G20 a Pittsburgh
Addio riforme radicali, solo aggiustamenti nell'agenda dei Grandi.
Pittsburgh è un modello: fu una delle metropoli più inquinate, oggi è la prova che si possono abbattere le emissioni di CO2.
i cinesi obiettano: Pittsburgh è pulita perchè la siderurgia l'avete lasciata a noi delocalizzandole industrie inquinanti.
La Merkel e Sarkozy hanno lottato con successo per i limiti alle gratifiche dei banchieri e dei loro spericolati trader. Ma difficilmente Berlino e Parigi costringeranno gli angloamericani a limiti rpecisi che vincolino i bonus agli utili su un periodo lungo.
Obama dirà cose rassicuranti e non per forza convincenti: come può ridurre un deficit che viaggia oltre il 10% del Pil e promettere agli americani che non aumenterà le tasse?
L' America s' impegna a ridurre i suoi debiti che furono tra le cause strutturali della crisi. Ma per compensare la fine del consumismo americano, altri devono diventare le locomotive di una ripresa che generi occupazione. La Cina stimoli i suoi consumi interni e importi di più. L' Europa faccia le riforme strutturali, inclusa una maggiore flessibilità dei mercati del lavoro. E tutti insieme rifuggano dal protezionismo, che ucciderebbe la crescita. Belle promesse che non costano molto, finché rimangono su un comunicato.
Al G20 di Londra in aprile ci fu l' impegno ad aumentare la pressione sugli Stati-reprobi che attirano i capitali degli evasori. Da allora c' è stato lo storico accordo tra il ministero di Giustizia americano e la Svizzera sul caso dell' Ubs.
Adesso il panico è passato, i poteri forti della finanza sono ringalluzziti, e fanno ostruzionismo contro riforme radicali.
Ma sono già tramontate le idee radicali, come il divieto di speculazione sulle materie prime o la Tobin-tax che prelevi un' imposta su tutte le transazioni finanziarie. Nessun processo alle agenzie di rating né alle authority di vigilanza. Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.
(rampini su repubblica)
Le quote di riduzione delle emissioni [di CO2] per ogni Paese nel periodo 2008-2012 erano state decise nel 2007. Il governo Prodi aveva proposto un tetto a 209 milioni di tonnellate, ma la Commissione aveva imposto un ulteriore taglio a 195,9 milioni di tonnellate, per rispettare l' obiettivo del 6,3 per cento assegnato all' Italia.
(bonanni su rep)
ONU contro il nucleare
Questo della battaglia per ridurre il nucleare è il primo dei 4 pilastri che a New York, nel primo discorso all' Assemblea generale, Barack Obama aveva elencato come i punti cardinali della sua politica. Gli altri sono la salvaguardia del pianeta, la protezione di pace e sicurezza e la costruzione di un' economia globale che aiuti i popoli. Per convincere gli altri 14 seduti intorno al tavolo ma soprattutto la sua opinione pubblica che potrebbe giudicarlo come un utopista-pacifista, Obama ha fatto una citazione a sorpresa: «La guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta», ha detto scegliendo le parole di quel grande maestro della comunicazione che fu Ronald Reagan. Obama cerca il disarmo nucleare globale, non per pacifismo ma per aiutare le altre partite politiche ed economiche che l' America gioca nel mondo.
(nigro su rep)
Scudo Fiscale
«Un condono è una scelta della politica, probabilmente discutibile ma delimitato. Ma estendere lo scudo a fattispecie gravi e penalmente rilevanti come la frode fiscale o il falso in bilancio significa rendere di fatto non più punibili reati che sono realmente offensivi verso la comunità perché lesivi di norme importanti. Significa equiparare chi ha commesso un atto illecito pesante a chi si è comportato correttamente. Questo noi, quali operatori sul campo che quotidianamente si misurano con questi problemi, non possiamo non farlo rilevare. Così come abbiamo parlato sull' immigrazione o sulle intercettazioni. In qualsiasi democrazia chi professionalmente gestisce una materia viene chiamato a partecipare almeno dialetticamente alla formazione di riforme che interessano questa materia.E non viene messo a tacere»
Però il governo dice che i procedimenti penali in corso non vengono toccati. «Ma un domani potranno avvalersi del beneficio tutti coloro che hanno riportato in Italia i capitali. Se gli si prospetterà la possibilità di finire sotto processo potranno esibire le fatture false e il condono e dire: vedete? Ho sanato la situazione. La verità è che già con le riforme del 2001 il falso in bilancio è stato fortemente depotenziato e i termini della prescrizione accorciati fino al punto di non lasciarci il tempo per indagini complesse e laboriose. Tanti processi importanti hanno perso efficacia. Io potrei parlarle di quello sul doping finanziario nel calcio. N on c' era bisogno di quest' ulteriore aiuto ai truffatori e ai falsificatori di bilanci»
(Luca Palmara Presidente associazione nazionale magistrati su rep)
26 set 2009
18 mag 2009
11 mag 2009
il protagonista è sto ragazzo che incontra persone
persone che parlano di teorie
di qualsiasi tipo
lui ascolta ma non capisce perchè queste persone parlano e perchè lui è lì ad ascoltare
soprattutto perchè sembra che tutti questi ragionamenti abbiano a che fare con la vita, l'esistenza, la verità...
i sogni..
la casualità
il destino..
tutte ste cose
pasta e patate
no pasta e patate no, ma quasi
cmq..
sto ragazzo più o meno all'inizio del film ha subito un incidente
+ che genere è?
e a quanto pare è morto
però francamente non si capisce granchè
genere?
nessun genere
21 apr 2009
Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno (1973)
Credevo fosse il primo film di Martin Scorsese in assoluto dopo il famoso corto "The Big Shave", invece è il terzo dopo "Chi sta bussando alla mia porta?" del 1969 e "America 1929 - Sterminateli senza pietà (Boxcar Bertha)" del 1972. Ma cmq è il primo esordio di De Niro in un suo film anche se in un ruolo di co-protagonista affianco ad Harvey Keitel. Dopo aver fatto le presentazioni passo al dunque: Mean Streets soffre lungo tutta la sua durata di un ritmo meno dinamico di quanto potrebbe essere, e questa è davvero l'unica pecca di un film che imposta personaggi, battute, temi e stile con sicurezza e passione. È la storia di un inferno in terra tra amici non ancora gangster (Michael) che passano le giornate nel bar di uno di loro (Tony) o in salette da biliardo tra debiti accumulati (Johnny Boy- De Niro) e con un'esistenza in tormentato equilibrio (Charlie-Keitel) tra la prospettiva dell'apertura di un ristorante e la relazione nascosta con la cugina di uno di loro. Le risse da bar per tutti i soldi ancora da restituire hanno ancora quella violenza scatenata da insofferenza per le regole della strada, sulle quali i personaggi iniziano adesso a bruciarsi; ma soprattutto quella violenza che proviene dalle radici culturali-spirituali in conflitto con un territorio da conquistare, e da una pace intima, familiare rincorsa e mai nemmeno sfiorata.
Little Italy e la festa di San Gennaro: le canzoni napoletane accompagnano gran parte delle scene con una presenza sgomitante che incornicia e penetra vicende che avvengono poco lontano dall'Empire State Building.
Scorsese gira questo film preoccupandosi solo di raccontare a se stesso il quartiere e i dissidi di un uomo di fede: non dà spiegazioni nè descrizioni, il suo stile permette allo spettatore di essere travolto da quella violenza.
I sogni dei gangster muoiono sempre all'alba. Da rivedere e da riparlarne.
Little Italy e la festa di San Gennaro: le canzoni napoletane accompagnano gran parte delle scene con una presenza sgomitante che incornicia e penetra vicende che avvengono poco lontano dall'Empire State Building.
Scorsese gira questo film preoccupandosi solo di raccontare a se stesso il quartiere e i dissidi di un uomo di fede: non dà spiegazioni nè descrizioni, il suo stile permette allo spettatore di essere travolto da quella violenza.
I sogni dei gangster muoiono sempre all'alba. Da rivedere e da riparlarne.
19 apr 2009
Ciao America (1968)
Nel 1968 De Palma fa questo film che in America intitola "Greetings" e in Italia qualcuno traduce con "Ciao America!" e che è forse meglio conosciuto da qualcuno per essere il primo film di Robert De Niro. In quell'anno il 28enne De Palma si merita un Orso d'Argento a Berlino con questo filmetto amatoriale di nemmeno un'ora e mezza sulla società americana in pieno arruolamento per il Vietnam, o almeno occupata a trovare il modo per non farsi spedire al fronte. I tre amici del film, presentati all'inizio con lunghi piani sequenza statici e dinamici, parlottano, ciarlano di metodi per evitare di essere presi e per (ri)prendere le ragazze. Non c'è molto da dire se non che questa apparente banalità enuncia rapidamente quello che sarà del regista: politica, ossessioni, voyerismo, sesso, metacinema...
Se lo stile è ancora lì da divenire c'è però molto riferimento alla nouvelle vague, e il gioco della provocazione e dello spettatore tirato in ballo quando si parla di una finestra e una donna all'interno che si spoglia, c'è tutto con ironia e in due occasioni anche con risate.
A guidare il film sono cmq certe situazioni, scenette a due personaggi, in appartamenti o all'aperto ripresi a mò di candid camera con angolazioni sempre alte o a grande distanza dai personaggi: De Palma segue l'ossessione e spia la paranoia di persone che si nascondono, che cercano di scrollarsi da dosso l'asfittico messaggio alla nazione di un Presidente più preoccupato di non stimolare l'autocritica della nazione e di salvaguardare invece l' immagine dei suoi valori., che altro. L' ossessione di un Paese come la ricerca della verità nell'assassinio di Kennedy, effettuata prima con ingrandimenti sgrananti alla BlowUp, e poi sul corpo nudo di una donna assonnata a mò di preliminari, ma anche la verità di un De Niro intellettualmente voyeur prima e militarmente voyeur dopo (col mirino del fucile), diventano pezzi da satira politica anche irresistibili.
Anche se all'inizio si fa un tanto di fatica a resistere alle riprese lunghe logorroiche, val la pena vederselo perchè la freschezza di un filmetto come questo verrà subito fuori.
Se lo stile è ancora lì da divenire c'è però molto riferimento alla nouvelle vague, e il gioco della provocazione e dello spettatore tirato in ballo quando si parla di una finestra e una donna all'interno che si spoglia, c'è tutto con ironia e in due occasioni anche con risate.
A guidare il film sono cmq certe situazioni, scenette a due personaggi, in appartamenti o all'aperto ripresi a mò di candid camera con angolazioni sempre alte o a grande distanza dai personaggi: De Palma segue l'ossessione e spia la paranoia di persone che si nascondono, che cercano di scrollarsi da dosso l'asfittico messaggio alla nazione di un Presidente più preoccupato di non stimolare l'autocritica della nazione e di salvaguardare invece l' immagine dei suoi valori., che altro. L' ossessione di un Paese come la ricerca della verità nell'assassinio di Kennedy, effettuata prima con ingrandimenti sgrananti alla BlowUp, e poi sul corpo nudo di una donna assonnata a mò di preliminari, ma anche la verità di un De Niro intellettualmente voyeur prima e militarmente voyeur dopo (col mirino del fucile), diventano pezzi da satira politica anche irresistibili.
Anche se all'inizio si fa un tanto di fatica a resistere alle riprese lunghe logorroiche, val la pena vederselo perchè la freschezza di un filmetto come questo verrà subito fuori.
11 mar 2009
Punge. L'acqua della doccia è affilata, trafigge gli occhi perchè sottile e diretta, forte, come frammenti di vetro che provengono da ogni direzione. Se arriva negli occhi pungendo non è perchè scende pesante dall'alto, ma perchè ha già colpito il corpo ferendolo in un altro modo, facendolo inginocchiare. Gli occhi sono colpiti dal punto di fuga della tortura, l'unico e nessun altro.
(mai pericolosa quanto questa però!)
5 mar 2009
io la conoscevo bene
Faccio i conti con i capolavori del cinema italiano ancora sconosciuti e mi trovo a pensarne male. Deprimente il film ma affascinante la protagonista, con Io la conoscevo bene di Antonio Petrangeli (1965) mi sembra di ritornare alla prima visione del primo film di Bellocchio I pugni in tasca: non lo rivedo da molto tempo ma ricordo bene il malessere che mi lasciò addosso quella famiglia disturbata da rabbia e malattia.
La protagonista, in questo di Pietrangeli, è una ragazza di provincia senza alcun desiderio, obiettivo nè principio.Vive la successione degli incontri con uomini intellettuali o di spettacolo con una sorta di felicità infantile, o meglio di una soddisfazione ingenua, per entrare nell'ambiente del cinema e della pubblicità. È un film desolato quando mostra il contatto fisico tra la protagonista e i tanti personaggi maschili, e illuminato dall'indefinibile bellezza di Stefania Sandrelli quando la macchina da presa le si avvicina toccandole continuamente il corpo, sempre apparentemente puro sotto i vestiti quanto violentato dal continuo cambio in ogni sequenza. Per raccontare questa vuota esistenza Pietrangeli non fa che basarsi su una sceneggiatura (credo) da paura ma anche sull'abilità non nascosta nel costruire piani sequenza e nel posizionare la macchina da presa in posti a volte sorprendenti. A me non hanno convinto la continua frammentazione della narrazione in sequenze che si succedono senza la minima intenzione di dare continuità, che si concludono quasi sempre allo stesso modo, i flashback piuttosto grezzi, e la colonna sonora (non i pezzi di Piero Piccioni) che non mi sembra poi così curata come forse vorrebbe. Starò esagerando ma al montaggio avrebbero potuto accorciare un pò qualche scena (di quanti secondi ti va bene?).
Non so, da una parte questo film spazza via tante ipocrisie che altri dell'epoca invece affrontano con gusto, propone una visione del Paese inconciliabile con quella fissata maggiormente nell'immaginario collettivo perchè cruda, eppure è forse l'amarezza appassionata dello stile di Pietrangeli a non avermi parlato di capolavoro.
_non sono l'unico ad aver pensato per un attimo a berlusconi quando ho visto il personaggio interpretato da Enrico Maria Salerno. stesso modo di comportarsi, se non l'apprezza lui..
La protagonista, in questo di Pietrangeli, è una ragazza di provincia senza alcun desiderio, obiettivo nè principio.Vive la successione degli incontri con uomini intellettuali o di spettacolo con una sorta di felicità infantile, o meglio di una soddisfazione ingenua, per entrare nell'ambiente del cinema e della pubblicità. È un film desolato quando mostra il contatto fisico tra la protagonista e i tanti personaggi maschili, e illuminato dall'indefinibile bellezza di Stefania Sandrelli quando la macchina da presa le si avvicina toccandole continuamente il corpo, sempre apparentemente puro sotto i vestiti quanto violentato dal continuo cambio in ogni sequenza. Per raccontare questa vuota esistenza Pietrangeli non fa che basarsi su una sceneggiatura (credo) da paura ma anche sull'abilità non nascosta nel costruire piani sequenza e nel posizionare la macchina da presa in posti a volte sorprendenti. A me non hanno convinto la continua frammentazione della narrazione in sequenze che si succedono senza la minima intenzione di dare continuità, che si concludono quasi sempre allo stesso modo, i flashback piuttosto grezzi, e la colonna sonora (non i pezzi di Piero Piccioni) che non mi sembra poi così curata come forse vorrebbe. Starò esagerando ma al montaggio avrebbero potuto accorciare un pò qualche scena (di quanti secondi ti va bene?).
Non so, da una parte questo film spazza via tante ipocrisie che altri dell'epoca invece affrontano con gusto, propone una visione del Paese inconciliabile con quella fissata maggiormente nell'immaginario collettivo perchè cruda, eppure è forse l'amarezza appassionata dello stile di Pietrangeli a non avermi parlato di capolavoro.
_non sono l'unico ad aver pensato per un attimo a berlusconi quando ho visto il personaggio interpretato da Enrico Maria Salerno. stesso modo di comportarsi, se non l'apprezza lui..
Iscriviti a:
Post (Atom)