17 nov 2015

Dunque facciamo un pò di ordine:

- è guerra... e dunque..
- vi si entra in sostegno della Francia?
- l'ONU che dice? che fa?
- se capitasse in Italia una strage, ci regoleremmo intervenendo concretamente?
- Unione Europea, ci sei? Decidi qualcosa? Ce l'hai un'idea su come vorresti vedere la regione siriana?
- come intendono comportarsi con i Paesi finanziatori dei terroristi?
- chi sono i produttori di armi?
- cosa dice il Corano per sommi capi?
- cosa dicono i musulmani? chi ha fatto dichiarazioni per dissociarsi dai terroristi? con quali parole?
- quanto ne sappiamo individualmente di ciò che accade in Siria e Iraq?
- sappiamo tutti da cosa ha origine questo terrorismo?
- in quanti sanno come è strutturato il gruppo terroristico? come affiliano i combattenti, come li addestrano, con quali precise idee?
- dopo quante stragi si inizierà collettivamente a considerare il "contrasto" al terrorismo come un pensiero-preoccupazione quasi quotidiana?
- quand'è insomma che i fiori, gli inni, e le magliette saranno finalmente messe da parte come cordoglio ormai superato, metabolizzato?
- quand'è che i cittadini dei vari Paesi europei spingeranno a voce alta i governanti a fare davvero qualcosa?

18 ott 2015

si dovrebbe tutti nascere e crescere per i primi anni in una casa con attorno le cose naturali.
poi da una certa età si potrà passare alla città.

perchè, insomma, mi chiedo: a che serve che io nasca in una metropoli? posso mai io a 5 anni contribuire produttivamente, lavorativamente a me stesso e alla società? no. e allora a che mi serve essere già immerso in quei beni e servizi che mi fanno solo fare un salto enorme dal naturale al costruito?
La risposta è:
perchè tu devi contribuire a mandare avanti il mondo a partire da quello che è stato raggiunto e la migliore strategia è farti crescere in quello che abbiamo già ottenuto in modo che il salto tu lo faccia fare a tutto il nostro sistema, che non deve essere messo in discussione ogni volta da ogni (o quasi) generazione. Per migliorare quello che esiste già, devi conoscerlo meglio di noi, e il modo migliore è nascerci con, nascerci dentro. Fidati del sistema.

Si dà già un'enorme fondamentale importanza all'ambiente: devi adattarti, si dice, no?
All'ambiente sbagliato però.





La questione è chiusa.
Quello che ho scritto è un'osservazione erronea perchè dagli errori non si impara se non pochissimo.
E se non dagli errori allora da cosa si impara?
Forse si sta imparando dagli errori sbagliati.

Imparare.... mah...  nei limiti di quello che può la volontà di ognuno, semmai.
La volontà può a partire da quello che pensa di avere e di volere. E ciò dipende dall'ambiente in cui si trova. E poichè vive-vede solo quello, pensa di poter volere solo qualcosa di simile.

"pensa di"... come se le cose stessero in verità in un altro modo...

Dal momento in cui si è più consapevoli (cioè, si ha acquisito altri strumenti) non si è fatto che erigere un miglior sistema di difesa. Da cosa?

Miliardi di persone si difendono da ogni minuto che passa, affinchè ogni minuto non passi in miliardi di mani che non sono le proprie.

È una tale massima soddisfazione avere o essere per sè e a partire da sè!

Ma da quanta e quale parte di sè stessi si guadagna sè stessi??
Non a partire da tutto sè stessi ci si forma, ci si crea, e via così...

half self-made man, insomma.

l'altra metà è sparsa qui e là....  
sarà mica quella da cui ci si difende??

la vogliamo e ce ne difendiamo, che cosa strana...

05 ott 2015

saper porre la domanda

26 set 2015

A tutti interessa il corpo e solo quello, andiamo..!


Il corpo delle cose, avvicinarcisi così tanto da…..   mi sa che si tratta dell’aver paura di sentire il fiato delle cose vicinissime, perché… insomma, si sa che respirano!


__in lettura: i diari di Tarkovskij

°  di una donna dal viso non del tutto (per me) piacevole, le gambe possono sempre salvarsi.
le gambe sono sempre (ecco, stabilisco questa legge dell'universo) belle, non tradiscono mai, ci sono. hanno una espressività minore rispetto al volto ma proprio per questa loro minore §, non sono mai malvage.
Ci sarebbe da scrivere un saggio lunghissimo sulle gambe delle donne, sarebbe infinito, ed è inconcepibile. Le gambe sono oltre.

°  sto leggendo i diari di Tarkovksij e devo dire che stanno sortendo un loro effetto su di me.
Prima di tutto, ho aperto questo nuovo post.
Secondo: in generale mi stanno un pò stimolando..... sembra che sia un discreto fertilizzante il poter entrare nell'emotività altrui in questo modo. Sta facendo un pò da aratro al terreno mentale.   Un movimento che scomparirà rapidamente, credo.

Tarkovskij era del tutto vessato dal dover restituire i continui debiti; per circa due anni e mezzo ha avuto la sua casa nel bosco sempre in costruzione, e quando poteva andava lì e trovava la sua pace; aveva un mucchio di sceneggiature che proponeva e che gli venivano rifiutate; aveva in generale molte idee che non trovavano sostegno; per farla brevemente, era (usando un termine molto attuale) praticamente vittima di mobbing del sistema cinematografico sovietico. Per anni, infatti, lamenta che non gli distribuisscono adeguatamente il suo film "Lo Specchio" nelle sale di prima categoria, lasciandolo solo a quelle di seconda (di numero molto minore sul territorio russo), mentre all'estero, cioè in ogni Paese, era ritenuto un grandissimo film. Nei suoi diari riporta, sfogandosi, quasi esclusivamente le sue enormi difficoltà a lavorare. Aveva una gran voglia di lavorare perchè era convinto che dovesse usare il talento che aveva, ma non gli rendevano la vita facile.
Essendo delle confessioni personali, questi fatti sono riportati solo ovviamente dal suo punto di vista. Dove fosse la verità e dove iniziasse una sua, diciamo, "predisposizione a restare sofferente", beh questo non so proprio dirlo.
È stato (ed è davvero strano e triste non usare il tempo presente) un regista enorme, anzi il più grande. E lo dico senza appoggiarmi affatto alla famosa affermazione di stima e ammirazione che ne aveva Ingmar Bergman (che in quel modo ha perciò sottratto a chi lo pensa veramente una certa forza d'entusiasmo... forse).
Ma anche se si fosse "tirato" un tantino troppo l'immagine dell'artista-genio sofferente (e lui non si definiva affatto un artista romantico, dunque alla maniera occidentale), l'avrà fatto perchè sentiva di essere così. È una considerazione però un pò più complicata da argomentare. Per ora, per me, non è tanto importante capire la psicologia della persona Tarkovskij, e perciò capire attraverso un inquadramento di questo tipo il valore del pensiero nei suoi film. Non serve e non mi piace starci sopra.  I suoi film sono già tutto.
Questi diari sono interessanti per entrare nei tempi tra un film e l'altro, per conoscere come concepiva, da quali stimoli, i suoi progetti: la scelta dei titoli, le collaborazioni sempre purtroppo variabili, le storie che avrebbe potuto raccontare, le letture che approfondiva o che affrontava per la prima volta...
A tratti si trovano delle proto-riflessioni sulla vita, l'esistenza, l'arte, il cinema, che poi sono state sviluppate al meglio nel saggio teorico "Scolpire il Tempo". Ci sono poi dei punti in cui, al di là delle numerose pessime opinioni che aveva degli artisti che lavoravano con lui (sia per quanto riguardava il valore del loro lavoro, sia per l'etica lavorativa) e dei suoi colleghi registi sovietici, al di là di questo ci sono momenti in cui confessa i suoi difetti e si propone di cambiare vita, di lasciare tutto e andare a vivere nella sua casa nella natura. Questi punti non li considero di psicologia pelosa, perchè, insomma, è piuttosto comune pensare di allontanarsi dallo stress lavorativo per stare meglio.

A partire da una vita decisamente logorata, ha creato per il cinema dei film immensi...

L'impressione generale che ho da questa lettura è di sicuro qualcosa di vitale che risalta da pensieri svelti, chiari, non pedanti, non noiosi....

20 set 2015

odori

nell'aria l'odore intenso di camino acceso

il fresco delle lenzuola lavate e appese ai due fili sul terrazzino, di mattina quando non c'era ancora il sole  (mia nonna doveva salire su un basso rialzo tremolante di vecchio legno per poter arrivare a mettere le mollette)

il cloro di una piscina

delle castagne nel forno a gas

13 set 2015

Tracce


dovrebbero essere rimaste le tracce. Ma dove sono?

le cancello poco dopo averle formate
per non essere trovato dalla veritA'.

la verità....  :)  ma chi la conosce sta verità!
                                    
                                            non la posso di certo enunciare io
                                                     se non voglio conoscerla

se lo facessi, e il più delle volte lo faccio, sarebbe    a u t o c o m m i s e r a r m i

.....             ..            mi sta cancellando



Le tracce non si fanno da sole, non è che passo e le lascio.  che poi: io non voglio vederle, e gli altri chissà cosa capiscono se le vedono opache e solo a tratti distinte.



perchè sto dando un'altra direzione ai pensieri?         perchè li spingo per farli girare attorno al loro asse finchè cadranno per giramento di testa?    
la spinta sono il "perchè" e il "come"

              e allora:          -----             -----


che fatica

no
           -                                                                                                                                          -
                                               
                                  


                                    non voglio che le cose mutino in un istante
                                    voglio che durino e che io resti nella durata della sopportazione                                                                                                                                     dell'insopporatabile



no       attento, è l'inganno                                                                                                     ....        ..


Continuano a girare i pensieri          il come si rigenera

l'illusione è sempre un credere che si tratti di un movimento circolare, un loop perpetuo che tende fino allo sfinimento fisico definitivo                         quando invece si tratta di una spirale



(c'è una lotta con le bombe)
(REsistere con le bombe)






 Tracce
è una spirale eh   =  le tracce non possono che essercI



le tracce ci sono    ma    non voglio credere nell'  Istante
che le cose mutino in un istante

    ma...       è liberatorio    e lo sentO

                                                        
                                                         
è assolutamente incredibile che mi tenga in TUTTO questo movimento inutile di pensieri
guidare in retromarcia
la cosa più incredibilE che possa esistere

Fermo il funzionamento

mi oppongO al giro dei pensieri



                                                                                                         
                                                                                                                          MI oppongO





afferma

cosa ho fatto di buono?
cosa mi è capitato di buono?

l'affermazione è istantanea



Afferma







11 set 2015

scuse

giustificazioni.    autoassoluzioni.    tentativi di averla passata liscia o almeno con minime conseguenze tendenti allo zero.      per poi ricominciare.


ma quali scuse??   .......
ma quale motivo superiore pensi che ci siA?
non passi inosservato, niente affatto.
presentarsi con delle giustificazioni che già so essere deboli è patetico!

non c'è altrO.   quello che vedo è, e basta.
tutto è già come si presenta, è un "tutto qua", è un unico "e basta" scritto ovunque.

e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e absta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta e basta

l' "e basta" è lì che mi aspetta: non ti ha mai sfiorato l'idea che l'attesa, la speranza, l'altrui segno, non sia un mio stato, ma piuttosto di quello che esiste già??
Sta lì già da un pezzo che mi aspetta con l'orologio alla mano e con un sorriso, perchè pensa "vedi questo quanto si dà da soffrire, da girare intorno, mentre io sono qui e non mi muovo minimamente. Sono io che dovrei essere sofferente perchè non arrivi, non tu che ti contorci in giustificazioni che non si rappresentano affatto, ma che per un tuo motivo malato ti dai da fare perchè ti rappresentino".

io, tu.... qui si scambiano, perchè tanto.. cosa conta?

premesso che parole come "rassegnazione", "accettazione" hanno per me a che fare col considerare che esista qualcos'altro più di me, non intendo usarle.

dunque,
davvero:  non c'è L' altrO.   dunque non c'è manco un qualcosa che aspetta.
quest'esigenza di concepire motivi che frenano, arrestano, impediscono  (perchè è questo di cui parlo) è precisamente la necessita di creare. Solo che invece di creare, richiamO.

è il desiderio che richiama sè stesso, aggrappandosi solamente a l'unica cosa che può crearlo e soprattutto non esaurirlo.

Pienamente:  non c'è L' altrO
Vacuamente: non deve esserci L' altrO

è l'ossessione del "deve" che brucia sempre.   è l'idea del dover essere solo idea, una costruzione perfetta in cui porsi come spettatore unico.
Una vaga, blanda e miserevole imitazione del "tutto qua", dell' "e basta" già esistente e costituito che per definizione non ha bisogno di altro. Tutte ste imitazioni personali sono vanità. Una creazione che non è nemmeno un'imitazione perchè naturalmente ciecA.  cosa ha da vedere? cosa pretende di vedere e vedere di non vedere??

giustificazioni:   come vivere nel piacere dell'ombra,   quella silhouette sulla strada come riflesso di uno specchio negativo sopportabile.

Accecati davvero!    Non vedere! perchè non c'è niente da vedere!
Non esistono progetti per il futuro per questo e in questo disorientamento che si autogiustifica, si autoassolve

Accecarmi di cecità


(perchè tanto è già così...                    mio dio. è già così....                              è terribile              

10 set 2015

esiste contatto umano sulla Terra?

è sempre la stessa galleria scavata nel terreno.   la scavi come uno di quegli animali che vivono in una tana lì sotto, ma la galleria non regge per sempre e così ti crolla quasi tutta o solo per dei pezzi, cosìcchè sei costretto a riscavare il percorso.

La metafora è questa: non c'è luce, c'è solo da tenere aperto il tunnel per percorrerlo.

----

ma cmq le metafore mi danno una patologia dermatologica, ad eziologia variabile, caratterizzata dall'improvvisa comparsa di un'eruzione cutanea, più o meno pruriginosa, la cui lesione elementare è il pomfo. Cioè mi danno l'orticaria.

Più spesso, al posto dell'album delle metafore, dovrei usare il vocabolario: più chiaro e preciso.
La scienza non offre analogie, non gioca con diletto mentale tentando un illusorio equilibrio sulla linea della con-fusione tra questo e quell'altro.
Ma come si fa a mettere la propria vita in chiaro, a definirla con un linguaggio che non sia esso stesso caos??
Non parliamo il linguaggio della scienza! Purtroppo (?) anche se ne siamo pienamente invischiati.


Mi sta così sulle palle il volto di Catherine Deneuve che non so quale scienza ci sia a disposizione per spiegare questo fastidio per quella sua mandibola orrenda.


23 gen 2015

Hungry hearts, di Saverio Costanzo (2014)

*************** sono entrato in sala circa 7-10 minuti dopo l'inizio del film per aver letto male l'orario di inizio, ma penso di non essermi perso granchè (o forse si: pare che ci sia l'unica scena simpatica)
A parte questa premessa di onestà intellettuale, a distanza di due giorni, riguardo quest'ultimo di Saverio Costanzo (altra premessa: non ho visto nessuno dei suoi precedenti) mi viene da scrivere solo le briciole che mi sono rimaste in mente, cioè pochissimo.. meglio così. [erano briciole, sono diventate un malloppo di mollica cruda]

La maternità. Dunque: sembra che per Mina (Alba Rohrwacher) già l'attesa del figlio sia un trauma. Ora, non so se in termini psicanaqualcosa sia esatto scomodare il concetto di "trauma", ma come si spiega l'apprensione esagerata, direi estrema, per un figlio che non è ancora nato e che si cerca in tutti i modi di non farlo contaminare dal mondo? Che tipo di amore è quello che la porta a togliere al bambino il cibo proteico, la luce, l'aria del mondo esterno, le onde elettromagnetiche (!), le visite pediatriche e ancor prima un completo esame ecografico, un necessario parto cesareo, e via dicendo...? Il bambino non cresce, lei diventa sempre più magra, avverte un forte senso di stanchezza, mai un sorriso, parla pochissimo. È evidente che nella sua mente tutto porta alla lenta eliminazione propria e del figlio per soffocamento della vita, sempre che ci sia stata la vita. I tratti di questa storia angosciante non hanno a che fare con lo sfogo emotivo, nemmeno con un'escalation del dramma: in quanto dramma psicologico il malessere o lento avvelenamento è qualcosa di non dichiarato, accettato, silenzioso. Le decisioni di Mina trovano fino ad un certo punto una via libera  nel comportamento amorevole del marito Jude (Adam Driver) che è appunto accondiscendente, comprensivo, paziente, ma anche incastrato nella tela della moglie, una malattia di cui è perciò in fin dei conti complice. Anche se "complice", Jude si trova ad un tratto ad approfittare della stanchezza della moglie per uscire con il figlio e dargli da mangiare della carne, cioè qualcosa che non appartenga ad una dieta vegana attuata da autodidatta.
Dunque..... "Cuori Affamati", che però non si nutrono o non si sono mai nutriti dell'amore che fa crescere, in primis il corpo del bambino.
Come finirà questo film? Verso la fine, quando ha ottenuto di vivere da sola col figlio, sembra che abbia superato la fase dell'ossessione poichè la si vede andare in spiaggia ed esporlo perciò alla luce del sole: ho i miei dubbi però che ci sia stata della consapevolezza. È vero che con questa scena si affaccia l'impressione che quel periodo di attenzione per l'alimentazione fosse limitato, con quell'intensità, ai primi mesi del neonato, che insomma fosse un comportamento giusto e non giudicabile; ma alla fine lo stile del film, una visione distorta (i fish eye che in una certa scena allargano tantissimo quegli spazi stretti) e documentaristica, in un'atmosfera fredda ma non del tutto glaciale, punta a farci sentire del tutto scomodi, comprensivi ma anche arrabbiati e fortemente tristi. Il bene profuso con tale apprensione per me è in fondo un atto disperato verso qualcosa di cui non si riesce a sbarazzarsi, un conflitto continuo tra il tenere e il rifiutare qualcosa di irreversibile come la nascita di un figlio. Insomma: sarà pure un modo personalissimo di amare, ma quel modo ha messo in pericolo di vita un piccolo essere che nel film non vediamo mai nemmeno piangere o emettere versetti.
Esco dalla sala con la tristezza di chi ha visto una situazione molto difficile dove amore e malattia non dovrebbero essere così coincidenti fino alla pazzia.


Non ho scritto della madre di Jude...... che avrà un ruolo determinante perchè l'unica nella famiglia (anche se tenuta a distanza) che porta lucidità senza essere invadente, e che alla fine risolverà la situazione con un personale sacrificio (un atto d'amore che è opposto a quello di Mina). Ma tant'è...
Non ho detto niente nemmeno del sogno ricorrente di Mina che avrà qualcosa di premonitore. Ma tant'è.. il tempo non è poi così abbondante come credo.