29 mag 2011

Sfinite Jest

Si tratta di parlare di un rapporto più che di un romanzo. E soprattutto (taglio corto) di un rapporto di incomprensione.

7 mesi e 18 giorni per finirlo (vedi il tag sulla lettura del libro). Perchè così tanto? Ne avevo preventivati 4 di mesi ma poi mi sono ritrovato ad alternare almeno cinque libri alla sua lettura e anche a interromperla talvolta per più di una settimana quasi due; ho anche iniziato a rileggere circa duecento pagine quando ero a poco più della metà e cmq ho (quasi) sempre fatto un sunto ogni cento. La rilettura. Ecco. Ne ho tratto molto giovamento, molta scorrevolezza, molto più piacere tanto da farmi pensare che potrei rivalutarlo un pò meglio se un giorno ci ritornassi su. Perchè la difficoltà maggiore che ho avuto è stata quella di affrontare una scrittura nel peggiore dei casi immobile, ossessiva, complessivamente malata, e nel migliore dei casi limpida, scorrevole e colloquiale come mai prima d'ora. Ricordo con molto piacere tutta la parte in cui si descrivono gli incontri degli Alcolisti Anonimi, a cui sembra di aver assistito seduti in fondo alla sala facendone però parte attiva, cioè ascoltando realmente insieme a Don Gately con empatia le storie che le persone raccontavano. E questo è un grosso pregio che si estende a tutto il nucleo narrativo che riguarda la casa di recupero Ennet House, come anche alla storia singola e "autonoma" del travestito Povero Tony. Il nucleo che riguarda invece la Enfield Tennis Accademy mi ha scassato i coglioni, mi ha in gran parte (per dirla non volgarmente) tediato pesantemente come se mi fossi fatto disegnare consapevolmente sulla pelle un tatuaggio che proprio non mi piace ma che per un motivo imprecisato ho dovuto fare. La visione del mondo scolastico tennistico con gli allenamenti, i pranzi, le cene, i dialoghi e non mi ricordo cos'altro, è insignificante (per dirla con una parola). O almeno è banale come lo è la quotidianeità. Ma il modo in cui queste quotidianeità vengono messe su carta è estenuante perchè è solo un grandissimo accumulo di descrizioni dettagliate, come ad esempio l'episodio in cui Hal sta aspettando fuori dall'ufficio della madre e di Charles Tavis per poter parlare con lui del guaio dell'Eschaton: quello che avverrà non è detto, ma questa attesa in cui Hal è seduto insieme a Pemulis è resa con la descrizione di qualsiasi cosa ci sia in quella sala d'aspetto, di cui si rende conto, per dire, anche della posizione del più piccolo pezzetto di polvere. Ciò che per chiunque costituirebbe l'intervallo di tempo di una decina di minuti o di una mezz'ora passata a rimescolare i propri pensieri fatti di tensione, speranze, ricordi o altro, qui diventa l'immobilità di una persona che come un faro potentissimo scannerizza lo spazio che lo circonda senza che ci sia un "normale" flusso di pensieri ma solo di pura osservazione. Questo per me significa essere malati. A cosa serve tutta questa ricchezza di dettagli...? Significa dominare lo spazio? Significa ricreare perfettamente nel lettore un ambiente in modo perfettamente asettico e freddo? La freddezza è di sicuro la cifra di tutto il romanzo. Una distanza dall'umano, aliena in un mondo alieno. Altrove ho letto che Infinite Jest è un romanzo intriso di tristezza; altri commenti al libro migliori di quello che sto scrivendo parlano di solitudine. Oppure c'è questa frase che dice "DFW riesce a descrivere situazioni reali e surreali con una tale accuratezza e profondità da farti provare fisicamente ciò di cui parla e ti dà sempre quella sensazione di profondità e leggerezza insieme, come due cose inseparabili." Ed è un giudizio che per me vale solo per la parte alla Ennet House e non per l'accademia del tennis (anche se non avrei mai scritto le parole "profondità e leggerezza insieme").
E poi l'idea di un mondo sponsorizzato, di un continente americano ricostituito politicamente per affrontare il problema dell'immondizia (uno Stato intero destinato ad essere discarica di qualsiasi cosa, con cannoni che sparano potentissimi le scorie in questo territorio inaccessibile..... un'idea visivamente grandiosa ma narrativamente disturbante), e poi dei terroristi sulla sedia a rotelle: a pensarci fa ridere, ma ad averci a che fare sembra più di stare in un incubo grottesco e inquietante che altro.


È un libro che ho amato e odiato, ma giunto alla conclusione posso solo dire di aver odiato. L'impressione è ogni sua frase (lunghissima) possa proseguire in tantissime altre prendendo tutte le possibili direzioni e dunque non finendo mai. Sembra che DFW abbia creato un universo in espansione.
Infinite Jest è un libro sulla DIPENDENZA. Stop. C'è altro ma fondamentalmente è questo. Mi ha intossicato e solo talvolta liberato, ma una libertà molto condizionata. È difficile, complesso, ma non per questo (e invece speravo avvenisse il contrario) ne resto affascinato, ne sono anzi ingarbugliato. Non c'è una trama e questo non conta granchè; ma non c'è neanche un procedere. È tutta un insieme di momenti di più o meno breve durata, episodi riassumibili in due parole due. Come ad esempio quando Ortho Stice resta con la fronte attaccata alla finestra. Un episodio comico (diluito per decine di pagine però) ma anche esemplare della tristezza di un personaggio. Eppure cosa accade? Succede che Hal lo trova in quella bizzarra posizione e decide di aiutarlo a staccarsi andando a chiamare due addetti alla pulizia: tutto questo è affrontato in pagine e pagine e pagine di non so cosa. Cioè alla fine mi resta nella memoria solo questa sintesi e nient'altro. E allora resto deluso, anzi disarmato. Tanta scrittura prodigiosa per ricreare attimi di tempo. Mi sento oppresso al solo pensarci. Ci sto male solo a pensarci.

27 mag 2011

IJ || 1100

"Dopo che Remy Marathe e Ossowiecke, e anche Balbalis, riferirono tutti di non aver trovato traccia di questa attrice velata, M. Fortier e Marathe decisero di mettere in atto la più drastica delle operazioni per l'individuazione del Master dell'Intrattenimento. Cioè acquisire membri diretti della famiglia dell'auteur, forse in pubblico". A questo proposito intendono sostituire i giocatori juniores del Quebec che sfideranno quelli dell' Eta in una delle prossime partite. Ridacchio.

In un sogno di Don Gately Joelle è la Morte. "La Morte dice che questa donna che ti uccide è sempre tua madre nella tua vita successiva".

Hal si sveglia di notte. Alcune cose a cui pensa. (raccontato in 1a persona).

Alcune pagine su Don.

Hal (sempre di notte) trova Ortho Stice con la fronte attaccata ad una finestra.

Molte pagine su Don.

Hal disteso sulla moquette in una sala proiezioni. Vede tutto orizzontale. "Dedicare la propria vita a qualcosa, tuffarvisi dentro" (p. 1081).
Arriva Pemulis.

Diverse altre pagine su Don.

25 mag 2011

IJ || 1015

Marathe è nell'ufficio di Pat Montesian. Vede che in un armadietto conservano delle cartucce, tra queste ce n'è una con uno smile e inizia a pensare di far intervenire il BSS o Fortier degli Afr. A quanto pare esiste anche una cartuccia antidoto anti-samizdat. Si viene a sapere che alcuni residenti vengono mandati a lavorare anche alla Eta (Enfield Tennis Academy).

Mario è nella stanza di Schtitt, addormentato su una sedia e con un cd di opera lirica ad altissimo volume, insieme alla sua bolex, o meglio vestito della sua bolex che tiene in testa. Esce nei corridoi e incontra una certa Felicity Zweig che scappa e poi LaMont Chu che si presta a un piccolo intervento molto apprezzato da Mario davanti alla videocamera; vuole sapere qualche notizia di hal e l'Eschaton, ma Mario non risponde perchè molto concentrato sulla ripresa. Infine entra nell'ufficio della Mami e qui le chiede come si capisce quando qualcuno è triste: belle le 5 pagine circa spese per definirla (persone che hanno paura delle emozioni, che hanno apura di vivere... molto bello). Ma Mario non risponde mai se si tratta di se stesso o no. Tutti cmq cercano Hal e si preoccupano di lui.

Dialogo tra Hal e Mario sui modi di mentire, su Pemulis. "Boo, credo di non credere più ai mostri tipo le facce sul apvimento o i neonati selvatici o i vampiri o quella roba lì. A diciassette anni penso di credere che i soli veri mostri sono quesi bugiardi che no si riesce a smascherare. Quelli che non si tradiscono mai".

Dialogo Marathe-Kate Gompert sui problemi del primo. Non so quanto stia fingendo Marathe, sta di fatto che qui raccotna tuta la storia con la moglie, di come l'ha conosciuta e lei gli ha salvato la vita salvando lui la vita a lei (nel senso che lui stava per suicidarsi). E Kate Gompert è molto empatica. La storia cmq è tragica e ironica allo stesso tempo, anche se il lato ironico francamente lo avverto pochissimo... cioè Wallace racconta di una storia di amore e salvezza tra un disabile senza gambe sulla sedia a rotelle e una donna senza cranio e con migliaia di altri problemi che la costringono a sopravvivere in un ospedale con un cuore artificiale esterno. Per altro lei è pure in coma adesso. Tant'è che la Gompert chiede "E questo è amore? È come se fossi stato incatenato a lei. È come se la depressione clinica fosse la canna di una pistola che ti spingeva verso l'altare".
Ma infatti Marathe la racconta vera ma non tutta... ma non posso riportare tutte le frasi del libro... cmq ce n'è una simpatica di Gompert a pag. 938.

Hal continua a parlare a Mario delle bugie di Pemulis.
Fa un pò il punto dei personaggi: Mario si comporta come la madre, non vuole offendere nessuno e dunque assorbe i problemi mostrando sempre un sorriso non affrontando alla fine nessun problema. Hal qualche dubbio ce l'ha. Orin invece è naturalmente e ridicolmente bugiardo.
Hal è preoccupato che la madre venga a sapere dell'analisi delle urine.

Hal fa visita alla Ennet per chiedere info su un incontro di Anonimi. E qui c'è la sua descrizione fisica (pag. 944).

A pag. c'è una nota ad uno spazio vuoto, è la 324 che rimanda ad un episodio con Pemulis, Freer e Postalweight negli spogliatoi ed è un casino ora riassumere. (si dice tra le tante cose che Pemulis ha usato il segreto di Avil per ottenere i 30 giorni, almeno questo è quello che mi è sembrato di capire).

946-955: domande a Molly Notkin (l'amica di Joelle) che rivela un bel pò di roba sulla cartuccia Infinite Jest (assafà, per la prima volta!!!). E qui si rivela addirittura che il vero nome di Madame Psychosis è Lucille Duquette, o meglio Molly Notkin sta mentendo, e che la Madame è stata davvero sfregiata, e anche qui mi sa che mente.

nota 332: John Wayne sbrocca alla grande.

Hal prende la macchina e va ad uno degli incontri su una guida datagli alla Ennet e che poi si rivelerà vecchia di due anni. Cmq qui assisterà alla penosa terapia di un certo Kevin (in realtà fratello di Marlon Bain) insieme ad un altro e ad uno strano terapista svedese. Orsacchiotti. "Prima d'ora Hal non aveva mai visto nessuno piangere a fontana nel vero senso della parola".

Con "il soffitto respirava" inizia la lunghissima storia di Don Gately nel reparto di traumatologia. In sintesi: è muto, ha le allucinazioni, verranno a trovarlo diverse persone, vedrà uno spettro che è quello di Jim Incandenza (che gli racconta di aver invetato uno spettacolo per far uscire un ragazzo dalla chiusura in sè - p.1009)) , non saprà mai che giorno è, sapremo di tutta la sua storia di scagnozzo fino ad oggi, combatterà con i denti per poter restare lontano da qualsiasi narcotico.

17 mag 2011

IJ || 898

I ragazzini dell'ETA vivono una piccola avventura in una delle gallerie della struttura, a 26 metri sotto il campo da Show: qui devono per punizione perlustrare la zona per poi riferire il percorso che alcuni tecnici dovranno fare per trasportare nelle gallerie parti del Polmone che verrà eretto a breve. I ragazzi qui seguiranno la pista di una puzza particolarmente intensa e scopriranno che è dovuta ad un panino con carne lasciato in un piccolo frigorifero da chissà quanto tempo. Non male il pezzo, simpatica soprattutto la parte finale con i dialoghi.

La prorettrice Poutrincourt e Steeply parlano sugli spalti, mentre Hal e Stice continuano a giocare, dell'educazione dei ragazzi, su come vengono preparati per affrontare la fatica, la pressione, la paura che cresce inevitabilmente con l'età. Poi DeLint parla di come ogni ragazzo è bravo a modo suo e questo non può che annoiarmi.
"Trascendere il successo" una volta che si è diventati ciò che si desiderava essere. Il compito degli istruttori e dell'ETA è "indicare una strada tra l'aver bisogno del successo e farsi gioco del sucesso".

Matty Pemulis (il fratello di Mike) e suo padre violento: lui (Matty) "poteva fare tutto ma non doveva farlo (il padre) sentire uno qualsiasi". È seduto in una tavola calda e vede passare Povero Tony che si appresta a compiere uno scippo.

Hal cerca una spiegazione da deLint sul motivo di quella partita con Stice. Ma non so se gli viene fornita, mi pare di no. Cmq dopo va nella Sala Proiezioni 6, si sceglie una cartuccia, per la precisione "Fai ciao ciao al burocrate", e se la vede.

Povero Tony Krause viene rimesso in sesto in un'ambulanza (ma non mi ricordo cos'è successo prima...) e si dirige verso il negozio degli Antitoi. Pensa di scippare due ragazze che gli camminano davanti che sono Kate Gompert e Ruth Van Cleve.

Kate Gompert e la sua depressione. Pezzo fondamentale di tutto il libro ovviamente, lo trovi a pag 830-837. Si parla di anedonia e del suo estremo la depressione involutiva o disforia unipolare o depressione psicotica. Si racconta dell'uomo che costruiva i trenini. Da rileggere e rileggere.

Alcuni pezzettini verso p. 839-840.

Hal è ancora in sala proiezioni 6 e vede insieme ad alcune ragazze che passavano di lì "Blood Sister: una suosa tosta".
--- La prima apparizione di Joelle Van D. in un progetto di Incandenza è "Educazione civica a bassa temperatura" -----
Joelle va ad uno degli incontri Ca e ci riporta il racconto di un uomo di colore sulla dipendenza: "in poche parole era la familiare situazione di avere i soldi in tasca e nessuna difesa contro il desiderio." Ogni tanto pensa a Don Gately ricoverato e prende in considerazione la possibilità di mostrargli la faccia.

La Gompert e la Van Cleve vengono scippate da Tony Krause. Clang!

Lenz a sua volta scippa due donne cinesi e viene inseguito duramente, ma riesce a scampar loro.

Poi c'è la fuga di Tony Krause.

Fortier degli Afr USA cerca la cartuccia nel negozio degli Antitoi.

Lenz e Povero Tony si scontrano in un vicolo a pag. 876.

Marathe si infiltra velato :D alla Ennet alle prese con un tossico paranoico.

Joelle è ospite a cena a casa degli Incandenza. Ottimo pezzo per saperne di più su questa "triste" famiglia.

14 mag 2011

IJ || 797

Mario compie 19 anni. Soffre di insonnia da quando non c'è più Madame Psychosis e di disautonomia familiare che non gli permette di sentire il dolore. Veniamo a sapere che conosce la direttrice Pat Montesian, anche lei disabile, che l'ha invitato a fare visita alla Ennet. Lui sta facendo un giro serale da quelle parti e per caso sente provenire da lì la registrazione di una puntata del programma di Madame Psychosis. È ragazzo molto sensibile. Questo episodio avviene nello stesso momento in cui Don Gately sta iniziando ad occuparsi dello spostamento delle auto di fronte alla Ennet.

Che significa per Don Gately occuparsi dei residenti della Ennet House. Significherebbe non essere sempre amico di queste persone, ma lui finisce sempre per esserlo in una certa tollerante e solidale misura. Pensa che il suo polpettone abbia un ammiratore (prepara anche il pranzo per tutti). C'è un bel paragrafo a pag. 714 che spiega cosa succede tra i residenti di solito e qual è l'umore di Gately.

"Orin riesce solo a dare piacere, mai a riceverne". Parliamo del sesso con la manicurista che lui denomina "Soggetto". Qualcuno bussa alla porta, chi è? Un disabile su sedia a rotelle che vuole fare domande per un sondaggio. Simpatica la scenetta perchè Orin pensa di essere di fronte ad un fan molto timido che ha trovato la scusa del sondaggio per ottenere da lui un autografo. "Orin resistette al desiderio di appoggiare la mano sull'arco del cranio del disabile". Gli chiede cosa gli manca e lui risponde il vedere e rivedere sempre le stesse cose in tv, quando si era obbligati alla ripetizione, quando la familiarità con i prodotti veniva inflitta.

Da pag. 720 a 742 c'è un pezzone storico da rileggere in rappresentanza di tutto il libro. Don Gately ha a che fare con il coprifuoco delle 23.30, lo spostamento delle auto dei residenti da un marciapiade all'altro delle oo.oo e un casino pazzesco successo mentre cercava di coordinare il tutto con tre tizi che volevano uccidere Lenz, che un'oretta prima aveva sgozzato un loro cane (sotto gli occhi distanti di un incredulo Bruce Green). E alla fine di tutto questo il delirio si impossessa dei residenti, Gately cerca di calmare la situazione ma i tizi sono imbestialiti con delle pistole, e succede che c'è un corpo a corpo violentissimo (descritto cioè benissimo) in cui Gately viene poi sparato ad una spalla. Joelle Van Dyne accorre alla fine in suo aiuto e lì si capisce che tra i due c'è dell'affetto.

Gli spect-ops sono eventi che attirano l'attenzione delle persone che si fermano per strada per guardare: opportunità di essere spettatore dal vivo.

I ragazzi dell'ETA sono nella sala pranzo e ad un tratto uno di loro tira fuori il sospetto secondo cui il latte che viene dato è liofilizzato. Poi si parla di altre cose che non ricordo (na mazzata rileggerselo anche a pezzetti).

Il padre di Steeply e M.A.S.H. Un caso di pazzia e ipnosi da tv.

Steeply è all'ETA e insieme a Shtitt guarda la partita Hal-Stice e viene informato sull'educazione che viene data ai ragazzi: "l'essere osservati non conta mai".

La nota #269, lunghissima, è la risposta di un amico di Orin su Orin alle domande fatte da Steeply tramite una lettera: Orin è un bugiardo stranamente stupido; l' episodio del trascinamento del cane; "non ci fu nessuna punizione e il bombardamento di amore e sostegno aumentò", c'è un giudizio sul comportamento amorevole di Avril nonostante tutto nei confronti del figlio.

6 mag 2011

Tifone, di Joseph Conrad

Il capitano MacWhirr non era adatto a condurre la nave a vapore Nan-Shan? A detta dell'equipaggio no. Ma certe condizioni mostrano che non lo è nessuno e lo sono tutti, per destino.

Uomo senza immaginazione, uomo comune, timido, di poche parole si ritrova ad affrontare una tempesta che aveva deciso di non scansare, semplicemente perchè doveva averne esperienza diretta, perchè predilige la concretezza dei fatti alle parole di qualsiasi libro. Egli è presentato attraverso le parole di altri personaggi proprio come un capitano per nulla letterario e dall'ottusa incoscienza. Conrad racconta con questa storia una navigazione soffertissima, sballottante come poche che coinvolge il capitano e un equipaggio che farà di tutto per restare anche solo in piedi e meno bagnato. Il primo ufficiale, il capo macchinista, il nostromo, il secondo ufficiale ed altri di meno rilievo hanno a che fare con il potere della Natura che scopre la resistenza dell'Uomo, qui rappresentato prima di tutto dal capitano MacWhirr. La tranquillità viene messa a dura prova da una forza enorme che si rovescia sopra con lo scopo di cancellarla. E non solo. Il primo ufficiale Jukes deve anche tenere a bada i duecento cinesi che viaggiano sul piroscafo ai quali la tempesta ha mandato all'aria tutti i soldi che contenevano nelle loro personali cassette di legno provocando una lotta fisica degli uomini che si aggiunge al caos della burrasca.

Il racconto breve di Conrad è una perla tanto di sensazioni quanto di riflessioni sugli individui presi in una condizione fisica, mentale, spirituale spossante che punta a toglier loro la capacità di agire e di essere fermi in se stessi. È una sequenza lunghissima quella del tifone che viene descritta con una profusione di metafore e di dettagli (anche con molti termini tecnici navali) che non hanno fine, e che lascia immaginare anche quante reali avventure ci siano dietro di esse. "Tifone" riesce a rivelarsi proprio per questa grande capacità di Conrad una lettura sempre più ricca ad ogni rilettura.