28 gen 2010

L'articolo di Francesco Longo riportato sul blog della Minimum Fax è quasi quello che stavo cercando, una riflessione sulla natura rappresentata in Avatar cioè un ambiente tutt'altro che incontaminato, anzi proprio la negazione stessa del senso di terreno dove cresce qualcosa, dove penetrano le radici e che va difeso. È un ambiente virtuale/mentale/funzionale che non presuppone che venga protetto o che da esso ci si debba proteggere, perchè non propone alcuna relazione-contatto con un solo elemento naturale realmente esistente.

[...]Pandora, infatti, il pianeta abitato dagli innocenti indigeni azzurri, sembra una sorta di Foresta Amazzonica minacciata dagli umani e dalle loro macchine devastatrici. Le possibili allegorie che si attivano nel film generano molti sensi e numerosi piani di lettura, è indubbio, però, che tra tutti questi sensi spicchi un richiamo alla difesa della Natura e che Avatar sia cioè un film dichiaratamente ecologista. James Cameron tuttavia crede possibile comunicare il valore di un ambientalismo panteista col più mastodontico sfoggio di tecnologia che si sia mai visto al cinema. La natura e l’ambiente incontaminato raccontati nel film sono infatti frutto di una sofisticatissima realizzazione informatica. Il Grande Elogio della Natura Incontaminata viene comunicato nel momento stesso in cui si stanno mostrando i Vertiginosi Miracoli della Tecnologia e del Progresso Informatico. Il valore della Natura, nel film, coincide col sogno delle possibilità virtuali, e tanto più ci piace e ci seduce questa Natura, quanto dobbiamo ammettere – con euforia – che questa è un enorme Eden artificiale. L’incanto è dato dai pixel, non dagli alberi. Pandora infatti, che vorrebbe forse essere l’emblema di una terra vergine, è in realtà il santuario della grafica computerizzata e il più raffinato dei mondi sintetici. Un videogame divino. [...]


E allora Avatar cosa rappresenta? La lotta che l'uomo deve intraprendere per mantere la possibilità di espandersi in nuove forme di identità? Qui si fa intendere che ci sia un'identità spirituale più alta di quella fisica, che per il protagonista è già nel corpo-avatar un affrancamento dalla mancanza che lo determina; si parla di un'identità addirittura planetaria, panteistica che a conti fatti è Internet. In quanti hanno afferrato questa metafora?

quel film che ha scavalcato Titanic

Deve essere successo in settimana, mi pare attorno a lunedì-martedì.
Dovrebbe dare una sensazione di evento epocale? Intendo il fatto che si è tutti contribuito a staccare un nuovo primato storico in fatto di cinema, cioè che tutti ovunque abbiamo visto quel film, siamo stati nel buio per 2 ore e 40 a lasciarci illuminare gli occhi dalle immagini di qualcosa che prometteva (il marketing, i critici americani, etc..) stupefacenze percettive, e su cui poi tutti o quasi abbiamo espresso due piccole parole. Facile fare il record quando i biglietti vengono staccati ad un prezzo maggiorato? Come se avessero prodotto in laboratorio il dna di Usain Bolt con i soldi donati alla ricerca. Non è la stessa cosa cmq: Usain Bolt è davvero impressionante, è un dito oltre lo spettacolo.


Due visioni. Io ho dato precisamente... 21 euro. La prima volta perchè si, volevo; la seconda volta per verificare e per uccidere il tormento continuo che mi dava il dubbio sulla prima visione. Direi che l'ho presa in modo un pò più serio rispetto agli altri film (che non rivedo praticamente quasi mai a cinema) a causa del gingillo del 3D.

A parte questo.. Ho trovato un film molto leggero, un aggettivo che per me riunisce le parole "lineare", "classico", "semplice", ma anche unico, cioè quell'impressione che si ha quando vedi qualcosa di consistente, materialmente consistente, che ti resetta.
Tutte puttanate, dopo la seconda visione. Non è che fossi rimasto così entusiasta all'uscita dalla prima perchè mi era rimasto giusto un briciolo di autentica soddisfazione, ma con la seconda tutta la previdibilità della storia e tutto il "fantastico" 3D cascano in modo più evidente.

Tant'è che non so nemmeno perchè sto continuando a scriverne.

Ok, è un film che doveva piacere a tutti. Ma la sua forza è che puntava a tutti-tutti senza alcuna distinzione di natura esclusiva. Su questo punto io ci penserei 3 secondi in più del normale, giusto per rendersi conto dell'impresa.
  • Non è l'adattamento da un libro
  • Non è un sequel
  • È un fantasy di fantascienza
Dunque parte dalla fama di Titanic e dal pomposo annuncio di una nuova frontiera: noi spettatori alla scoperta di un nuovo territorio, là dove nessuno è mai stato prima. Sembra di citare Star Trek anche se non lo è.
Insomma il pezzo grosso James Cameron e la 20th Century Fox l'hanno fatto su una base non apprezzatissima com'è la fantascienza rinnovandola, o meglio dandole un'inedita freschezza di immagini. Cosa avrebbe potuto fare se avesse voluto realmente "scardinare" qualcosa nel cinema, almeno quello di genere, o almeno tentare? Puntare un occhio su Wall-e: animazione digitale quasi muta di genere science-fiction con storia d'amore e messaggio ecologista. Perfetto. Wall-e però non ha sfondato tanto, ma non era nemmeno sua intenzione farlo. Ed è questo il punto: che dire di Avatar? che a modo suo ha sperimentato? o sono andati sul sicuro? che c'è una consistente spinta del marketing? quanto è contato il passaparola?

Boh. Tutto questo forse. Cmq ci hanno azzeccato, ed almeno ora è impossibile sapere come e perchè. Un'affermazione a cui arrivo dopo avermi letto diversi commenti sui forum dove i conflitti stanno quasi per spegnersi.

Non sui forum ma tra i quotidiani e blog vari ho trovato qualche commento più focalizzato e chiaro su due-tre aspetti del film. (qui)

17 gen 2010

los?

Allora:

Jack e Claire sono fratelli -> il padre è sto Christian Shepard
John Locke ha incontrato Richard quand’era picciriddu
Ben Linus e Charles Widmore sono rivali e nessuno dei due può uccidere l’altro: Widmore credo abbia la proprietà dell’isola
La rossa è nata lì sopra

Perché quando passano col gommone dalla nave alla spiaggia non subiscono il salto temporale?
L’appendicite di Jack
Cosa fecero a Walt?
Chi è Jackob?
Christian deve essere un nativo dell’isola e John deve essere nato dall’unione tra un nativo e uno del resto del mondo

Cambio delle regole: viene uccisa la figlia di Ben, dunque qual era il suo piano prima?

14 gen 2010

il miglior combattimento di Lost -> Sayid vs Keamy (dal terzo minuto in avanti nella 4x13). Che roba anche questa..

11 gen 2010

Lost 4x06 - L'altra donna

  • esce fuori un cosiddetto lato umano di Juliet: come dire che quel sorriso tagliato e fortemente paraculo sta svanendo
  • esce fuori anche una certa compassione per Benjamin Linus (cazzo, e chi se l'aspettava..), sto poveraccio..

Lost 4x05 - La costante


Che pezzo enORMe di cinema. Chiamiamolo cinema da tv. Questo episodio fa rabbrividire, mette tutti gli altri sotto, di tre misure sotto.
Lost continua a girare e anche meglio, Desmond si presenta sempre più come l'uomo metatemporale, Desmond è il perno :-O
Che roba... la puntata migliore che abbia visto finora.

10 gen 2010

Lost 4x03/04 - L'economista/Pessimi affari

È arrivato il momento di chiedermi cosa fare di Lost: interrompo, smetto, spazzo tutto via o continuo senza farci troppo caso?
Il motivo è che gli sceneggiatori hanno ripreso in peggio l'andazzo della prima stagione, quando per 24 puntate non accadde granchè; ora accade anche troppo e senza portare chiarimenti anzi affastellando fatti e incroci tra personaggi che creano solo grande confusione e sorrisi nervosi. L'unica idea geniale è stata quella di sostituire ai flashback i flashforward esattamente a metà della serie, dando al futuro una connotazione infetta (wow) tipo ovviamente la seconda parte di Ritorno al Futuro II. Ma questo però rende tutti i risvolti un tantino inverosimili: assurdo che Saiyd si sia messo in combutta con Benjamin Linus (tranquillo veterinario in odor di vendetta, cioè sempre la mente brillante al di sopra di tutti...) e che Kate abbia come figlio quello di Claire, per nascondere chissà cosa.

8 gen 2010

Lost 3x22/23 - Attraverso lo specchio

"Tutto deve accadere simultaneamente" - Jack
"Dobbiamo tornare indietro Kate!" - Jack

Non c'è molto da dire se non che i concetti di destino, fede e coincidenza si rimescolano per ripresentarsi più accattivanti nella quarta stagione. Ancora non è stato spiegato qualcosa sulla sequenza di numeri di Hurley, nè si è detto ancora molto sulle doti da precog di Desmond (oltre l'esplosione magnetica cos'altro?) ed è ancora tutto da rivelarsi il perchè una delle due donne seppellite (Libby? ma era lei?) ad un tratto spalanca gli occhi (è viva ..e mo?), come anche sapere chi è il tizio che ha portato Juliet sull'Isola e incontrato Ben da regazzino (Highlander??), per non ricordarsi di "cosa è successo a Walt?" e "che roba è quel fumo nero?".
Se tutto sembrava stesse per accadere in perfetta sincronia per andarsene via, adesso pare che tutti dovranno restare perchè fuggire non è più qualcosa di così tanto desiderabile se ne verranno solo danni... o meglio una grande menzogna.

"Ti prego. Posa quel telefono a terra" - John
Locke non uccide Jack nonostante avesse dovuto. mmmm... in qualche modo ha continuato a fare la cosa giusta.


6 gen 2010

LST (note)

3x15 - Abbandonate: non fare per gli altri ciò che loro non meritano.

3x16 - Una di noi: guadagnare e perdere la fiducia ogni due-tre secondi. Investire il proprio affetto, rischiare, accettare e subire un compromesso, salvare o uccidere: il personaggio di Juliet è lo strumento della manipolazione, più letale di un Ben, più umanamente vuoto di qualunque altro. Se Ben nasce dalla morte della madre a dal fallimento del padre, Juliet è una che si vende continuamente ad un obiettivo che non le farà guadagnare niente. Tra lei e Ben c'è tipo lo stesso rapporto di potere tra i Nazgul e Sauron nel Signore degli Anelli....

3x19 - Il brigantino: "Noi cerchiamo qualcuno che ci ricordi che siamo qui per cose più importanti". La seconda più forte rinascita sprituale di Locke. Sacrificio & vendetta. Ascesa e debolezza.

3x20 - L'uomo dietro le quinte: nascita di Ben, la strage del Dharma, Jacob. E una frase liberatoria (ma tanto) che aspettavo di sentire dall'inizio della serie "Dobbiamo scambiarci un pò di informazioni", detta da Jack al 22esimo minuto e 20 dopo aver ascoltato la cassetta che sputtana un nuovo piano di Ben e Juliet.

Lost 3x14 - Exposè

Una puntata anomala. I protagonisti sono due comparse dei sopravvissuti visti partecipare "stranamente" in un paio di episodi precedenti ad una delle ricerche nella giungla. Il perchè viene rivelato in questi 40 minuti che oltre ad essere un ottimo modo per scalzarsi per un attimo dalle facce conosciute, sono un'ottima idea per fornire un'informazione importante (il piano di Ben e Juliet per convincere Jack ad operare Ben) e allo stesso tempo rivedere diversi momenti di tutta la serie, come una versione parallela di tutto quello finora accaduto. I due non hanno altra peculiarità se non quella di essere avidamente ossessionati dalla ricerca di una manciata di diamanti che hanno ottenuto con una truffa e perso nell'incidente aereo. Per seguirli si arriva a rivedere Boone e Shannon ma anche Ethan, e soprattutto tutte quelle cose scoperte a fatica dagli altri sopravvissuti e che loro due avrebbero potuto mostrargli molto tempo prima, tipo l'aereo sugli alberi, la botola e un walkie-talkie nella Stazione Perla. Una puntata non disarmante come potrebbe sembrare, una puntata di servizio.

1 gen 2010

Premetto che non sono minimamente capace di scrivere racconti, descrivere ambienti, percezioni, singoli o numerosi momenti. Uno di questi dovrebbe essere il primo gennaio: se sapessi come dare l'idea di come vedo il primo gennaio avrei scritto un primo buon racconto. Ma forse qualcosa riesco a dirla. Se fosse un telefilm (mmm, per restare in tema blog) il 31 e l'1 sarebbero il puntatone finale da un'ora e mezza di cui non si distingue la prima parte-puntata e la seconda. Ma m'importa niente di questa metafora. Diciamo che nel lasso di tempo di una notte resti eccezionalmente sveglio insieme ad altri per circa 5-6 ore facendo cose diverse in un posto dove si paga più del solito (ed è questo che non piace a me e a nessun altro), cose che dovrebbero essere ritualmente significative, ma nei fatti non lo sono perchè ritenuto quasi socialmente imposto. Quasi, perchè se non tiri la notte fino all'alba in buona compagnia di sicuro non accade niente, ma passi per quello che fa un pò tristezza e serietà a casa propria quando poteva uscirsene con gli amici. Ma nemmeno questo mi interessa. Più che altro mi importa che esiste uno sfasamento di orari (torni alle 6-7 del mattino invece che alle 2 di notte come un sabato sera, diciamo) e che tale sfasamento produce quello della giornata seguente, della mia giornata seguente, che è appunto il primo gennaio... che posso per comodità chiamare la notte lunga.
Alle 7, dopo un cornetto non programmato in una caffetteria piena di gente ancora piuttosto sveglia e proveniente da chissà dove, ritorno in macchina a casa. Anche se poco, piove ogni due /tre minuti, le strade sono poco meno che deserte, niente aurora, il buio è ovunque. Il buio di una nottata che si è esaurita lentamente, forzatamente e in altri modi. Parcheggio, salgo con l'ascensore, il palazzo sta dormendo. Entro in casa, c'è il calore, tutti dormono ma manca poco che si sveglino. Vorrei evitarli. Giacchè non ho sonno potrei vedermi un pò di tv, ma non mi va di farmi togliere il gusto di restare lì dal cielo che tra un pò si schiarirà, così abbasso la tapparella e mi metto nel letto. Non so, ma tendo a voler rinchiudermi nell'illusione che questo buio continui, che non ci sia appunto alcuna luce fuori. È l'aurora, ma voglio fregare la giornata. Mi addormento. Mi sveglierò alle 2 e mezza e per fortuna ci saranno le nuvole che tratterranno la luce: ancora tre ore e sarà di nuovo notte.
Niente, per me non devono esserci segni che ci sarà un'altra giornata da passare allo stesso modo di tutte le altre dell'anno. Dovrà piuttosto essere in piena solitudine (nessuno da vedere, nessuno da sentire) tagliando quello che c'è tra l'aurora e il tramonto, come se non fosse mai esistito altro. Ricordo ancora un capodanno quando riuscii a svegliarmi alle 4 circa, beccai quasi in pieno il sole che stava per scomparire e che poco prima avevo visto qualche centimetro sopra l'orizzonte. Fregare il tempo. È questo che intendo dire. Godersi un unico momento buio come se si fosse fermato l'ultimo visto. È una percezione delle cose che non vado a ricercare, semplicemente avviene. E non sono l'unico che può farlo. C'è da farci caso: il primo gennaio tutte le strade di città restano deserte, come se tutti stessero ancora dormendo. Svegliarsi nel buio pur essendo giorno ancora per poco, e senza aver passato nel giorno. Tornare a casa alle 7 di mattina, poi uscire di nuovo di casa alle 5 del pomeriggio con la stessa macchina, per le stesse strade, vedi la stessa pioggia, ti ritrovi di nuovo nello stesso deserto. Sembra che nulla sia cambiato, che abbia ricominciato da dove credevi di aver finito qualche minuto prima, hai prodotto un consapevole deja-vu. Alle 20, poi, ricomincia quello che deve ricominciare. Di nuovo notte ma stavolta è quella allineata all'ordine delle cose.