16 feb 2010

Nonostante ne abbia visti altri di film, continuo a ritornare (anche se lo faccio solo oggi..) su Avatar e quello che ne scrivono in giro. Due testi molto diversi per entusiasmo sono su CarmillaOnline -> Avatar: un pianeta cyber e la salvezza della contaminazione e su NazioneIndiana -> La prosa del mondo

[...]

8 feb 2010

6 feb 2010

synecdoche new york

Non credo che ne scriverò quando crederò di aver le frasi giuste per parlarne, perchè non credo che ne avrò. Resta così, un'impressione, un'esperienza è la parola giusta. Una vita intera morta nel volerla vedere svolgersi, nel tragico dipanarsi... Una vita intera che è stata solo il contenitore di se stessa, un contenitore riempito da cartoni viventi raffiguranti le persone non amate e da cui non si è stati amati, gli appartamenti non abitati ma solo tenuti molto puliti in ogni suo piccolo punto... ovvero personaggi, scenografie... proiezioni su proiezioni di sè: un contenitore praticamente vuoto.


Un film che nella prima parte contagia, annienta, è straziante, un film impossibile perchè suicida e brutale, nella seconda parte passa il segno, si moltiplica, si espande e implode diventando qualcosa al di là di se stesso. Due volte se stesso, tre volte, quattro... Un film sulla morte per solitudine.

omelia del prete (una piccola scheggia - inutile - di consapevolezza)
E’ tutto più complicato di quello che pensi. Vedi solo un decimo di ciò che è vero. Ci sono milioni di fili attaccati a ogni scelta che fai; puoi distruggere la tua vita ogni volta che fai una scelta. Ma forse non lo saprai per vent’anni. E non riuscirai mai a risalire indietro alla fonte. E hai solo una possibilità da giocarti. Prova solo a capire il tuo divorzio. E dicono che non esiste il fato, ma esiste: è ciò che tu crei. Anche se il mondo va avanti per una frazione di una frazione di secondo. La maggior parte del tempo lo passi da morto o prima di nascere. Ma mentre sei vivo, aspetti invano, sprecando anni, una telefonata o una lettera o uno sguardo da qualcuno o qualcosa che aggiusti tutto. E non arriva mai oppure sembra che arrivi ma non lo fa per davvero. E così spendi il tuo tempo in vaghi rimpianti o più vaghe speranze perché giunga qualcosa di buono. Qualcosa che ti faccia sentire connesso, che ti faccia sentire completo, che ti faccia sentire amato. È la verità è che sono così arrabbiato e la verità è che sono così triste, cazzo, e la verità è che ho sofferto, cazzo, per un cazzo di tempo lunghissimo, per quello stesso tempo in cui ho fatto finta di essere ok, giusto per andare avanti, giusto per, non so perché, forse perché nessuno vuole sapere della mia tristezza, perché hanno la loro e la loro è troppo opprimente per permettere di starmi a sentire o di curarsi di me. Be’, vaffanculo tutti. Amen.


1 feb 2010

Mancano due giorni (per l'Italia) alla prima puntata della stagione finale di Lost. Evento dell'anno molto più di Avatar.



In estrema sintesi...
Ho finito di vedere la quinta stagione giusto 4 giorni fa dopo aver recuperato tutta la serie praticamente in quasi tre mesi e mezzo. (mmm) In realtà non ricordo la settimana esatta in cui ho iniziato a vederla, dovrebbe essere la seconda di ottobre. Cmq credo di averlo fatto in tempi record per seguire in contemporanea mondiale-emotiva l'ultima. Ma nulla di davvero obbligato, anzi un piacere :) Solo alcune puntate della seconda sono state piuttosto noiose e minacciai di smettere: ma serviva solo una pausa e un pò di pazienza. E già.
La prima è stata mooolto noiosa, troppo dilatata se messa a confronto con quella successiva e soprattutto con la terza, ma anche in assoluto: gli avrebbero giovato tantissimo sei puntate in meno.
Solo dalla seconda in poi ho proseguito con quasi due episodi alla volta raggiungendo solo due volte il picco di 4 episodi in successione: di più è impossibile, sia per il tempo che per l'attenzione. E anche per il resto della vita fuori casa...
Della terza ho scritto qui sopra. Della quarta (quella dei flash-forward) anche ma di meno. Della quinta praticamente niente. Di quest'ultima posso ricordare tutto quello che riguarda Daniel Faraday, il nuovo profilo caratteriale di Jack (decisamente diverso, quasi remissivo, dalla condotta finalmente mutata dalle parole & azioni di John Locke), Miles, Sawyer+Juliet come coppia della serie, e altre cose che è inutile elencare.

Non è stata una visione normale della serie avendo abolito qualsiasi intervallo tra una puntata e l'altra e soprattutto tra una stagione e l'altra per immaginare molte teorie e tutto il resto: forse lo sfizio di Lost era proprio questo, seguire il lento allargarsi ed espandersi della trama e personaggi? Rintracciare e collegare i vari indizi visivi, le varie citationi interne ed esterne? Alcune si, tante altre no. Ma francamente più di tanto non mi interessa. Non credo di aver buttato via lo sfizio con questa corsa al recupero, perchè non avrei mai potuto fare diversamente: mi sono garantito una continuità pazzesca! :P In teoria potrei ricordarmi immediatamente qualsiasi fattariello successo in 103 puntate, cioè in 2.8 giorni (per eccesso) di vita passati davanti ad un unico lunghissimo film... Ma nei fatti direi di no.