26 set 2015

A tutti interessa il corpo e solo quello, andiamo..!


Il corpo delle cose, avvicinarcisi così tanto da…..   mi sa che si tratta dell’aver paura di sentire il fiato delle cose vicinissime, perché… insomma, si sa che respirano!


__in lettura: i diari di Tarkovskij

°  di una donna dal viso non del tutto (per me) piacevole, le gambe possono sempre salvarsi.
le gambe sono sempre (ecco, stabilisco questa legge dell'universo) belle, non tradiscono mai, ci sono. hanno una espressività minore rispetto al volto ma proprio per questa loro minore §, non sono mai malvage.
Ci sarebbe da scrivere un saggio lunghissimo sulle gambe delle donne, sarebbe infinito, ed è inconcepibile. Le gambe sono oltre.

°  sto leggendo i diari di Tarkovksij e devo dire che stanno sortendo un loro effetto su di me.
Prima di tutto, ho aperto questo nuovo post.
Secondo: in generale mi stanno un pò stimolando..... sembra che sia un discreto fertilizzante il poter entrare nell'emotività altrui in questo modo. Sta facendo un pò da aratro al terreno mentale.   Un movimento che scomparirà rapidamente, credo.

Tarkovskij era del tutto vessato dal dover restituire i continui debiti; per circa due anni e mezzo ha avuto la sua casa nel bosco sempre in costruzione, e quando poteva andava lì e trovava la sua pace; aveva un mucchio di sceneggiature che proponeva e che gli venivano rifiutate; aveva in generale molte idee che non trovavano sostegno; per farla brevemente, era (usando un termine molto attuale) praticamente vittima di mobbing del sistema cinematografico sovietico. Per anni, infatti, lamenta che non gli distribuisscono adeguatamente il suo film "Lo Specchio" nelle sale di prima categoria, lasciandolo solo a quelle di seconda (di numero molto minore sul territorio russo), mentre all'estero, cioè in ogni Paese, era ritenuto un grandissimo film. Nei suoi diari riporta, sfogandosi, quasi esclusivamente le sue enormi difficoltà a lavorare. Aveva una gran voglia di lavorare perchè era convinto che dovesse usare il talento che aveva, ma non gli rendevano la vita facile.
Essendo delle confessioni personali, questi fatti sono riportati solo ovviamente dal suo punto di vista. Dove fosse la verità e dove iniziasse una sua, diciamo, "predisposizione a restare sofferente", beh questo non so proprio dirlo.
È stato (ed è davvero strano e triste non usare il tempo presente) un regista enorme, anzi il più grande. E lo dico senza appoggiarmi affatto alla famosa affermazione di stima e ammirazione che ne aveva Ingmar Bergman (che in quel modo ha perciò sottratto a chi lo pensa veramente una certa forza d'entusiasmo... forse).
Ma anche se si fosse "tirato" un tantino troppo l'immagine dell'artista-genio sofferente (e lui non si definiva affatto un artista romantico, dunque alla maniera occidentale), l'avrà fatto perchè sentiva di essere così. È una considerazione però un pò più complicata da argomentare. Per ora, per me, non è tanto importante capire la psicologia della persona Tarkovskij, e perciò capire attraverso un inquadramento di questo tipo il valore del pensiero nei suoi film. Non serve e non mi piace starci sopra.  I suoi film sono già tutto.
Questi diari sono interessanti per entrare nei tempi tra un film e l'altro, per conoscere come concepiva, da quali stimoli, i suoi progetti: la scelta dei titoli, le collaborazioni sempre purtroppo variabili, le storie che avrebbe potuto raccontare, le letture che approfondiva o che affrontava per la prima volta...
A tratti si trovano delle proto-riflessioni sulla vita, l'esistenza, l'arte, il cinema, che poi sono state sviluppate al meglio nel saggio teorico "Scolpire il Tempo". Ci sono poi dei punti in cui, al di là delle numerose pessime opinioni che aveva degli artisti che lavoravano con lui (sia per quanto riguardava il valore del loro lavoro, sia per l'etica lavorativa) e dei suoi colleghi registi sovietici, al di là di questo ci sono momenti in cui confessa i suoi difetti e si propone di cambiare vita, di lasciare tutto e andare a vivere nella sua casa nella natura. Questi punti non li considero di psicologia pelosa, perchè, insomma, è piuttosto comune pensare di allontanarsi dallo stress lavorativo per stare meglio.

A partire da una vita decisamente logorata, ha creato per il cinema dei film immensi...

L'impressione generale che ho da questa lettura è di sicuro qualcosa di vitale che risalta da pensieri svelti, chiari, non pedanti, non noiosi....

20 set 2015

odori

nell'aria l'odore intenso di camino acceso

il fresco delle lenzuola lavate e appese ai due fili sul terrazzino, di mattina quando non c'era ancora il sole  (mia nonna doveva salire su un basso rialzo tremolante di vecchio legno per poter arrivare a mettere le mollette)

il cloro di una piscina

delle castagne nel forno a gas

13 set 2015

Tracce


dovrebbero essere rimaste le tracce. Ma dove sono?

le cancello poco dopo averle formate
per non essere trovato dalla veritA'.

la verità....  :)  ma chi la conosce sta verità!
                                    
                                            non la posso di certo enunciare io
                                                     se non voglio conoscerla

se lo facessi, e il più delle volte lo faccio, sarebbe    a u t o c o m m i s e r a r m i

.....             ..            mi sta cancellando



Le tracce non si fanno da sole, non è che passo e le lascio.  che poi: io non voglio vederle, e gli altri chissà cosa capiscono se le vedono opache e solo a tratti distinte.



perchè sto dando un'altra direzione ai pensieri?         perchè li spingo per farli girare attorno al loro asse finchè cadranno per giramento di testa?    
la spinta sono il "perchè" e il "come"

              e allora:          -----             -----


che fatica

no
           -                                                                                                                                          -
                                               
                                  


                                    non voglio che le cose mutino in un istante
                                    voglio che durino e che io resti nella durata della sopportazione                                                                                                                                     dell'insopporatabile



no       attento, è l'inganno                                                                                                     ....        ..


Continuano a girare i pensieri          il come si rigenera

l'illusione è sempre un credere che si tratti di un movimento circolare, un loop perpetuo che tende fino allo sfinimento fisico definitivo                         quando invece si tratta di una spirale



(c'è una lotta con le bombe)
(REsistere con le bombe)






 Tracce
è una spirale eh   =  le tracce non possono che essercI



le tracce ci sono    ma    non voglio credere nell'  Istante
che le cose mutino in un istante

    ma...       è liberatorio    e lo sentO

                                                        
                                                         
è assolutamente incredibile che mi tenga in TUTTO questo movimento inutile di pensieri
guidare in retromarcia
la cosa più incredibilE che possa esistere

Fermo il funzionamento

mi oppongO al giro dei pensieri



                                                                                                         
                                                                                                                          MI oppongO





afferma

cosa ho fatto di buono?
cosa mi è capitato di buono?

l'affermazione è istantanea



Afferma







11 set 2015

scuse

giustificazioni.    autoassoluzioni.    tentativi di averla passata liscia o almeno con minime conseguenze tendenti allo zero.      per poi ricominciare.


ma quali scuse??   .......
ma quale motivo superiore pensi che ci siA?
non passi inosservato, niente affatto.
presentarsi con delle giustificazioni che già so essere deboli è patetico!

non c'è altrO.   quello che vedo è, e basta.
tutto è già come si presenta, è un "tutto qua", è un unico "e basta" scritto ovunque.

e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e absta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta

l' "e basta" è lì che mi aspetta: non ti ha mai sfiorato l'idea che l'attesa, la speranza, l'altrui segno, non sia un mio stato, ma piuttosto di quello che esiste già??
Sta lì già da un pezzo che mi aspetta con l'orologio alla mano e con un sorriso, perchè pensa "vedi questo quanto si dà da soffrire, da girare intorno, mentre io sono qui e non mi muovo minimamente. Sono io che dovrei essere sofferente perchè non arrivi, non tu che ti contorci in giustificazioni che non si rappresentano affatto, ma che per un tuo motivo malato ti dai da fare perchè ti rappresentino".

io, tu.... qui si scambiano, perchè tanto.. cosa conta?

premesso che parole come "rassegnazione", "accettazione" hanno per me a che fare col considerare che esista qualcos'altro più di me, non intendo usarle.

dunque,
davvero:  non c'è L' altrO.   dunque non c'è manco un qualcosa che aspetta.
quest'esigenza di concepire motivi che frenano, arrestano, impediscono  (perchè è questo di cui parlo) è precisamente la necessita di creare. Solo che invece di creare, richiamO.

è il desiderio che richiama sè stesso, aggrappandosi solamente a l'unica cosa che può crearlo e soprattutto non esaurirlo.

Pienamente:  non c'è L' altrO
Vacuamente: non deve esserci L' altrO

è l'ossessione del "deve" che brucia sempre.   è l'idea del dover essere solo idea, una costruzione perfetta in cui porsi come spettatore unico.
Una vaga, blanda e miserevole imitazione del "tutto qua", dell' "e basta" già esistente e costituito che per definizione non ha bisogno di altro. Tutte ste imitazioni personali sono vanità. Una creazione che non è nemmeno un'imitazione perchè naturalmente ciecA.  cosa ha da vedere? cosa pretende di vedere e vedere di non vedere??

giustificazioni:   come vivere nel piacere dell'ombra,   quella silhouette sulla strada come riflesso di uno specchio negativo sopportabile.

Accecati davvero!    Non vedere! perchè non c'è niente da vedere!
Non esistono progetti per il futuro per questo e in questo disorientamento che si autogiustifica, si autoassolve

Accecarmi di cecità


(perchè tanto è già così...                    mio dio. è già così....                              è terribile              

10 set 2015

esiste contatto umano sulla Terra?

è sempre la stessa galleria scavata nel terreno.   la scavi come uno di quegli animali che vivono in una tana lì sotto, ma la galleria non regge per sempre e così ti crolla quasi tutta o solo per dei pezzi, cosìcchè sei costretto a riscavare il percorso.

La metafora è questa: non c'è luce, c'è solo da tenere aperto il tunnel per percorrerlo.

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ma cmq le metafore mi danno una patologia dermatologica, ad eziologia variabile, caratterizzata dall'improvvisa comparsa di un'eruzione cutanea, più o meno pruriginosa, la cui lesione elementare è il pomfo. Cioè mi danno l'orticaria.

Più spesso, al posto dell'album delle metafore, dovrei usare il vocabolario: più chiaro e preciso.
La scienza non offre analogie, non gioca con diletto mentale tentando un illusorio equilibrio sulla linea della con-fusione tra questo e quell'altro.
Ma come si fa a mettere la propria vita in chiaro, a definirla con un linguaggio che non sia esso stesso caos??
Non parliamo il linguaggio della scienza! Purtroppo (?) anche se ne siamo pienamente invischiati.


Mi sta così sulle palle il volto di Catherine Deneuve che non so quale scienza ci sia a disposizione per spiegare questo fastidio per quella sua mandibola orrenda.