20 feb 2014

A proposito di Davis, dei Fratelli Coen (2013)

Tenendo presente che non mi ero affatto preoccupato di vederne il trailer e a stento sapevo di questo nuovo dei Fratelli Coen, e tenendo presente che mi sono basato esclusivamente sul poster e alcune foto, mi è andata molto bene.

Tra tutte le scene, penso che quella più memorabile sia il "provino" col disografico di Chicago per via della concentrazione di Llewys Davis che precede l'inizio della canzone e la disponibile attesa dell'uomo che gli darà la sua opinione. Per quante situazioni passa per scampare alla pura esistenza, il protagonista dimostra di affrontarle con quella tenacia un minuto prima di essere mollata nella rabbia contro tutto.
Cosa ne sarà di lui? 

Nè dolente, nè malinconico, nè amaro, nè ironico, nè drammatico. Non un on the road già visto, ma forse un nastro di Mobius, il deja-vu del gatto Nessuno e poi del gatto Odisseo, o forse anche del gatto di Schrodinger. Quasi sicuramente una miniserie compressa meravigliosamente in nemmeno due ore.





19 feb 2014

allargare lo SPAZIO


Robert Motherwell, 1962, oil and collage on paper 73.7 x 58.4 cm






 


 Robert Motherwell
From Below, 1975, acrylic, pasted canvas, and pasted papers on canvas mounted on board, 182.9 x 91.4 cm



(Sam Cornish su Abstact Critical - alla fine precisa che solo alcuni collage funzionano nel modo descrtitto qui sotto)
I suppose anyone and everyone receptive to this kind of thing has felt something similar, has been immediately struck by a picture on entering the room in which it is hung. All pictures are set-up to respond to being looked at. But in these works, and in others in the exhibition, this sensation is central to how the images function. These works are – at least in large part – about vision, or rather, a particular type of visual experience. Here vision is figured as something which happens, and happens quickly, a momentary coming together of seeing and the thing seen; a sudden opening of the eyes, a flash of light, the pulling back of a curtain.
[...]


 Robert Motherwell, Xylol, 1977, acrylic, paper, printed paper, and packing tape collage on canvas board, 101.6 x 76.2 cm 




The fragment of collaged material at the centre of the collages plays an important role in how we see the whole. First because the fragment creates the collage’s sense of space (there is no seeing without a thing seen), determining our distance from the scene pictured; some of the collages introduce a horizon line which works to the same ends. And second because the fragments activate the space they exist in: each is placed to give the impression that it has travelled out of distance, from further back in the picture’s space, from where it has been flung upward and toward the viewer, and has then been caught and clarified in the foreground.
Motherwell very self-consciously (in a couple of works too self-consciously for my taste) looks back to the papier collé Picasso and Braque first made a little over a century ago. [1] Though it can open up with a hazy light, Picasso and Braque’s Cubism remains an intimate art of enclosed spaces; Braque understood his collages as visual translations of the availability of objects to touch. Motherwell enlarges this space, makes it more expansive, aerated, shifts its focus from ground to sky. In part he did this by drawing on Matisse. Motherwell empties out and destabilises Matisse’s architecture, using its restraint but imbuing it with a sense of motion (are some of these works non-gestural action paintings?) and a personality at once elegant, vulnerable and defiant.




17 feb 2014

La violenza nel sentimento dell'uomo

"L'uomo contemporaneo cerca o tenta di vincere la sua giornata mediante la violenza. Ungaretti, uno dei maestri della poesia contemporanea, ha esercitato un'altra violenza, non soltanto sul corpo della parola e del linguaggio ma profondamente nel sentimento dell'uomo."  
(Salvatore Quasimodo nel 1969)

Tratto dall'unica occasione in cui Quasimodo, Montale e Ungaretti si sono incontrati davanti alle telecamere nel 1969. Non potendo incollare il breve video ne ho trascritto giusto qualche parola.

15 feb 2014

l'armonia delle virgole






 Ballare, volare, amarsi. Siamo sempre lì :)

03 feb 2014

trasparenza e informazione

Oltre il voto, i cittadini possono esercitare un controllo efficace sul governo soltanto se sono ben informati. Questo è il motivo per il quale le leggi per la trasparenza sono così importanti.
È ovvio che i politici preferiscano lavorare in segreto, senza controlli. Ma nessuno assumerebbe un lavoratore permettendogli di lavorare senza informare il suo datore di lavoro su cosa sta facendo. Gli uomini politici lavorano per la cittadinanza, che ha il diritto di sapere ciò che le persone che con loro hanno preso un impegno stanno facendo. I cittadini hanno il diritto di sapere come si spende il loro denaro e chi sono i consulenti interpellati per l'elaborazione delle linee politiche.

Le mie ricerche si sono concentrate sulle conseguenze delle asimmetrie nell'informazione sul funzionamento dell'economia.


(Joseph E. Stiglitz - Nobel per l'economia, è stato vicepresidente della Banca mondiale)


Essere ben informati: la vera rivoluzione.