23 gen 2015

Hungry hearts, di Saverio Costanzo (2014)

*************** sono entrato in sala circa 7-10 minuti dopo l'inizio del film per aver letto male l'orario di inizio, ma penso di non essermi perso granchè (o forse si: pare che ci sia l'unica scena simpatica)
A parte questa premessa di onestà intellettuale, a distanza di due giorni, riguardo quest'ultimo di Saverio Costanzo (altra premessa: non ho visto nessuno dei suoi precedenti) mi viene da scrivere solo le briciole che mi sono rimaste in mente, cioè pochissimo.. meglio così. [erano briciole, sono diventate un malloppo di mollica cruda]

La maternità. Dunque: sembra che per Mina (Alba Rohrwacher) già l'attesa del figlio sia un trauma. Ora, non so se in termini psicanaqualcosa sia esatto scomodare il concetto di "trauma", ma come si spiega l'apprensione esagerata, direi estrema, per un figlio che non è ancora nato e che si cerca in tutti i modi di non farlo contaminare dal mondo? Che tipo di amore è quello che la porta a togliere al bambino il cibo proteico, la luce, l'aria del mondo esterno, le onde elettromagnetiche (!), le visite pediatriche e ancor prima un completo esame ecografico, un necessario parto cesareo, e via dicendo...? Il bambino non cresce, lei diventa sempre più magra, avverte un forte senso di stanchezza, mai un sorriso, parla pochissimo. È evidente che nella sua mente tutto porta alla lenta eliminazione propria e del figlio per soffocamento della vita, sempre che ci sia stata la vita. I tratti di questa storia angosciante non hanno a che fare con lo sfogo emotivo, nemmeno con un'escalation del dramma: in quanto dramma psicologico il malessere o lento avvelenamento è qualcosa di non dichiarato, accettato, silenzioso. Le decisioni di Mina trovano fino ad un certo punto una via libera  nel comportamento amorevole del marito Jude (Adam Driver) che è appunto accondiscendente, comprensivo, paziente, ma anche incastrato nella tela della moglie, una malattia di cui è perciò in fin dei conti complice. Anche se "complice", Jude si trova ad un tratto ad approfittare della stanchezza della moglie per uscire con il figlio e dargli da mangiare della carne, cioè qualcosa che non appartenga ad una dieta vegana attuata da autodidatta.
Dunque..... "Cuori Affamati", che però non si nutrono o non si sono mai nutriti dell'amore che fa crescere, in primis il corpo del bambino.
Come finirà questo film? Verso la fine, quando ha ottenuto di vivere da sola col figlio, sembra che abbia superato la fase dell'ossessione poichè la si vede andare in spiaggia ed esporlo perciò alla luce del sole: ho i miei dubbi però che ci sia stata della consapevolezza. È vero che con questa scena si affaccia l'impressione che quel periodo di attenzione per l'alimentazione fosse limitato, con quell'intensità, ai primi mesi del neonato, che insomma fosse un comportamento giusto e non giudicabile; ma alla fine lo stile del film, una visione distorta (i fish eye che in una certa scena allargano tantissimo quegli spazi stretti) e documentaristica, in un'atmosfera fredda ma non del tutto glaciale, punta a farci sentire del tutto scomodi, comprensivi ma anche arrabbiati e fortemente tristi. Il bene profuso con tale apprensione per me è in fondo un atto disperato verso qualcosa di cui non si riesce a sbarazzarsi, un conflitto continuo tra il tenere e il rifiutare qualcosa di irreversibile come la nascita di un figlio. Insomma: sarà pure un modo personalissimo di amare, ma quel modo ha messo in pericolo di vita un piccolo essere che nel film non vediamo mai nemmeno piangere o emettere versetti.
Esco dalla sala con la tristezza di chi ha visto una situazione molto difficile dove amore e malattia non dovrebbero essere così coincidenti fino alla pazzia.


Non ho scritto della madre di Jude...... che avrà un ruolo determinante perchè l'unica nella famiglia (anche se tenuta a distanza) che porta lucidità senza essere invadente, e che alla fine risolverà la situazione con un personale sacrificio (un atto d'amore che è opposto a quello di Mina). Ma tant'è...
Non ho detto niente nemmeno del sogno ricorrente di Mina che avrà qualcosa di premonitore. Ma tant'è.. il tempo non è poi così abbondante come credo.