17 giu 2014

Hal, stavolta qui fuori ci resto volentieri

Davvero bella l'intervista letta su repubblica a Luca Parmitano, il primo astronauta italiano ad essere stato fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale cioè davvero nello Spazio. Parla di percezione, di limiti, di Umanità, di argomenti insomma di grosso calibro che riesce a trattare con semplici risposte personali (poetiche certamente). Senza nemmeno leggerla si può intuire cosa avrà detto, cioè che è tutto così bello che dobbiamo accorgercene, anche se non avremo mai il privilegio di quella sua esperienza. Sapere che in sei mesi di permanenza sulla ISS è uscito "solo" due volte nello Spazio (da una delle due è dovuto rientrare in anticipo per un problema all'interno del casco... che rabbia, aggiungo), delude un pò: saranno state intense quelle poche ore, che dire.

incollo giusto qualche risposta.

La prima cosa che ha visto quando è uscito a spasso nello Spazio?
"Non l'ho vista, l'ho sentita. Il nulla. L'universo s'annuncia non allo sguardo, ma all'udito. Un silenzio irreale. Come se improvvisamente qualcuno spegnesse il sonoro. Tutto d'un tratto s'interrompe l'assordante scampanellìo degli strumenti che cozzano sul tuo scafandro. Continui a vedere gli oggetti che si toccano, eppure non senti più niente. Avverti solo la ventola che mette in circolazione l'aria dentro la tuta. È quello il suono della vita".


Com'è il nero dello Spazio?
"Un nero diverso da tutti gli altri. È assenza di colore, l'assoluta mancanza di luce. È come se tutto si perdesse là dentro, nel buio del vuoto".

Invidia.

Nemmeno molto tempo fa, vedendo qualche ripresa della Nasa, di quelle fisse all'esterno dello Shuttle in orbita e con il portellone spalancato, mi chiedevo qualcosa di simile. Era una di quelle immagini in cui la Terra è sopra lo Shuttle. Mi spiego meglio: sono molto di più le foto della semisfera terrestre presa dall'alto o di lato, di meno una come questa



Mi chiedevo su cosa poggiasse la Terra.
Vista dall'alto è una semplice foto, ma dal basso si insinua ancora di più la percezione che si tratti di un oggetto e che dunque debba pesare (quanto non lo so e non mi interessa.. se non altro perchè al solo pensarci sento esplodere il cervello). Ma di fatti non pesa, è completamente assurdo concepirlo.
Non voglio incriccarmi ancora di più (anche se adesso sono a stomaco pieno), ma c'è da rendersi conto che lì "sotto" non c'è niente.
Non poggia su niente!!
!?!???(?((^§ç°éç!

O almeno poggia sulle due rotazioni.. insomma è ancorata al Sole. Ora sono più calmo :)



Qual è lo spettacolo più bello del mondo?
"L'orizzonte terrestre, che sembra contenere la risposta a tutte le domande. Non solo la curvatura della Terra ma l'atmosfera intorno: sottile, fragile, trasparente. Là ho visto fenomeni di una bellezza indescrivibile, come le nubi "nottilucenti": colpite dai raggi del sole diventano di un blu turchese che fatico a descrivere. Il colore della fantasia e dell'invenzione".

"Ho superato un limite che è proprio dell'immaginazione. Una nuova prospettiva per cui non è stato ancora inventato il linguaggio". Che cosa intende?
"Quella spaziale è una condizione inimmaginabile, che non è cresciuta con l'evoluzione umana. Le culture dell'uomo sono nate dall'osservazione, da cui poi scaturiscono un linguaggio e un pensiero. Staccarsi da Terra è un'esperienza inedita, per cui fatico a trovare le parole".

Più che extraterrestre, è un ambiente-uno stato extraumano insomma, effettivamente inconcepibile e solo immaginabile anche se possibile e sperimentabile, perciò enormemente affascinante.