11 mar 2009


Punge. L'acqua della doccia è affilata, trafigge gli occhi perchè sottile e diretta, forte, come frammenti di vetro che provengono da ogni direzione. Se arriva negli occhi pungendo non è perchè scende pesante dall'alto, ma perchè ha già colpito il corpo ferendolo in un altro modo, facendolo inginocchiare. Gli occhi sono colpiti dal punto di fuga della tortura, l'unico e nessun altro.

(mai pericolosa quanto questa però!)

05 mar 2009

io la conoscevo bene

Faccio i conti con i capolavori del cinema italiano ancora sconosciuti e mi trovo a pensarne male. Deprimente il film ma affascinante la protagonista, con Io la conoscevo bene di Antonio Petrangeli (1965) mi sembra di ritornare alla prima visione del primo film di Bellocchio I pugni in tasca: non lo rivedo da molto tempo ma ricordo bene il malessere che mi lasciò addosso quella famiglia disturbata da rabbia e malattia.
La protagonista, in questo di Pietrangeli, è una ragazza di provincia senza alcun desiderio, obiettivo nè principio.Vive la successione degli incontri con uomini intellettuali o di spettacolo con una sorta di felicità infantile, o meglio di una soddisfazione ingenua, per entrare nell'ambiente del cinema e della pubblicità. È un film desolato quando mostra il contatto fisico tra la protagonista e i tanti personaggi maschili, e illuminato dall'indefinibile bellezza di Stefania Sandrelli quando la macchina da presa le si avvicina toccandole continuamente il corpo, sempre apparentemente puro sotto i vestiti quanto violentato dal continuo cambio in ogni sequenza. Per raccontare questa vuota esistenza Pietrangeli non fa che basarsi su una sceneggiatura (credo) da paura ma anche sull'abilità non nascosta nel costruire piani sequenza e nel posizionare la macchina da presa in posti a volte sorprendenti. A me non hanno convinto la continua frammentazione della narrazione in sequenze che si succedono senza la minima intenzione di dare continuità, che si concludono quasi sempre allo stesso modo, i flashback piuttosto grezzi, e la colonna sonora (non i pezzi di Piero Piccioni) che non mi sembra poi così curata come forse vorrebbe. Starò esagerando ma al montaggio avrebbero potuto accorciare un pò qualche scena (di quanti secondi ti va bene?).
Non so, da una parte questo film spazza via tante ipocrisie che altri dell'epoca invece affrontano con gusto, propone una visione del Paese inconciliabile con quella fissata maggiormente nell'immaginario collettivo perchè cruda, eppure è forse l'amarezza appassionata dello stile di Pietrangeli a non avermi parlato di capolavoro.



_non sono l'unico ad aver pensato per un attimo a berlusconi quando ho visto il personaggio interpretato da Enrico Maria Salerno. stesso modo di comportarsi, se non l'apprezza lui..