strane cose che dànno l'idea di cosa sia l'area metropolitana di Boston, perchè è una cittadella composta quasi interamente da edifici dove si praticano attività mediche, industriali e spirituali.Dispiace parlarne in fondo al post dove non arriverei nemmeno io se volessi rileggere tutto, ma ero quasi sul punto di non farlo affatto. Dispiace perchè è un bel pezzo. In sintesi (perchè qui si fa tutto così, o almeno si cerca di fare):
- è la telefonata di Orin ad Hal mentre il primo è in una vasca idromassaggio e il secondo è intento a far arrivare nel cesto posto ad una certa distanza dal letto dove è seduto le unghie dei piedi che si sta tagliando
- non tutte le unghie entrano nel cesto e quando avviene diventa motivo per scoprirne la magia: perchè va e viene e cosa fare per tenerla costante. E infatti Infinite Jest è l'esperienza che si vuol tenere costante, di cui si vuol possedere il segreto, che si vuol esercitare al di sopra di tutto il resto.
- "
Poooronto" - "Ehi, Hallie? Penso di essere seguito"
- Orin vuole sapere di più del suicidio di Lui in Persona
- Hal racconta del trauma e della terapia del dolore e del rapporto comico con il terapeuta, della sfida che ingaggia con lui.
- L'autorità, l'assenza di sentimenti, la repressione del dolore.
25 ott 2010
IJ || 202
In realtà più che da pag. 162 è stata una lunga tirata in due parti da pag. 151 cioè dal pezzo sul guru che "vive del sudore altrui. Letteralmente" all' Einfield Tennis Academy, e il secondo su "il Vostro e C e Povero Tony" che nei giorni prima di natale vanno a caccia della dose per le strade e tra i cinesi di Boston cercando di non farsi bidonare con della roba cattiva. Ho dovuto leggerlo due volte per riuscire a seguire lo stile iper-schizzatissimo (come lo chiamo io) di Wallace per questa storia di tossici buffi, tragici nella loro estrema debolezza, contorti e naturalissimi nella loro parlata gergale fatta di termini che elencare qui sarebbe già come mettere una mano analitica sul modo in cui è stato scritto il tutto. È in pratica un pezzo da decifrare (come del resto tutto il libro, ma in particolare qui) perchè l'abilità di Wallace è tale che per penetrare nei cervelli di questi tre, abusa simpaticamente della possibilità mentale del lettore di respirare= ci sono frasi lunghissime.
La Ennet House è la Casa di Recupero da Droga e Alcol fondata da un certo Tizio Che Non Usava Neppure Il Suo Nome Di Battesimo che recuperò la sua vita dalla dipendenza grazie agli alcolisti anonimi e che morì anonimo. E basta.
Incredibile la storia del tizio che mentre lavorava in un cantiere edile si trovò a salire e scendere da un edificio perchè intrappolato nel meccanismo che aveva ideato per trasportare dei mattoni: è tutto raccontato come un fatto di cronaca in un'email... o qualcosa del genere.
Hal Incandenza scrive un saggio sul post-moderno. Ecco il Wallace saggista che ho conosciuto con "Tennis, Tv, Trigonometria tornado e altre cose divertenti che non farò mai più". Qui parla della differenza tra due eroi di due telefilm diversi "Hawaii Five-o" e "Hill Street". Non starò di certo a sintetizzare quello che ho imparato.
Un altro saggio ma stavolta puro, senza contaminazioni letterarie, sulla videofonia (sul come comunichiamo), cioè sul perchè nel futuro non ha attecchito fino in fondo (e perciò, perchè nel presente attecchiscono le buffonate inutili...). Wallace ci spiega le tre cause. Interessante quando dice che gli individui a un certo punto per non parlarsi guardandosi avrebbero iniziato a usare delle maschere (aderenti al volto, aggiungo io) rendendo il tutto talmente ridicolo da accorgersene tardi.
Da pag. 179 a 185 c'è la vendita di urine da parte di Michael Mathew Pemulis e il suo collaboratore Mario Incandenza, che filma il tutto, ai tennisti juniores che devono fare il controllo semestrale o annuale non ricordo. Da leggere. È il pezzo che presenta ufficialmente Pemulis e in cui anche Hal ha una sua buona parte. Da rileggere.
Cazzo. "Jim non così Jim. Non è quello il modo di trattare la saracinesca di un garage..." è massiccio. Massiccio. È il monologo interiore di un padre al figlio undicenne (?) sulla vita, l'esistenza, il destino, i princìpi, il successo, l'insuccesso, l'ossessione di non fare della propria vita solo una promessa (di non morirci con l'essere promettente) ma di realizzarsi da subito, da ora, come scientifico iper auto-controllo e come individuo non influenzabile da eventi esterni ad esso, ad esempio il giudizio di una persona... L'insegnamento inizia dalla naturalezza dei movimenti del corpo di Marlon Brando (che saggio meraviglioso) e prosegue con questo "Figlio, sei un corpo, figlio" fino all'esempio personale. Jim è ovviamente il Lui in Persona, James O. Incandenza. Il finale è memorabile.
La Ennet House è la Casa di Recupero da Droga e Alcol fondata da un certo Tizio Che Non Usava Neppure Il Suo Nome Di Battesimo che recuperò la sua vita dalla dipendenza grazie agli alcolisti anonimi e che morì anonimo. E basta.
Incredibile la storia del tizio che mentre lavorava in un cantiere edile si trovò a salire e scendere da un edificio perchè intrappolato nel meccanismo che aveva ideato per trasportare dei mattoni: è tutto raccontato come un fatto di cronaca in un'email... o qualcosa del genere.
Hal Incandenza scrive un saggio sul post-moderno. Ecco il Wallace saggista che ho conosciuto con "Tennis, Tv, Trigonometria tornado e altre cose divertenti che non farò mai più". Qui parla della differenza tra due eroi di due telefilm diversi "Hawaii Five-o" e "Hill Street". Non starò di certo a sintetizzare quello che ho imparato.
Un altro saggio ma stavolta puro, senza contaminazioni letterarie, sulla videofonia (sul come comunichiamo), cioè sul perchè nel futuro non ha attecchito fino in fondo (e perciò, perchè nel presente attecchiscono le buffonate inutili...). Wallace ci spiega le tre cause. Interessante quando dice che gli individui a un certo punto per non parlarsi guardandosi avrebbero iniziato a usare delle maschere (aderenti al volto, aggiungo io) rendendo il tutto talmente ridicolo da accorgersene tardi.
Da pag. 179 a 185 c'è la vendita di urine da parte di Michael Mathew Pemulis e il suo collaboratore Mario Incandenza, che filma il tutto, ai tennisti juniores che devono fare il controllo semestrale o annuale non ricordo. Da leggere. È il pezzo che presenta ufficialmente Pemulis e in cui anche Hal ha una sua buona parte. Da rileggere.
Cazzo. "Jim non così Jim. Non è quello il modo di trattare la saracinesca di un garage..." è massiccio. Massiccio. È il monologo interiore di un padre al figlio undicenne (?) sulla vita, l'esistenza, il destino, i princìpi, il successo, l'insuccesso, l'ossessione di non fare della propria vita solo una promessa (di non morirci con l'essere promettente) ma di realizzarsi da subito, da ora, come scientifico iper auto-controllo e come individuo non influenzabile da eventi esterni ad esso, ad esempio il giudizio di una persona... L'insegnamento inizia dalla naturalezza dei movimenti del corpo di Marlon Brando (che saggio meraviglioso) e prosegue con questo "Figlio, sei un corpo, figlio" fino all'esempio personale. Jim è ovviamente il Lui in Persona, James O. Incandenza. Il finale è memorabile.
22 ott 2010
IJ || 164
Sono a pagina 164, un pò troppo avanti rispetto alle prime 100 che volevo iniziare a commentare.. ma ho proseguito perchè ancora non mi andava di scriverne e perchè di fatti non sapevo cosa scrivere.
Due giorni fa però mi sono trovato in trappola a dover dire di cosa tratta questo libro e la difficoltà di spiegarlo in tre battute si è presentata quando ho cercato di dare l'idea della sua complessità e diversità da altri romanzi. Non è che si può solo dire che consta di 1300 pagine, che ne vanta 200 (forse) di note, che perciò servono due segnalibri per tenerlo in ordine, e che "...l'autore si è suicidato due anni fa per depressione..". Non gli faccio fare una buona impressione.
Penso che a pag. 164 il libro non si sia ancora avviato come penso possa avviarsi: dopo un centinaio di pagine con pezzi ottimi, luminosi, lineari e altri "meno belli" o più complessi con storie malate o grottesche mi sembra che questo insieme di personaggi e storie presentate/suddivise per anni pubblicitari (il cui numero è stato comprato dalla pubblicità e sostituito col nome di un prodotto) sia ancora nella fase pre-introduttiva. All'inizio mi sono ritrovato con una prosa eccezionale, di quelle che insomma ti dispongono i neuroni in fila in un ordine piacevole e stimolante, e questo è un effetto della lettura del tutto esaltante perchè senti il tuo cervello funzionare in quell'ordine di pensieri anche dopo aver chiuso il libro; proseguendo ho dovuto fare i conti con i nomi tecnici dei medicinali, con ragazzini di nemmeno 14 anni che pensano e discutono come dei genietti (pensate anche voi come Hegel che la trascendenza sia assorbimento?) e nel complesso con il compito di capire perchè ero in quella storia e dove ero nella storia... Non so, devo inquadrarlo meglio, ma come dicevo una cosa è fare il punto dopo 100 pagine (quando ancora si è freschi d'inizio) e un'altra è averne altre 64 da non poter accantonare... Come vorrei ricomincaire a riscrivere questo post daccapo!
Parla di intrattenimento e dipendenza (lo copio dalla quarta di copertina), ma in che modo? In tanti modi e stili, con tanti personaggi, con tante situazioni e luoghi che sommariamente si possono dividere in: ragazzini dal grande cervello in un' Accademia del Tennis, drogati in cura o in cerca di una cura, assassini/terroristi su sedie a rotelle. A corredo di tutto questo c'è un'America Settentrionale geopoliticamente diversa da quella che conosciamo e un apparato tecnologico proiettato nel futuro (il teleputer è onnipresente con le sue cartucce-video). Il tennis non è uno sport ma un qualcosa di scientifico-agonistico che forma individui eccellenti.
Il problema grosso di questo libro è che l'unico modo per dirne qualcosa è commentarlo pezzo per pezzo (cioè capitolo per capitolo, anche se non esistono) giacchè ognuno apre su una storia in cui ci si trova caduti dentro; e poi ogni storia è staticissima poichè i dialoghi sono quasi inesistenti per gran parte di esse e perchè gli stessi personaggi non si spostano/muovono da dove sono. Non è precisamente come fare zapping tra i canali, ma farlo tra tempi diversi, episodi diversi che fluiscono indipendentemente gli uni dagli altri eppure tutti connessi in qualche modo. Ripeto: questo libro è una sfida, ogni sua minima parte è densissima perchè è un racconto, e David Foster Wallace con i racconti è un cazzo di Maestro.
Due giorni fa però mi sono trovato in trappola a dover dire di cosa tratta questo libro e la difficoltà di spiegarlo in tre battute si è presentata quando ho cercato di dare l'idea della sua complessità e diversità da altri romanzi. Non è che si può solo dire che consta di 1300 pagine, che ne vanta 200 (forse) di note, che perciò servono due segnalibri per tenerlo in ordine, e che "...l'autore si è suicidato due anni fa per depressione..". Non gli faccio fare una buona impressione.
Penso che a pag. 164 il libro non si sia ancora avviato come penso possa avviarsi: dopo un centinaio di pagine con pezzi ottimi, luminosi, lineari e altri "meno belli" o più complessi con storie malate o grottesche mi sembra che questo insieme di personaggi e storie presentate/suddivise per anni pubblicitari (il cui numero è stato comprato dalla pubblicità e sostituito col nome di un prodotto) sia ancora nella fase pre-introduttiva. All'inizio mi sono ritrovato con una prosa eccezionale, di quelle che insomma ti dispongono i neuroni in fila in un ordine piacevole e stimolante, e questo è un effetto della lettura del tutto esaltante perchè senti il tuo cervello funzionare in quell'ordine di pensieri anche dopo aver chiuso il libro; proseguendo ho dovuto fare i conti con i nomi tecnici dei medicinali, con ragazzini di nemmeno 14 anni che pensano e discutono come dei genietti (pensate anche voi come Hegel che la trascendenza sia assorbimento?) e nel complesso con il compito di capire perchè ero in quella storia e dove ero nella storia... Non so, devo inquadrarlo meglio, ma come dicevo una cosa è fare il punto dopo 100 pagine (quando ancora si è freschi d'inizio) e un'altra è averne altre 64 da non poter accantonare... Come vorrei ricomincaire a riscrivere questo post daccapo!
Parla di intrattenimento e dipendenza (lo copio dalla quarta di copertina), ma in che modo? In tanti modi e stili, con tanti personaggi, con tante situazioni e luoghi che sommariamente si possono dividere in: ragazzini dal grande cervello in un' Accademia del Tennis, drogati in cura o in cerca di una cura, assassini/terroristi su sedie a rotelle. A corredo di tutto questo c'è un'America Settentrionale geopoliticamente diversa da quella che conosciamo e un apparato tecnologico proiettato nel futuro (il teleputer è onnipresente con le sue cartucce-video). Il tennis non è uno sport ma un qualcosa di scientifico-agonistico che forma individui eccellenti.
Il problema grosso di questo libro è che l'unico modo per dirne qualcosa è commentarlo pezzo per pezzo (cioè capitolo per capitolo, anche se non esistono) giacchè ognuno apre su una storia in cui ci si trova caduti dentro; e poi ogni storia è staticissima poichè i dialoghi sono quasi inesistenti per gran parte di esse e perchè gli stessi personaggi non si spostano/muovono da dove sono. Non è precisamente come fare zapping tra i canali, ma farlo tra tempi diversi, episodi diversi che fluiscono indipendentemente gli uni dagli altri eppure tutti connessi in qualche modo. Ripeto: questo libro è una sfida, ogni sua minima parte è densissima perchè è un racconto, e David Foster Wallace con i racconti è un cazzo di Maestro.
10 ott 2010
10/10/10
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