27 feb 2012

statuette

Butto giù qualche previsione sugli Oscar imminenti pur non avendo visto tutti i film ma una sua buona parte.

Visto l'andazzo positivo, a The Artist sicuramente spetterà il premio maggiore, miglior film, considerando anche che Hugo Cabret, pur essendo molto bello, non è lo Scorsese da premiare, che Midnight in Paris è Woody Allen ed è impossibile farlo giungere a tale vetta, che Moneyball-Paradiso Amaro-The Help-Estremamente Forte sono un pò debolucci per la categoria, che War Horse non è lo Spielberg da Oscar, che The Tree of Life anche se è il mio quasi favorito è davvero lontano dall'essere convalidato come miglior film ovviamente perchè non porta soldi.

Miglior Regia. Sia Scorsese che Malick che Allen sono eccellenti. Non saprei per Payne. Ma è probabile che Hazanavicious bucherà la cinquina. Anzi no: a sorpresa potrebbe ottenerla Allen.

L'Attore Protagonista penso andrà a Gary Oldman. Clooney dovrebbe saper fare di meglio e darlo a Dujardin è come regalarlo al primo conosciuto. Escludo Pitt e Bichir non solo perchè non li ho visti.

L'Attrice Protagonista a Meryl Streep. E nient'altro da dire.

Fotografia. Se non lo danno al Lubeski di The Tree of Life non mi spiego il perchè di tante nominations: senza un premio sarebbe come prendere in giro Malick.

Montaggio. Pur non avendolo visto direi che andrà a The Girl with Dragon Tatoo... anche se penso più a The Artist visto il successo ottenuto altrove. La Shoonmaker di Hugo Cabret lo merita per un prodotto più rappresentativo e il Tent di Paradiso Amaro pur essenso pregevole si è fatto un tantino notare durante la visione.

Miglior Musica. Da Williams vorrei sentire di meglio, ma chissà forse lo beccherà lui per War Horse (quella di Tin Tin manco me la ricordo). Hugo e The Artist sono altrettanto piuttosto buone... Insomma ho l'imbarazzo della scelta. Punto su The Artist.

Miglior Sceneggiatura Non Originale. Paradiso Amaro senza dubbio.

Miglior Sceneggiatura Originale. Darei l'Oscar a Woody Allen. Gli altri non li conosco a parte l'onnipresente The Artist. L'Academy penso lo darà proprio a quest'ultimo.


Sulle altre categorie non so che dire.

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Indovinati 4 su 10. Per montaggio e regia ci sono andato vicinissimo.. Pure la sceneggiatura originale mi sono lasciato sfuggire.. e dire che era facilissimo!

22 feb 2012

Neutrini più veloci della luce, c'era anomalia negli strumenti

"La discrepanza di 60 nanosecondi sembra sia il risultato di un problema con il cavo in fibra ottica che connette il ricevitore gps usato per registrare i tempi di spostamento dei neutrini con una scheda nel computer"

-   Non c'è nulla di eccitante in questo mondo troppo normale.   -

War Horse, Steven Spielberg (2012)

Sentimentalismo a pacchi, buonismo sovrabbondante, una storia del tutto priva di interesse. Nonostante ci sia una sequenza magistrale di guerra, Spielberg però vuole parlarne con un emotività bassissima, banalissima in cui il cavallo è il mezzo per la salvezza all'interno dell'orrore. L'unico punto a favore è che il film sfiora piccole storie di guerra mostrate a mò di volo d'uccello. Ma più di tanto non si spinge. Un film assolutamente privo di intreccio e con sole trovate straabusate di sceneggiatura per far uscire il sorriso di felicità e la lacrima d'amore. Insomma è un super-Spielberg che è una mezza fregatura perchè da lui mi aspetterei qualche passo oltre la maturità e invece ti presenta qualcosa che già sapeva fare trenta anni fa e ora pure peggio nella direzione della quintessenza della retorica. E chissenefrega che si rifà al grande film hollywoodiano di un tempo che francamente nemmeno conosco (a parte I Dieci Comandamenti, in tv si è mai visto con la stessa frequenza un altro Cecil B. De Mille?) e di cui perciò non parlo (ma il finale col tramonto alla Via col Vento l'ho riconosciuto, eh si). E chissenefrega che per lui "chi salva una vita, salva il mondo intero". Baggianata enorme ma che quintessenzialmente funziona sempre tra i bambini è l'incontro con scambio di battute tra il tedesco e l'inglese nella terra di nessuno. Davvero indimenticabile. Una pietra miliare.

09 feb 2012

Hugo Cabret, Martin Scorsese (2011)

Che c'entra il regista di Casinò con una favola? Se è l'opportunità non solo per omaggiare il cinema ma anche per raccontare una storia e un personaggio anzi un uomo primitivo della settima arte con intenti fondamentalmente documentaristici, è più che lecito dire che Martin Scorsese ha tirato fuori un film piuttosto unico e prezioso. Con Hugo Cabret racconta il funzionamento della macchina-corpo cinematografico, le dà l'avvio, la ricarica con la meraviglia di un vero ed efficacissimo 3D così come si ricarica un orologio, risolleva questo corpo-sguardo-pensiero dalla dimenticanza, le ridà vita come la finzione e l'illusione delle immagini possono far di nuovo sognare quegli uomini afflitti dalla troppa realtà della guerra. Di fronte ad Hugo Cabret si è di nuovo spettatori e anche nuovi spettatori. Il volto dell'ispettore ferroviario che sfonda letteralmente lo schermo passando dall'essere immagine all'essere una vera presenza invadente che ci chiede chi siamo noi che scorazziamo da soli nel luogo-sala cinematografica di arrivi e partenze di storie, è sorprendente e spiazzante come il treno che arrivò alla stazione di La Ciotat. Più di Spielberg con Tin Tin (che manca di autentico senso dell'avventura) ha fatto meglio un inedito Scorsese con questo film. Un'avventura dal ritmo rallentato, d'altri tempi in un certo senso, e non esente da difetti. Treni, ingranaggi, robot, disegni, libri, pellicole, costumi, la Storia, Georges Melies e gli occhi bagnati di blu di Hugo Cabret. Qual è il messaggio nascosto della macchina cinematografica? C'è, come dire, un periodo in cui si è bambini, e che è il terreno fertilissimo di tutte le emozioni pure che verranno in futuro; e c'è un momento preciso in cui si prende contatto con la meraviglia: ecco, questo è la nascita dell'universo personale che ha bisogno periodicamente di essere riportato in vita da opere, nel caso del cinema, che restituiscano il meglio possibile quell'imprinting. Scorsese ci regala la luna (in 3D) colpita nell'occhio dal cinema: un autentico simbolo geniale di ciò che è il grande schermo.

08 feb 2012

Lunga vita a John Williams

Compie ben 80 anni oggi il Maestro di musica da cinema John Williams. Molto spesso si dimentica quanto una composizione classica dia al film un coinvolgimento e una spinta alle immagini nella direzione di un'esperienza maggiore e addirittura indimenticabile (la lista di nomination agli Oscar per le original soundtrack viene quasi sempre snobbata da chi fa previsioni.. forse perchè è difficile giudicarla se non quando si fa notare molto durante la visione del film). Per John Williams ho solo parole entusiastiche e di gratitudine per la sua costante creatività e per il suo ruolo ottimamente sostenuto di autore di cinema (Lucas purtroppo si dimentica della paternità di Star Wars che condivide col più anziano e più competente Williams). Le sue composizioni hanno fornito in passato a film estremamente famosi un'identità che è entrata nel mito. La sua musica è, come dire, tanto enorme quanto le dimensioni dello schermo dove vengono proiettati i film, è l'aria che si respira solo nei cinema. Quest'anno è candidato per due film, War Horse e Tin Tin: lavora sempre e, ormai, solo per Spielberg e la qualità delle score più che scesa forse si è assestata. Insomma non c'è più da aspettarsi guizzi e invenzioni lungo tutta la durata di un suo lavoro, ma cosa pretendere? È tra noi e questo non può che farmi piacere (anche se una capatina in Italia purtroppo non la farà mai.. e chissà se l'ha mai fatta).

Incollo qui sotto un pezzo tratto da Star Wars - Episodio VI: Il ritorno dello Jedi dal titolo "Sail Barge Assault". Non ricordo in che punto del film si sente ma posso dire che è molto più bello di quello che ricordo di aver sentito. Un ascolto al cd, perciò lontano dalle immagini, rivela sempre una ricchezza maggiore rispetto a quello dato durante la visione. John Williams è completo proprio perchè riesce ad essere anche autonomo dal suo compito di sottolineare il procedere della storia: compone musica. Questo pezzo l'ho scelto per caso e non perchè più bello di altri.