01 set 2016

E se alla verità sostituissimo la semplicità?

...penso sia una buona intuizione ma... più di tanto non so.

11 ago 2016



dall'acqua: primo avvistamento dei nativi dell'arrivo degli inglesi sulla costa americana nel 1607 - The New World

dalla videocamera: Marina vista dal ragazzo Neil nei primi secondi di To the Wonder

02 ago 2016

su The New World (la visione completa di 2 ore e 51)



Esiste davvero tanta purezza?
Terrence Malick la sente, ci crede, la crea. Ma dove si trova?
In "La Sottile Linea Rossa" il soldato Witt, disertore su un'isoletta del Sud Pacifico, vede nella vita dei suoi abitanti nativi la pace o il paradiso che il resto del mondo in guerra non conosce; putroppo verrà scoperto e ricondotto alla Compagnia americana per combattere contro il nemico giapponese. Quella visione costituisce per Witt un'esperienza troppo breve ma la cercherà profondamente negli occhi persi di tutti gli uomini mandati al massacro, al confine proprio tra la bellezza e la sua distruzione, sulla linea instabile dell'orrore.
Se dunque il soldato Witt la ricerca nei secondi in cui essa sta per scomparire, l'America dei primi anni del '600 su cui approda la spedizione inglese capitanata da John Smith è esattamente la visione tangibile di questa bellezza infinita, o meglio la manifestazione più vasta di tale promessa. Un nuovo inizio per l'uomo su una nuova terra non è però esattamente quello che accade. John Smith ricambia con sincerità l'amore di una ragazza che è l'espressione più chiara della meraviglia di quella terra, ma gli altri inglesi la vivono riproducendovi gli stessi conflitti sociali dovuti alla fame e alla pretesa di potere e proprietà che avvengono in patria.
L'amore tra i due è un soffio di vento, lo sfiorarsi della luce e delle foglie, l'ascoltarsi di due silenzi. (clichè.. lo so..)
Anche qui c'è una sottile linea, ma bianca forse. Lontanissimi dalle strategie sentimentali di "Days of Heaven", tra John Smith e la ragazza l'unica proprietà, se così posso definirla, che ha ruolo in questa storia è quella dell'essere stesso delle cose a cui i due non possono sfuggire. Tanto stupore o bellezza riesce ad essere vissuta finchè senza accorgersene va oltre. L'amore puro trascende e non è possibile vivere nella trascendenza. La sua potenza o immensità è la sua debolezza: mostrarsi nella trascendenza significa cedere il proprio segreto, ed è inevitabile quando è l'autentico a vivere. In tutti i film di Malick, ma per me molto di più in questo, scorre una triste meraviglia, quella per cui troppa immensità culmina rendendo il mondo altro dal suo essere nuovo, fresco, originario. Il nuovo mondo è un mondo altro.
(do per buona l'affermazione finale... in mancanza di meglio)

17 lug 2016



Scegli la vita o scegli di non scegliere la vita?

Le intenzioni sono sincere? Se si, allora sarai capace di tradire i tuoi mezzi-amici, cioè il contesto in cui ti sei intossicato, per rifondare te stesso.

Trainspotting, quest'amara commedia per cazzoni, ci prova ad essere ottimista.
Vendetta tramite risarcimento forzato, cioè furto. Prendi i soldi e scappa: nessuno ti permetterà davvero di uscirne, e allora fanculo: scelgo la vita. Come sarà?

23 mar 2016

raffiche di vortici di vento che sferzano spallate togliendomi l'equilibrio.
l'identità consumata, scavata, solcata fino all'oblio.
una confusione che dà ai nervi.

nessuna parola è concreta.
quanti pensieri senza forma, quante cose che non esistono.

per come stanno attualmente........ non esiste niente.


creo un mondo così piccolo che ha dimensioni atomiche, è insomma fuori dalla mia percezione visiva.

ho appena trovato in un cestino sulla mia scrivania un bacio perugina. che salvezza! in un secondo passare dal niente al tantissimo!



quanti pensieri che non ritornano
pensieri strappati via in linea retta nell'infinito
esso è sempre buio inconcepibile


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cosa ho?

22 mar 2016

c'è sempre "quel tanto" che resta alle raffiche di vento.
e se resta davvero, si può fare qualunque cosa.

ma se resta davvero allora ho fatto sempre la stessa cosa?

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Unico Principio:   la produttività


faccio, affinchè di ritorno sia la compagnia di   me stesso